Anche l’Africa brucia come l’Amazzonia, ma a nessuno importa

In Africa ci sono un numero incredibile di incendi, ma a nessuno sembra importare. Eppure il loro impatto ambientale sarà devastante come quello di Siberia ed Amazzonia.

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Siberia ed Amazzonia non sono purtroppo le uniche foreste in cui sono scoppiati dei roghi di dimensioni gigantesche in questa torrida estate. In Africa, continente già di per sé caldissimo e che quindi risente ancora di più del surriscaldamento climatico globale, sono attualmente in corso roghi perfino più intensi rispetto a quello che sta colpendo attualmente l’Amazzonia, il tutto nella quasi totale indifferenza dei media mainstream di tutto il mondo.

Il gesto incredibile di un miliardario per l’Amazzonia

A lanciare l’allarme la Nasa che, attraverso i propri satelliti, ha individuato un numero incredibilmente alto di incendi in lungo ed in largo per il continente africano: un luogo in cui, fra l’altro, mancano nel modo più assoluto, le risorse economiche e tecnologiche per contrastare efficacemente eventi di simile natura.

Secondo quanto comunicato dall’Independent, che cita appunto la Nasa come fonte diretta, attualmente sono in corso 6902 focolai in Angola e 3395 in Congo: per fare un paragone, in Brasile ne sono in corso “solo” 2127. La questione non è, chiaramente, “chi ne ha di più” ma tenere in considerazione che il quadro generale è davvero drammatico e soprattutto non concentrato in un’unica area geografica. Purtroppo in un periodo di forte egoismo e di nazionalismi imperanti è difficile che discorsi incentrati su problematiche che vanno al di là del proprio naso vengano comprese dalle masse e da certa politica: il problema rischia quindi di ingigantirsi ancora di più.

La situazione drammatica dell’Africa in generale

Quella dell’Africa, poi, è una problematica che va anche al di là di questo: Africa è un continente depauperato, depredato, colonizzato, una zona che è stata oggetto delle peggiori barbarie da parte di popoli più furbi e solo apparentemente più civili. Se al giorno d’oggi la situazione di questo contenente non è molto migliorata, se vi è ancora una profonda arretratezza culturale e situazioni al limite in moltissime delle sue nazioni, la colpa è principalmente di ciò che questo continente ha subito in passato: per questo i paesi “ricchi” dovrebbero oggi avere a cuore il benessere degli africani, cercare di rimediare agli errori del passato colonialista, ma a quanto pare l’umanità e l’umiltà di ammettere le proprie colpe storiche sono qualità che posseggono in pochi.

Vedremo se ci saranno degli interventi in tempi brevi per domare gli incendi che si stanno diffondendo in Africa. Gli ambientalisti, al giorno d’oggi, stanno iniziando a farsi sentire in maniera rilevante ma anche da parte loro, per adesso, l’attenzione verso la questione africana è scarsa: tutti i loro sforzi sono concentrati solo ed esclusivamente verso Amazzonia e Siberia.

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