E’ bello quando vai in un posto e trovi gente giovane. E trovi entusiasmo, voglia di fare, voglia di cambiare e non le solite facce che ti dicono “tanto non cambia nulla”.
Gente che ci crede, che ci mette la faccia e che sta lì anche se piove perché sanno che l’unico modo per cambiare qualcosa è partecipare. Attivamente e non passivamente come molti dei nostri politici vorrebbero.


E così, seguendo questo spirito, oggi pomeriggio sono andata all’inaugurazione ad Arezzo del punto elettore pro Matteo Renzi. Pioveva, appunto, ma un po’ di gente c’era, compreso il presidente della provincia Roberto Vasai. I giornalisti locali, la gente comune, giovani soprattutto. Alcuni chiedendo spiegazioni su come funzionano queste benedette primarie, che si capisce sempre meno.
Alcuni si iscrivono al comitato, che ad oggi ad Arezzo città ha raggiunto circa 500 iscritti. Altri chiedono invece se iscriversi alle primarie vuol dire fare la tessera del PD. E poi qualche domanda sul perché dello sbarramento ai 18 anni.

E sul perché dei due euro invece di uno di contributo. Insomma, diciamolo, questo gioco delle primarie sta muovendo qualche dubbio. Eppure l’entusiasmo di quei giovani è contagioso. Sarà anche, come dice qualcuno, che Renzi non ha un programma, anche se magari si sono dimenticati di leggere le 100 pagine del programma, ma io ci vedo una forza che non sentivo e non vedevo da tempo.
Ci credono e sono contagiosi. E forse non basterà ma almeno ci avranno provato.

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