Anarchici della Baracca: cinquant’anni di mistero

Sono trascorsi cinquant'anni dalla scomparsa dei cinque anarchici della Baracca, ma sulla vicenda restano ancora molti interrogativi.

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Anarchici della Baracca

Cinquant’anni fa, 5 giovani anarchici Calabresi, detti gli anarchici della Baracca perdono la vita in un incidente stradale in provincia di Frosinone. Il nomignolo deriva dal nome del luogo, nei pressi di Reggio Calabria dove i giovani anarchici usavano ritrovarsi. Una vicenda questa, che ancora oggi è avvolta nel mistero.

Chi erano gli anarchici della Baracca?

Gli anarchici della Baracca erano giovanissimi. Viaggiavano su una Mini Morris, diretti a Roma, quando improvvisamente un autotreno che trasportava pomodori, taglia loro la strada. I giovani non hanno nemmeno il tempo di salutarsi con gli occhi, che vengono travolti dall’impatto, e li lascia senza vita.

La Stradale rileva alcune stranezze. Dai rilevamenti effettuati, il sinistro appare più complicato. Non sembra essere un semplice tamponamento. Innanzitutto a cominciare dalle carrozzerie dei veicoli. Le indagini però si concludono e il caso viene archiviato come tragica fatalità.

Questi giovani, avevano tutti un’età compresa tra i 18 e i 26 anni. Si chiamavano: Angelo Casile, Gianni Aricò, Franco Scordo, Luigi Lo Celso, Annalise Borth. I cinque anarchici, si stavano interessando in particolare di due eventi accaduti nel 1970. La rivolta di Reggio Calabria e il deragliamento del treno Freccia del Sud del 22 luglio 1970. Ma facciamo un passo indietro.

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Gli anni di piombo in Italia

Erano gli anni Settanta. Gli anni del terrore, della strategia eversiva nera e della brigate rosse. Nell’Italia, dove avvengono cose strane, dove si consumano sodalizi dementi. Mafia, stragi, terrorismo. Soprattutto processi farsa. Omicidi su commissione, strani incidenti. La strage di Piazza Fontana a Milano, e la rivolta di “Reggio Calabria”. E sullo sfondo la politica.

La strage del 22 luglio 1970 avviene nel clima di tensione dei “moti” di Reggio Calabria, a seguito della decisione del governo di allora di designare Catanzaro quale capoluogo della regione Calabria.

L’attivismo degli anarchici della Baracca

In tutta questa “cornice”, i cinque anarchici della Baracca fanno foto, raccolgono documenti. Protestano affinché gli scontri finiscano, e denunciano la strumentalizzazione della rivolta da parte dei fascisti di Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale. Dunque portano alla ribalta dei riflettori tracce nascoste, occultate. Oltre a sostenere che, il deragliamento della Freccia del Sud fosse stato causato da una bomba neofascista con la supervisione della ’‘ndrangheta.

Supposizioni quindi, che trovarono nel tempo, più di una qualche conferma e che i cinque misero assieme in una documentazione. Un dossier che volevano portare a Roma. Ed è con questo intento che si erano messi in viaggio quella sera. Infatti, con loro avevano un faldone con i documenti “scottanti”. 

Dovevano consegnarli alla redazione di Umanità Nova. Nelle mani dell’avvocato anarchico Edoardo De Giovanni. Difatti i cinque anarchici non arrivarono mai a destinazione. Come pure il faldone contenenti quei documenti non fu mai ritrovato. Tragica fatalità? Incidente orchestrato? Chissà! Dopo tanti anni, sono ancora molti i lati oscuri di questa vicenda.

Una canzone rap per ricordare i cinque anarchici della Baracca

A cinquant’anni dalla scomparsa dei giovanissimi, il rap Kento ha scritto una canzone in loro memoria: Cinque Anarchici. Le parole del brano “raccolgono il senso della missione dei cinque, e l’amore profondo verso la città d’origine“, dice Kento, “ma anche la rabbia nei confronti dei silenzi, le omissioni e gli insabbiamenti che, ancora oggi, coprono vergognosamente la vicenda degli Anarchici della Baracca“. Il brano è disponibile da ieri 22 Settembre su tutte le piattaforme digitali.

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