Amnesty International: non è tutto oro ciò che luccica

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Amnesty International è forse la più famosa tra le organizzazioni non governative che difendono i diritti umani. Dal 1961 si impegna a livello internazionale ad aiutare chiunque abbia bisogno schierandosi quindi dalla parte dei più deboli. Ma è proprio così? O meglio, è SEMPRE così?


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Amnesty International accusata di razzismo?

Esatto, l’organizzazione mondiale che difende i diritti umani dei più deboli è stata accusata di razzismo. Otto dipendenti di Amnesty International UK hanno denunciato le offese razziste e le prese in giro sofferte nel posto di lavoro. Verrebbe difficile da credere che all’interno di AIUK siano avvenuti episodi razzisti, eppure è successo. Katherine Odukoya, vittima degli scherni, lavorava proprio nella sede inglese di Amnesty, queste le sue parole: “Ci siamo uniti ad Amnesty sperando di fare una campagna contro le violazioni dei diritti umani. La consapevolezza che l’organizzazione ha effettivamente contribuito a perpetuarli ci ha davvero molto delusi”. L’accusa che cade sull’organizzazione è molto pesante soprattutto alla luce degli ultimi gravi episodi razziali come l’uccisione di George Floyd.

Il consiglio internazionale di Amnesty ha condotto alcune indagini all’interno della sede britannica. Ne è risultato un fascicolo di 46 pagine in cui Howlett Brown (studio legale), scrive: “Le osservazioni (nei focus group) sono state costantemente condivise sul fatto che il volto esterno di Amnesty (Segretariato internazionale) è molto diverso dalla sua faccia interna“. Nel 2019 è risultato che l’ambiente di lavoro di Amnesty International era tossico e che gli episodi di bullismo e discriminazione andavano oltre ogni accettazione.