Amnesty International: dalla reale emergenza alla lesione dei diritti umani

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Lesione diritti umani

Alla luce di quando accaduto con l’emergenza pandemica, Amnesty International stila un rapporto sulla lesione dei diritti umani. Che il Covid nasconda alla base un pretesto per l’utilizzo di poteri forti, incrementando le disuguaglianze umane?

La pandemia come atto di lesione dei diritti umani?

Non si tratta di una faccenda complottistica, piuttosto di una base reale che ha preoccupato molto la Amnesty International. Agnes Callamard segretaria generale dell’ente, ha mostrato preoccupazione per la non-condivisione di vaccini nei paesi poveri e non solo. Un particolare riferimento agli Stati Uniti e all’Unione Europea che manifestano impreparazione a condividere la conoscenza del vaccino, ma non si interessano alla divulgazione dello stesso nei paesi poveri. Da questo derivano maggiori discrepanze e disuguaglianze che si riflettono in una lesione dei diritti umani. La reale preoccupazione deriva dal fatto che i “poteri forti” abbiano utilizzato l’emergenza sanitaria per attuare nuovi attacchi contro i diritti umani, nelle peggiori delle ipotesi, questi scaturiscono in arresti di massa con la scusante del virus. Molte nazioni europee si sono scagliate contro l’istituzione delle misure restrittive che mostrano la maschera della dittatura.



Le guerre del Covid


La proteste contro la “sete” dittatoriale

A prescindere dai No Mask, No Vax pare che i Governi vogliano riacquisire quel potere forte proprio di tale istituzione. Solo poco tempo fa le prime marce di protesta si sono mosse da Londra arrivando fino a Vienna per comunicare che tali restrizioni non giovano a nessuno. Molti di questi partecipanti non indossavano la mascherina, opinabile a mio avviso tale scelta. Nel rispetto di chi ha perso affetti cari, movimenti come quelli citati sopra non avrebbero ragione di esistere. Eppure è proprio questo il fulcro democratico del pensiero comune che sente l’agire al proprio posto di una riforma pandemica “dittatoriale” da ogni punto di vista. Non andando molto lontano, l’ultima volta che in Italia si verificò un coprifuoco, ci trovavamo sotto regime Mussoliniano, regime dittatoriale tra l’altro. Queste restrizioni quindi, sono finalizzate solo al contenimento del contagio, o nascondono una “sete di potere” mascherata da necessità? A mio parere tutto nasce come una necessità politica di manifestarsi in modo forte dal punto di vista umano. La necessità di contenimento implica necessariamente un “freno”. Questa situazione forzata può sembrare avere una doppia faccia dal punto di vista governativo, ma a pensarci bene la si deve affrontare come situazione necessaria.

Frenare la socializzazione umana come fronte di tutela

La tutela del genere umano spetta quindi non solo al singolo individuo, ma maggiormente ad uno Stato che sancisce leggi. Partiamo allora dal presupposto dell’instaurazione di leggi per frenare dei valori etici morali che senza queste non avrebbero ragione di esistere. La nostra coscienza collettiva ci porterebbe da soli ad essere in grado di auto limitarci in una situazione quale quella pandemica? Con tutta probabilità no. Ed è per questo che, sebbene molte teorie complottistiche riducano il senso di restrizione a quello di instaurazione “dittatoriale”, la premessa resta la medesima e, non ha con tutta probabilità senso di esistere. Un freno efficace che riduca la possibilità di contagio mediante sanzioni alla base di una natura umana che, non sarebbe coscienziosamente in grado di affrontare il periodo da sola e, privarsi della libertà per il bene comune.

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