Amélie Nothomb, una personalità fuori dal comune

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AMÉLIE NOTHOMB

Amélie Nothomb è una delle più grandi scrittrici della letteratura contemporanea francese. I suoi romanzi raggiungono il mercato in ben 45 paesi. Ad oggi, milioni di copie dei suoi romanzi sono state vendute, in tutto il mondo.

Chi non la conosce, è molto probabile che, prima ancora che per il suo talento, venga colpita dal suo look. Amélie Nothomb non passa di certo inosservata per l’apparenza che mostra ai più e che rivela un gusto eccentrico.

L’autrice infatti veste sempre di nero, sfoggiando grandi e scenici cappelli, rigorosamente neri. L’unica nota di colore alla quale non rinuncia è il rosso carminio sulle labbra.

Una pelle estremamente chiara rende il contrasto ancor più caratteristico.

Tutte le particolarità di Amélie Nothomb

Il look stravagante non è che la punta dell’iceberg di una personalità fuori dal comune. Infatti, è noto che la Nothomb rifugga, letteralmente, la tecnologia. Non possiede telefono cellulare, né pc, né nulla di tutto ciò che concerne questo mondo. Nel corso di un’intervista, alla richiesta di fornire il motivo di questa scelta, lei risponde: “Per indifferenza”.

Amélie Nothomb scrive i suoi libri a mano, carta e penna!

Ogni singola pagina, di ogni suo libro, è scritta senza l’ausilio del computer. Un’altra peculiarità consiste nella sistematica cadenza con cui fa uscire i suoi libri. Infatti, a partire dal suo esordio, nel 1992 (“Igiene dell’assassino“) Amélie pubblica un libro all’anno, alla fine del mese di agosto.

La scrittrice coltiva l’amore per la scrittura da quando aveva solo diciassette anni. Dedica alla scrittura estrema costanza. Tutti i giorni si sveglia alle 4 del mattino, per scrivere almeno quattro ore al giorno. Non rinuncia mai alla sua tazza di te nero fumante, che è sempre presente sulla sua scrivania.

Un’infanzia itinerante

Amélie Nothomb nasce il 13 agosto 1967, in Giappone da genitori belga. La sua famiglia è una delle più antiche e nobili del Belgio. Il padre è un diplomatico e il suo lavoro porta l’intera famiglia a viaggiare con lui.

Da bambina Amélie viaggia attraverso molti paesi in Asia tra cui Cina, Bangladesh e Birmania.

Il Bangladesh la segna fortemente. L’estrema povertà, la miseria palpabile a cui assiste la portano a soffrire di anoressia. A questo tema è dedicato il romanzo “Biografia della fame“.

Vive per pochi anni a New York, per poi spostarsi nuovamente. Non mette radici ma rimane profondamente colpita dal Giappone. Conosce perfettamente il giapponese, tanto quanto il francese. Tant’è che affermò di parlare il “frapponais“, una commistione tra le due linguie.

A diciassette anni giunge per la prima volta in Belgio dove si iscrive all’università a Bruxelles. Si laurea nel 1988, all’età di 21 anni. Sceglie, in autonomia, di tornare in Giappone in quanto rimane delusa dal modo di vivere e pensare occidentale.

L’esperienza adulta in Giappone

Il Giappone vissuto in età adulta no fu un’esperienza idilliaca. Amélie Nothomb decide di farvi ritorno dopo la laurea e trova lavoro in una grande impresa. Tuttavia le aspettative furono tradite.

L’esperienza lavorativa fu un fallimento e nel giro di poco Amélie si vide retrocedere di grado, progressivamente, da interprete a governante dei gabinetti.

Nonostante le condizioni sfavorevoli e l’ingiusta situazione Amélie Nothomb non si arrese e lavorò sino al termine previsto dal contratto. Fece successivamente rientro in Europa, in Francia. Qui presentò la bozza del suo primo manoscritto, edito nel 1992, “Hygiène de l’assassin“.

Stupore e tremori

Il romanzo “Stupore e tremori” si basa proprio su tale vicenda autobiografica. La protagonista, Amélie, è una ragazza europea che conosce molto bene il giapponese. In Giappone non è accolta con giudizio positivo e deve impegnarsi duramente, per farsi strada nell’azienda in cui lavora. Amélie trova difficile integrarsi a pieno, sentirsi parte integrante della società. Soprattutto fatica a sentirsi in sintonia con il loro modo di pensare, di vivere.

Si trova faccia a faccia con una realtà labirintica, sconosciuta, nella quale si giostra con difficoltà e non senza commettere errori. Errori che paga con il declassamento del ruolo di lavoro. Passa da un ruolo di rilievo come traduttrice per essere incaricata di occuparsi della contabilità. Diviene poi l’addetta alla preparazione del te, infine diventa la “guardiana dei cessi”.

In questo romanzo, dalla lettura scorrevole e fluida, Amélie Nothomb mette a confronto due mondi. Due realtà diametralmente opposte, svelando una serie di verità ed aneddoti sulla cultura, la società e la mentalità giapponesi.

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