Ambasciata in Terra Santa: la corsa all’apertura

On the road to Jerusalem

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Ambasciata in terra Santa: la corsa all'apertura
Ambasciata in terra Santa: la corsa all'apertura

Gli Emirati Arabi uniti sembrano essere seriamente intenzionati ad aprire una ambasciata in Terra Santa. Sembra ormai diventata una folle corsa l’apertura di una delegazione politica nei territori palestinesi occupati. Entro cinque mesi, sulla scia dell‘accordo con Tel Aviv, molte Nazioni avranno i loro delegati “on the road to Jerusalem”.

Ambasciata in Terra Santa partnership importante


Il quotidiano Israel Hayom ha riportato: “gli israeliani ottengono un visto per recarsi nello stato arabo dopo l’apertura della missione diplomatica. Abu Dhabi sta anche valutando l’apertura di un consolato ad Haifa o Nazaret“. “Noi degli Emirati Arabi aspiriamo a un accordo di pace con Israele, ma la pace è in realtà con tutti gli israeliani. E’ molto importante per noi essere disponibili per la popolazione araba di Israele, che consideriamo un partner importante per la pace”. Questa è la dichiarazione del ministero degli Esteri degli Emirati.

Ambasciata in terra Santa: tempo di grande accordi

Anche questa volta, il tutto sembra ruotare intorno alla mediazione statunitense. Come sempre, partner eccellente per “David” ha discusso la faccenda come mediatore con gli stati arabi uniti. “Israele e Emirati Arabi uniti hanno accettato la piena normalizzazione delle relazioni”. Questa è la dichiarazione fatta dalla casa bianca e sembra la vera prova della funzionalità dell’arbitrariato U.S.A.

Ambasciata in terra Santa gli Emirati annunciano

Gli Emirati Arabi uniti hanno annunciato: “abbiamo annullando il boicottaggio economico contro il regime di Tel Aviv, consentendo accordi commerciali e finanziari tra le due parti“. Il 31 agosto un volo diretto da Tel Aviv ad Abu Dhabi “Abbatte Il muro diplomatico“. Una delegazione congiunta Usa-Israele si è recata nella capitale degli Emirati Arabi per colloqui con i funzionari degli Emirati. Lo scopo: finalizzare l’accordo di normalizzazione.

I palestinesi non ci stanno

Tutte le fazioni palestinesi hanno condannato all’unanimità l’accordo Emirati Arabi-Israele, descrivendolo come: “una pugnalata alle spalle della nazione oppressa. È un tradimento della causa palestinese contro l’occupazione“. Mentre i palestinesi reclamano per un accordo considerato: “economicamente utile ma moralmente condannabile“, altre nazioni puntano la bandiera a Gerusalemme.

Ambasciata in terra Santa la strada è aperta


Altre nazioni come: Serbia e il Kosovo aprono la loro ambasciata a Gerusalemme. Venerdì scorso il primo ministro israeliano Netanyahu ha dichiarato: “Tel Aviv e Pristina hanno concordato di stabilire rapporti diplomatici. Il Kosovo insieme alla Serbia apriranno ambasciate a Gerusalemme. Le dichirazioni sono arrivate poco dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto un annuncio simile a Washington: “Il Kosovo sarà il primo Paese a maggioranza musulmana ad aprire un’ambasciata a Gerusalemme”.
Il presidente del Kosovo Hashim Thaçi, ha accolto con favore l’annuncio di Netanyahu. Thaci ha definito “la genuina intenzione di riconoscere il Kosovo e stabilire relazioni diplomatiche”.

Un altro grande giorno per la pace con il Medio Oriente

Il Kosovo a maggioranza musulmana e Israele hanno deciso di normalizzare i legami e stabilire relazioni diplomatiche. Molto bene! Presto seguiranno altre nazioni islamiche e arabe!” ha dichiarato Thaci.
Il premier israeliano ha anche annunciato che la Serbia trasferirà la sua missione diplomatica da Tel Aviv a Gerusalemme entro luglio 2021. La Serbia sarà il primo Paese europeo a seguire le orme degli Stati Uniti nel ricollocare l’ambasciata.

Una geopolitica tutta nuova

Trump ha riconosciuto Gerusalemme come la “capitale” di Israele nel dicembre 2017, trasferendo l’ambasciata americana da Tel Aviv nella città occupata. Ora Israele forte di questa nuova situazione rivendica l’intera Gerusalemme. La comunità internazionale vede il settore orientale della città sempre e solo come un territorio occupato. I palestinesi lo considerano la capitale del loro Stato e ad oggi solo gli Stati Uniti e il Guatemala hanno ambasciate a Gerusalemme. Non commettere sempre gli stessi errori e fare un passo alla volta sembra calzare perfettamente.