Dopo aver portato a casa una grande vittoria con la recente nomina delle Olimpiadi invernali a Cortina d’Ampezzo insieme a Milano, Luca Zaia – presidente veneto – mira ad un nuovo obiettivo per alzare il valore del suo territorio. Questa volta al centro del mirino c’è l’Amarone, vino classico e pregiato della Valpolicella, in provincia di Verona. La proposta di Zaia è quella di rendere l’intramontabile vino veronese patrimonio dell’Unesco, attraverso una candidatura sognata già durante l’edizione Vinitaly di due anni fa.

L’Amarone: il classico della Valpolicella

Amarone patrimonio dell'Unesco
Le colline della Valpolicella, in provincia di Verona

L’Amarone è il vino simbolo della Valpolicella, zona tipica in provincia di Verona. L’Amarone è considerato tra i cinque grandi rossi al mondo per la rivista Wine Spectator. “Produrre l’Amarone significa intraprendere con amore un lavoro appassionante che non termina con la vendemmia, ma continua per i lunghi mesi invernali.” Sostiene Tommasi, una delle tante aziende nate e cresciute in Valpolicella che ha fatto dell’Amarone il suo fiore all’occhiello. Ad oggi sono tredici le famiglie storiche che si sono unite nel giugno del 2009 per sostenere e promuovere il territorio, grazie alla produzione dell’Amarone. Aziende che basanole proprie radici nei valori di storicità e artigianalità.

Amarone patrimonio dell'Unesco
I vini delle tredici famiglie dell’Amarone della Valpolicella

Serve la collaborazione di tutto il territorio

“Io ci sono, vediamo se il territorio c’è.” Ha annunciato Zaia insieme alla proposta di candidatura del vino. Anche la data è già stata fissata vedendo nel 2026 l’anno perfetto per ridare valore al territorio veneto. Nel 2026 si terranno infatti anche le Olimpiadi lombardo-venete, e rendere per quel momento l’Amarone patrimonio dell’Unesco, potrebbe essere un’occasione per “posizionare a livello nazionale e internazionale l’Amarone.” Sostiene Zaia. “Penso già all’emozione del turista accolto nella Terra dell’Amarone Patrimonio Unesco. A quali grandi opportunità darà questo titolo a tante aziende giovani che si occupano di vino e turismo.”

La richiesta di Zaia è quella di un sostegno da parte di tutto il territorio. Dai cittadini ai produttori e agli enti locali; dopo aver già ricevuto l’appoggio da parte di Olga Bussinello, presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella.

“Porterò la Valpolicella nel patrimonio Unesco” è dunque la promessa del presidente del Veneto che alle sue spalle vanta della riuscita candidatura a patrimonio dell’umanità delle colline del Prosecco, arrivata all’inzio del mese. Ma anche in questo caso non si era davanti alla prima iniziativa avanzata da Zaia per sottolineare le bellezze italiane. Da ministro dell’Agricoltura infatti, tra il 2008 e il 2010, aveva portato avanti con successo le candidature per la vite ad alberello di Pantelleria, la dieta mediterranea e la pizza napoletana.

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