Amani Nyayo: come sosteniamo il Ruanda post-genocidio

Claudia Del Rosso, referente della onlus Amani Nyayo ci ha rilasciato un'intervista raccontandoci l'impegno dell'associazione nel terzo mondo.

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Amani Nyayo

Amani Nyayo è una onlus con sede a Lucca che da anni svolge importanti missioni umanitarie nel mondo. Un’impegno costante a favore delle fasce più deboli e povere. Claudia del Rosso, referente dell’associazione ha accettato di rilasciarci un’intervista. Nel raccontarci l’impegno di Aman Nyayo nell’assistenza alle popolazioni disagiate, Claudia ci ha parlato dell’attuale situazione socio-economica del Ruanda.

Cos’è Amany Nyayo?

Amani Nyayo nasce a Lucca nel 1997 come gruppo di volontari a sostegno del missionario Fidei Donum Don Silvio Righi in Ruanda. Le attività dell’associazione si intensificano e crescono progressivamente estendendosi anche in altre realtà missionarie di Africa. In poco tempo il gruppo si allarga e si costituisce come associazione di volontariato il 1 dicembre 1998. “Amani Nyayo” in lingua Swahili significa “Pace vera”. Questa parola racchiude tutta l’energia che contraddistingue un gruppo di persone che si impegna in progetti di cooperazione con i popoli del sud del mondo. Dal 2008 Amany Nyayo collabora con il Centro Missionario della Diocesi di Lucca a sostegno delle varie missioni presenti nel mondo. Claudia Del Rosso, referente dell’ associazione ha accettato di rilasciarci un’intervista.

Di cosa si occupa Amani Nyayo? Quante missioni avete?

Attualmente, grazie ad una convenzione scritta nel 2008 con la Diocesi di Lucca, collaboriamo attivamente con il Centro Missionario Diocesano.Con la Diocesi ci impegnamo nella realizzazione e lo sviluppo di progetti missionari nel Sud del mondo. Sosteniamo inoltre i missionarii impegnati nella pastorale sociale e nell’animazione.  Le nostre missioni sono presenti in Burkina Faso, in due diocesi del Ruanda, in Brasile, in Thailandia e Vietnam. Siamo inoltre fautori di interventi autonomi a sostegno di realtà della società civile, il supporto ad altre congregazioni di religiosi e la costituzione di reti di partenariato. In particolare l’associazione porta avanti i Gemellaggi di solidarietà in cui sosteniamo il diritto allo studio dei bambini unitamente alla garanzia di un pasto giornaliero.

Mi ha parlato di gemellaggi di Amani Nyayo: come avvengono concretamente?

Ormai da anni l’associazione porta avanti i Gemellaggi di solidarietà in cui sosteniamo il diritto allo studio dei bambini e garantiamo loro un pasto giornaliero. Oltre a sostenerli durante il ciclo scolastico organizziamo anche corsi di formazione professionale. Ciò consente ai giovani di inserirsi nel contesto lavorato e di acquisire una maggiore autonomia. Attualmente siamo gemellati con comunità di 8 stati: Burkina Faso, Cameroun, Congo, Mozambico, Ruanda, Togo, Filippine e India.

Quali sono le missioni di Amani Nyayo in Ruanda?

La missione in Ruanda si trova nella Diocesi di Byumba. Da alcuni anni in questo paese non abbiamo una presenza missionaria. Tuttavia il legame storico che ci unisce al Ruanda ci consente di collaborare costantemente con la Caritas di Byumba e con la parrocchia di Nyarurema. Con queste due realtà abbiamo realizzato una serie di importanti interventi.

Ci parli del progetto “I figli del villaggio” di Amani Nyayo

Il progetto “I figli del villaggio” si occupa di assistenza ai bambibi orfani di genitori morti di Hiv e Aids. Seguiamo direttamente i 14 ragazzi presenti nella casa di accoglienza e sosteniamo altri 40 adoloscenti. Inoltre ci occupiamo dell’assistenza domiciliare di 416 persone. La struttura è nata come risposta ai tanti casi di abusi sessuali perpetrati prima e durante il genocidio da cui sono nati bambini affetti da HIV. Molti di loro sono rimasti orfani dei genitori e sono stati accolti nella struttura.

Cos’ è il progetto “A piccoli passi” di Amani Nyayo?

Il progetto ha sede nel Centro Izere, nella parrocchia di Nyinawimana (Ruanda). Attualmente accoglie 23 bambini disabili. L’ obiettivo del centro è di favorire il recupero e la rieducazione dei minori affetti da handicap motori attraverso terapie riabilitative e psicologiche. Gli interventi riguardano principalmente la formazione del personale volontario presso l’ospedale ortopedico di Gahini. Vorremmo inoltre avviare 3 centri fisioterapici di base nei villaggi di Nyarurema, Nyakayaga e Muyanza. Questo ci consentirà di sostenere le famiglie nell’ assistenza dei figli affetti da patologie neurologiche. 

E il progetto “Da Lucca”?

Si tratta di un progetto che consentirà di aumentare le stufe a gas delle abitazioni private. Per questo utilizziamo il letame delle mucche mischiato al fieno, alle foglie di banana e all’erba per produrre combustibile. Ciò consente la riduzione dell’utilizzo di legname. Questo sistema a biogas costituisce una risposta concreta contro il fenomeno del disboscamento. Inoltre assicura l’approvvigionamento di latte ad uso familiare e sensibilizza su temi importanti di carattere globale educando all’assunzione di comportamenti responsabili su scala locale.

Com’è il Ruanda di oggi?

Il Ruanda è un Paese sorprendente. Chi vi arriva per la prima può provare perfino un senso di disorientamento. Il Ruanda, infatti, non è l’Africa che siamo soliti immaginare: caotica, sporca, incapace di imboccare il cammino dello sviluppo… L’economia cresce a un ritmo sostenuto, la speranza di vita ha superato i 60 anni. Inoltre il tasso di alfabetizzazione è tra i più alti in Africa, mentre il livello di corruzione è tra i più bassi del continente. Gli investimenti nel settore dell’energia elettrica e, soprattutto, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione hanno trasformato il volto del paese e in primo luogo di Kigali, la capitale.

Quali sono le contraddizioni del Ruanda odierno?

Nonostante i grandi passi in avanti, in Ruanda le contraddizioni non mancano. La pulizia, il decoro e il profondo rinnovamento della capitale sembrano essere stati pagati dalle fasce più povere della popolazione. Molti quartieri popolari sono stati rasi al suolo e gli abitanti costretti a spostarsi altrove, spesso in campagna. La miseria viene celata e repressa. Da diverso tempo i mendicanti, i venditori ambulanti, i ragazzi di strada e le prostitute rischiano di essere arrestati e reclusi nei cosiddetti “centri di transito”. Human Rights Watch ha denunciato questa situazione. La Corte africana dei diritti dell’uomo e dei popoli ha condannato ufficialmente quanto sta avvenendo.

Secondo un’inchiesta pubblicata dal Financial Times, negli ultimi anni il Ruanda avrebbe falsato i dati sulla povertà. Quest’ultima non sarebbe affatto diminuita, come affermato dal governo, ma addirittura aumentata. Inoltre c’è da sottolineare il problema della sovrappopolazione. Il Ruanda è un paese con 13 milioni di abitanti, grande più o meno come il Piemonte. Gran parte dei Ruandesi vive di un’agricoltura di sussistenza. A volte i pochi terreni disponibili non soddisfano le esigenze delle famiglie.

Quali sono, oggi, i problemi del Ruanda?

ll Ruanda si trova ad affrontare quello che ormai sono i nostri problemi “globalizzati” e che toccano nelle diverse forme e con aspetti ed intensità diversi tutti i paesi del mondo. Le principali sfide dovrebbero essere l’Incremento della sostenibilità dello sviluppo e la lotta contro la povertà e la disparità. Inoltre è necessario accogliere le nuove sfide derivanti dal movimento delle popolazioni ed il cambiamento climatico oltre l’accesso all’informazione nella sua pluralità.


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