Altroconsumo Vs Facebook: dopo le vicende dello scandalo Cambridge Analytica, aperta una Class Action per risarcire gli utenti.

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Altroconsumo vs facebook

Dopo lo scandalo che ha travolto Facebook all’inizio di quest’anno, sul trattamento dei dati personali dei suoi utenti, gestiti da un’azienda di consulenza e per il marketing online, la Cambridge Analytica, di cui hanno parlato anche Guardian e New York Times, si affaccia la possibilità di un possibile risarcimento in denaro, a favore dei titolari degli oltre 87 milioni di account compromessi.

La notizia arriva direttamente dal sito di Altroconsumo, la società indipendente di tutela dei consumatori, che ha indetto una Class Action per richiedere oltre 285 Euro di risarcimento per tutti gli utenti vittime della mala gestione dei loro dati personali, per ogni anno di iscrizione al famoso social network.

Nello specifico, lo scandalo Cambidge Analytics ha visto l’uso scorretto di un’enorme quantità di dati personali degli utenti, prelevati da Facebook e utilizzati in modo improprio senza averne l’autorizzazione.

Facebook non è nuovo a questo tipo di problemi, infatti, fin dalla sua creazione, ha avuto grossi problemi legati alla privacy dei suoi utenti, ma questa volta la vicenda è più scottante, in quanto Cambridge Analytica ha avuto importanti rapporti con alcuni dei più stretti collaboratori di Donald Trump, soprattutto durante la campagna elettorale statunitense del 2016, che lo ha poi visto vincitore.

Ma gli aspetti da chiarire sono più di uno, tra cui l’effettivo ruolo di Cambridge Analytica, nella vicenda, eventuali suoi contatti con la Russia, le iniziative per condizionare le presidenziali statunitensi e il referendum su Brexit nel Regno Unito.

In altre parole, i dati degli utenti fanno il giro del Mondo e vengono utilizzati per scopi a loro sconosciuti, senza la loro conoscenza di tutto ciò, e senza naturalmente la loro autorizzazione; basta anche un solo semplice “Mi piace” ad un post, e il dato viene subito raccolto e utilizzato.

Tutto quello che viene postato, commenti compresi e qualsiasi altra interazione attuata su Facebook, nonché i dati personali volontariamente inseriti, viene registrato e inviato a varie aziende di marketing, che poi li utilizzeranno per scopi diversi e il tutto a totale insaputa degli utenti, violando le più comuni leggi sul trattamento dei dati personali.

La Class Action promossa da Altroconsumo, insieme a Belgio, Spagna e Portogallo ha raccolto finora oltre 28.000 iscrizioni in Italia e 100.000 in Europa; per potersi iscrivere è sufficiente inserire il proprio numero di telefono sul sito dell’associazione, al quale si viene contattati da un operatore, che spiegherà nei dettagli le modalità di iscrizione.

Informazione fondamentale da conoscere e da fornire, è la data di registrazione al social network che è possibile ricavare, per chi non la ricordasse, cliccando sulla matita a destra (modifica), della sezione “In breve”, posta alla sinistra del diario personale; tra le voci che compariranno nel pop up che si aprirà, vi sono anche il mese e l’anno di iscrizione. Altre informazioni:

  • Tutti gli utenti con un account Facebook possono aderire
  • Partecipare è completamente gratuito
  • Non è necessario essere soci di Altroconsumo, la partecipazione è aperta e gratuita anche per i non soci
  • Non verranno addebitate spese legali durante il corso dell’azione
  • Per iscriversi lasciare il proprio numero di telefono, si sarà ricontattati dagli operatori preposti per tutti i dettagli dell’iscrizione
  • Si viene tenuti aggiornati sugli sviluppi dell’azione

Questa è solo la prima fase della Class Action, nella quale è prevista la raccolta di adesioni, e che culminerà con la notifica dell’atto presso il Tribunale di Milano, con cui si avvierà formalmente l’iter giudiziale contro Facebook, con queste prospettive:

“Chiedere che i consumatori europei vengano risarciti, che vengano correttamente informati sull’uso che viene fatto dei loro dati e che possano scegliere consapevolmente in qualsiasi momento quali di questi condividere”.

Facebook, e tutti gli altri social network, sono un’arma potentissima di controllo per chi li gestisce, e lo sarebbero anche per gli utenti se venissero utilizzati come strumenti di informazione; peccato che invece, dalla maggior parte, vengono utilizzati solo come un inutile passatempo, e questo oltre che consentirne l’uso improprio, tarpa le ali alla vera informazione e alla sua diffusione.

Che siano stati congegnati, magari proprio per questo? Per il momento non si sa, però ci sono parecchie persone che non si sono mai iscritte, che sono contente di questa loro decisione, e altre che iscritte da anni danno ragione alle prime.

Che segua riflessione.

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