Aloe

foto da http://mailorder.phoenixperennials.com

Il genere Aloe, famiglia delle aloacee, comprende circa 400 specie di succulente arbustive, rampicanti e, in minor numero, arborescenti. Ha origini in Africa tropicale e meridionale, Madagascar, Penisola arabica, le sue foglie sono carnose, succose, con margine seghettato, a sezione triangolare, lanceolate, lineari, possono essere provviste o meno di spine; in genere sono disposte a rosetta. I fiori si presentano tubulosi, campanulati o cilindrici, riuniti in rameci apicali o ascellari, oppure in pannocchie più o meno dense, sono di colore rosse, giallo, arancione.

Antonio Scarascia del Vivaio Scarascia Cactus & Succulente, fornisce consigli su come coltivarle. Nel 1997 ha aperto un vivaio di 15mila metri quadrati, tutti dedicati alle cactacee,succulente e piante desertiche. Si occupa della loro riproduzione e vendita, oltre che della realizzazione di giardini rocciosi.

Le aloe necessitano di un clima caldo e asciutto. In piena terra prosperano nelle zone costiere del Sud Italia, mentre altrove sopravvivono solo in vaso, se ricoverate già ai primi freddi;  a causa dell’abbondante contenuto di gel delle foglie, infatti, non resistono agli 0°C. Non ci sono limiti, invece, alle temperature elevate, purché l’ambiente sia secco. È perciò necessario garantire una buona ventilazione, anche quando sono coltivate in serra o in luoghi chiusi. La mezz’ombra è preferibile al pieno sole, tanto è vero che in natura le aloe vivono in genere riparate da piante più alte. Si consiglia dunque, di garantire al massimo un paio di ore di insolazione, meglio se alla mattina. Va inoltre tenuto presente che in una posizione troppo soleggiata le foglie cambiano colore, diventano rossastre, e le spine si fanno più fitte: all’ombra, invece, mantengono la colorazione verde. Il terreno può essere anche più povero, ma è fondamentale che sia ben drenante. Per la coltivazione in piena terra si può prevedere un impasto di terra campagna ( 30 per cento), letame maturo (20 ), torna (20 ) e materiale drenante, come pomice, lapillo o sabbia di fiume, per il restante 30 per cento. Per la coltivazione in vaso valgono le stesse raccomandazioni della coltivazione in piena terra. In questo caso, però, è meglio ricorrere ad un terriccio specifico per cactus e succulente, e rinvasare ogni due anni,in primavera, aumentando via via le dimensioni del contenitore, che deve essere solo di pochi centimetri superiore al diametro della rosetta di foglie più grande. Le aloe richiedono poca acqua. Nella stagione calda si può effettuare un’irrigazione a settimana, lasciando asciugare bene il terreno tra un’innaffiatura e quella successiva. Da ottobre e marzo, invece, le piante vanno lasciate all’asciutto. Non sono necessarie e, anzi, va evitato il ricorso alla chimica, visto che spesso il succo delle foglie è utilizzato per le sue doti officinali. In genere si ricorre alla propagazione per polloni basali, da effettuarsi tra aprile e maggio. Con l’aiuto di un coltellino, si stacca il pollone e cercando di estrarlo completo di radichette e lo si riposiziona immediatamente in vaso con uno specifico terriccio per cactus e succulente, appoggiando la radichetta sul substrato e facendola penetrare appena, con una leggera pressione. Si bagnerà solo dopo una settimana circa, evitando di innaffiare subito per scongiurare l’insorgere di marciumi. Se, invece, il pollone viene spezzato, bisognerà attendere che si cicatrizzi, lasciando la foglia in un luogo asciutto e areato, appoggiata in modo che la parte da cicatrizzare sia esposta all’aria. Dopo un paio di settimane si inserirà in un vaso con un terriccio specifico e ben drenante e si innaffierà, attendendo che il substrato si asciughi bene prima di procedere con una nuova irrigazione. Le aloe sono molto sensibili all’eccessiva umidità dell’aria, che può favorire l’insorgere di patologie fingine. Inoltre, una scarsa ventilazione, soprattutto in ambienti chiusi e quando il caldo è intenso, può provocare attacchi da parte di cocciniglie.

Da Gardenia, mensile di fiori, piante, orti e giardini.

Dott.ssa Rosa Ferro

Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here