Almanacco Dell’8 Gennaio

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E’ l’8° giorno dell’anno, 1ª settimana. Alla fine del 2021 mancano 357 giorni.

A Roma il sole sorge alle 07:37 e tramonta alle 16:56 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 08:03 e tramonta alle 16:57 (ora solare)
Luna: 2.16 (lev.) 13.03 (tram.)
Marte sorge alle 12.00 e tramonta alle 1.40. Distanza: km 144.000.000 . Parte illuminata: 88,7%.

Santi del Giorno

San Severino (Abate)
Sant’Erardo di Ratisbona (Vescovo)

San Massimo di Pavia (Vescovo)
San Nathalan (Vescovo dell’Aberdeen-Shire)
San Paziente di Metz (Vescovo)
Sant’Apollinare di Gerapoli (Vescovo)
Santa Gudula (Vergine)
Santi Teofilo ed Elladio (Martiri)

Etimologia

 Adriana, dal latino “Hadrianus”, “proveniente da Adria”, città veneta un tempo chiamata “Hadria”, o forse dalla Adria che oggi è Atri nel teramano. In epoca romana indicava il nome della “gens Hadriana”, compresi gli schiavi appartenuti alla famiglia dell’imperatore Publio Elio Adriano.

Proverbio del giorno

Pota a la luna di gennaio se vuoi riempir le botti.

Aforisma del giorno

Che differenza c’è se ci cade addosso il casotto delle sentinelle o un monte? Nessuna. Eppure c’è chi teme di più quest’ultima evenienza, sebbene entrambe siano ugualmente mortali: abbiamo più paura delle cause che degli effetti. (Seneca)

Sei nato oggi?

 Determinazione, forza e lealtà fanno di te un importante punto di riferimento per tutti quelli che ti circondano o lavorano con te. Nel lavoro procedi passo dopo passo e in breve riesci a raggiungere posizioni di tutto rispetto che, col tempo, diventeranno sempre più considerevoli. In amore sei fedele ed affidabile, ma dovresti imparare anche ad essere un po’ più dolce ed espansivo.

Oroscopo quotidiano

Oroscopo di Venerdì 08 Gennaio 2021

Accadde Oggi

La mafia uccide il cronista Beppe Alfano

venerdì 8 gennaio 1993 (28 anni fa)

La mafia uccide il cronista Beppe Alfano: Poco prima delle 22,30 tre spari e il rombo di un motore che accelera a vuoto squarciano la quiete di via Marconi, strada provinciale di Barcellona Pozzo di Gotto, a due minuti dal centro storico. Dentro una Renault di colore rosso le forze dell’ordine trovano il corpo senza vita di Beppe Alfano, 48enne cronista locale. È la prima vittima di mafia del 1993, che allunga la catena di morte dell’anno precedente, segnato dalle stragi di Capaci e via DAmelio.

Fin dai trascorsi universitari a Messina, alla facoltà di Economia e Commercio, Beppe unisce agli studi due grandi passioni: la politica e il giornalismo. Le sue idee di uomo di destra, fautore inflessibile della legalità e del rispetto per le regole, lo avvicinano inizialmente al movimento estremista Ordine Nuovo e successivamente al Movimento Sociale Italiano di Giorgio Almirante. Sul fronte giornalistico, predilige la dimensione investigativa del cronista di strada.

Entrambe le passioni, però, subiscono un brusco arresto, quando, in seguito alla morte del padre, decide di abbandonare gli studi e di trasferirsi in Trentino con la compagna Mimma Barbarò (che poi sposerà). Qui inizia la carriera d’insegnante di educazione tecnica, che prosegue al ritorno in Sicilia, nel 1976, presso una scuola media di Terme Vigliatore.

Siamo alla fine degli anni Settanta e quello che si trova di fronte è un contesto politico locale mutato, che ne delude le aspettative e l’impegno in politica. Il clima che accompagna la sua candidatura alle elezioni comunali, per una lista civica, è pesante e presto si accorge di essere visto come un personaggio scomodo, uno che dà fastidio. La mancata elezione non lo scoraggia e traspone sul piano giornalistico la lotta all’affarismo occulto e alla corruzione, imperanti in quegli anni.

Inizia con alcune radio provinciali per passare negli anni Ottanta a emittenti televisive locali come Telecity e Telenews, collaborando nel contempo al quotidiano catanese La Sicilia, come corrispondente locale di politica, cronaca, sport. In buona sostanza, tutto quello che accade a Barcellona passa attraverso la sua penna e in molti casi si profila per mezzo della propria spiccata “capacità intuitiva”, che lo porta a precorrere eventi e situazioni. Le stesse forze dell’ordine considerano i suoi articoli una valida fonte d’indagine.

Del malaffare strisciante che rende incerti i confini tra mafia, politica ed economia, Beppe dimostra di conoscere molto. Troppo per alcuni personaggi che a un certo punto gli fanno capire che deve fermarsi. Dall’altra parte però c’è un uomo che non si lascia intimidire, tant’è che arriva a rivelare alla moglie e alle due figlie di essere al corrente della sua imminente fine.

Il disegno criminoso si consuma un venerdì notte. Rincasando con la moglie, davanti al portone d’ingresso nota qualcosa di strano e, raccomandando alla donna di chiudersi in casa, si mette alla guida della Renault rossa. Pochi metri dopo, lungo via Marconi, viene freddato da tre colpi di pistola al petto, alla testa e in bocca.

La firma di cosa nostra nelle modalità di esecuzione appare più che evidente. Eppure, grazie a una sotterranea strategia di depistaggio e di diffamazione della vittima, le indagini procedono inizialmente in altre direzioni. Lo stesso iter processuale non riesce a fare totale chiarezza sulla vicenda, fermandosi alla condanna dell’esecutore materiale Antonino Merlino e del mandante Giuseppe Gullotti.

Anni dopo, le rivelazioni del collaboratore di giustizia Maurizio Avola, legato alla cosca di Nitto Santapaola e implicato nell’omicidio di un altro giornalista, Giuseppe Fava (ucciso nel 1984), offrono un quadro diverso della verità. Secondo quest’ultimo, Alfano sarebbe stato ucciso per aver scoperto il giro di riciclaggio di denaro sporco, che si nascondeva dietro il commercio degli agrumi e al quale erano legati gli interessi del boss Nitto Santapaola e quelli di insospettabili imprenditori legati alla massoneria.

Nel frattempo, seppur con colpevole ritardo, la figura di Beppe Alfano esce dall’anonima dimensione locale e balza all’attenzione dei media nazionali e dell’opinione pubblica. Si scopre che è morto da precario e solo dopo la morte gli viene assegnato il tesserino di giornalista. Per merito della figlia Sonia Alfano, impegnata in politica e nel sociale per i diritti dei familiari delle vittime della mafia, la vicenda giudiziaria sulla morte del padre viene riaperta e nel 2014 offre nuovi scenari con le rivelazioni del pentito Carmelo D’Amico.

Si sposano Umberto di Savoia e Maria José del Belgio

08 gennaio 1930

Nella cappella paolina del Quirinale, Umberto di Savoia, principe ereditario del Regno d’Italia, sposa Maria José di Sassonia Coburgo Gotha, figlia di Alberto I del Belgio. Alle nozze assistono buona parte delle case regnanti d’Europa e il capo del governo, Benito Mussolini.

Alle 11 del mattino, un volo di colombe annuncia ai romani l’avvenuto scambio dei sì di rito. Le cronache dell’epoca parlano di un matrimonio d’amore. Nelle sue memorie, a proposito di quel giorno, Maria José racconta: “Volevano italianizzare il mio nome in “Maria Giuseppina”, perché Maria Josè era troppo straniero per i gusti di Mussolini.

I gerarchi fascisti mi chiesero di firmare “Maria Giuseppina” addirittura sull’atto di matrimonio. Ma io rifiutai. Umberto era imbarazzato, non disse nulla”.

Inizia il processo di Verona

08 gennaio 1944

Inizia il processo di Verona, città allora sotto la giurisdizione della Repubblica Sociale Italiana. Sul banco degli imputati, alcuni dei membri del Gran Consiglio del Fascismo, che nella seduta del 25 luglio 1943, hanno sfiduciato Benito Mussolini firmando l’ordine del giorno proposto da Dino Grandi.

Principale obiettivo del processo è Galeazzo Ciano. Le sentenze verranno emesse al termine di tre giorni di sedute. L’11 gennaio 1944 Ciano e altri quattro imputati saranno fucilati con le spalle rivolte al plotone.

Nati in questo giorno

Elvis Presley

data di nascita: martedì 8 gennaio 1935 (86 anni fa)
data morte: martedì 16 agosto 1977 (43 anni fa)

Elvis Presley: Il Re del Rock non ha bisogno di altre presentazioni… una leggenda che unisce musica, cinema e costume e continua a vivere nelle nuove generazioni!

Nato a Tupelo (città nel nord-est del Mississippi) e morto a Memphis nel 1977, Elvis Aaron Presley è stato una vera e propria icona della cultura pop del XX secolo, stimato da attori, cantanti e personalità dello star system. Nei suoi 24 anni di carriera, The Pelvis (soprannominato così per i caratteristici movimenti di bacino) ha pubblicato 61 album e venduto oltre 1 miliardo di dischi in tutto il mondo (essendosi esibito sempre e solo negli USA ed in Canada) ed è stato più volte ai vertici delle classifiche americane.

Dalle romantiche Love me tender e Are You Lonesome Tonight alle rockeggianti Heartbreak Hotel e Blue Suede Shoes, i suoi successi restano immortali e vengono, spesso, rivisitati dagli artisti di ogni tempo. Altrettanto popolari le performance sul set, tra cui “Pugno proibito” e “Il Monte di Venere”.

Il successo, purtroppo, non lo preservò da forti delusioni personali e periodi bui. Dopo il divorzio dalla moglie Priscilla, visse un lungo periodo di depressione, durante il quale abusò di psicofarmaci ed iniziò ad avere un’alimentazione disordinata, che lo portò ad ingrassare vistosamente e a sottoporsi a diete dimagranti a base di medicinali.
Stroncato da arresto cardiaco, Elvis fu trovato morto dalla compagna Ginger Alden nella stanza da bagno di Graceland, sua lussuosa residenza a Memphis.

La morte sconvolse l’America intera e non solo. Sulle cause ci sono ancora diverse ipotesi: Peter Guralnick (noto biografo) associa il decesso alle quattordici sostanze medicinali trovate nel corpo del cantante (con l’autopsia), prescrittegli dal medico (sostanze legalmente somministrate ad Elvis, che non faceva uso di sostanze stupefacenti). Altri pensano ad uno shock anafilattico provocato da un’allergia alla codeina (presente nei farmaci contro il mal di denti di cui Presley faceva uso), altri imputano la sua morte all’obesità.

Nati… sportivi

Emanuele Calaiò

data di nascita: venerdì 8 gennaio 1982 (39 anni fa)

Emanuele Calaiò: Nato a Palermo è un ex calciatore, soprannominato l’arciere, per il suo modo di esultare dopo un gol. Cresciuto nelle giovanili del Torino, gioca anche a Messina, Pescara e Napoli (squadra con la quale esordisce in serie A nell’agosto 2007) e Siena.

Nel settembre 2013 i partenopei lo danno in prestito al Genoa per poi cederlo, nel campionato successivo, al Catania in serie B. Nel luglio 2015 diventa un giocatore dello Spezia in serie B, ma un anno dopo in Lega Pro entra nella rosa del Parma, che nel campionato 2017/18 milita in B.

Nel luglio 2018 subisce una squalifica di due anni per aver tentato di alterare il regolare svolgimento e il risultato finale della partita Parma-Spezia. In seguito la Corte federale d’Appello la riduce fino al 31 dicembre 2018. Dalla fine di gennaio 2019 indossa la maglia della Salernitana ma nel successivo mese di settembre si ritira, diventando un dirigente del settore giovanile della squadra campana.

Il Mondo degli Animali

Caracal

mercoledì 8 gennaio 2014 (7 anni fa)

Caracal : Il caracal, nome scientifico Caracal caracal, è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei Felidae.

Il caracal è il più grande dei piccoli felini selvatici, assomiglia ad una lince, può raggiungere un’altezza di 50 centimetri e una lunghezza di 60 centimetri, il peso non supera i 18 chili. La coda è abbastanza lunga, infatti, raggiunge i 30 centimetri di lunghezza. Questo felino ha una folta pelliccia grigia o rossa, la testa è caratterizzata da due strisce grigie sotto gli occhi e da una macchia scura intorno al muso, il ventre e il petto sono grigio chiari. La caratteristica fisica più evidente è costituita dalle orecchie molto lunghe con ciuffetti di peli neri, di circa 8 centimetri, sulle punte.

Il caracal vive nelle regioni aride e semidesertiche dell’Africa e dell’Asia. Principalmente si trova in Sud Africa, Camerun, Ciad e Congo, India, Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan, Iraq e Iran. Si nutre principalmente di piccoli mammiferi, di uccelli e di rettili.
E’ un felino molto aggressivo ed è un predatore solitario e notturno. Se in pericolo si arrampica sugli alberi.

Il nome caracal deriva dal termine turco “karakulak” che vuol dire “orecchio nero”, in India e in Pakistan questo felino è chiamato “syahgosh” che ha lo stesso significato del termine turco, mentre in Africa è chiamato “rooikat” cioè “gatto rosso”.

Sembra che all’epoca degli antichi egizi il caracal venisse addomesticato per la caccia, infatti, alcuni affreschi nel cimitero di Bani Hasan contengono immagini che riproducono dei caracal.

Scomparsi oggi

Galileo Galilei

data di nascita: martedì 15 febbraio 1564 (456 anni fa)
data morte: mercoledì 8 gennaio 1642 (379 anni fa)

Galileo Galilei: Universalmente noto come il padre della scienza moderna, sancì attraverso i suoi studi l’universalità del rapporto causa-effetto nella ricerca scientifica. Tra i più grandi studiosi della storia dell’umanità, i suoi contributi spaziarono dalla filosofia all’astronomia, passando per la matematica.

Nato a Pisa e morto a Firenze nel gennaio del 1642, lasciò gli studi di medicina per la matematica di cui divenne docente all’Università di Pisa. Nel 1586, partendo dagli studi di Archimede, scoprì la “bilancetta” per determinare il peso specifico dei corpi ed iniziò ad appassionarsi al moto dei corpi in caduta.

In campo astronomico, studiò la teoria copernicana del moto planetario, apportando significative modifiche al telescopio e pubblicò le prime due leggi del moto planetario. Osservò la luna e scoprì i quattro satelliti di Giove. In generale, attraverso il metodo scientifico sperimentale (chiamato anche metodo galileiano) rivoluzionò il modo di indagare il reale, fondandolo non più sull’osservazione diretta della natura, ma sull’uso di strumenti scientifici.

Convinto sostenitore dell’indipendenza della scienza dalla fede, la sua sconfessione della teoria tolemaica, messa a confronto con quella copernicana nel Dialogo sui due Massimi Sistemi del Mondo, lo fece entrare nel mirino dell’Inquisizione, di fronte alla quale, accusato di eresia, fu umiliato e costretto ad abiurare le sue teorie. A tre secoli e mezzo dalla morte, la Chiesa riconobbe come ingiusta quella condanna.

Carlos Monzón

data di nascita: venerdì 7 agosto 1942 (78 anni fa)
data morte: domenica 8 gennaio 1995 (26 anni fa)

Carlos Monzón: Nato a San Javier e morto a Los Cerrillos nel gennaio 1995, è stato un pugile e attore argentino. Campione mondiale dei pesi medi dal 1970 al 1977, la International Boxing Hall of Fame l’ha inserito fra i più grandi pugili di tutti i tempi.

Non ancora famoso, il 7 novembre 1970 ha prevalso a Roma nella sfida contro Nino Benvenuti. Dodici riprese sono state sufficienti all’argentino per conquistare la corona mondiale dei pesi medi. Anche nella rivincita di Montecarlo il celebre pugile italiano è stato costretto a gettare la spugna.

Monzón ha chiuso la carriera nel 1977, dopo aver difeso il titolo mondiale in quattordici incontri.

Domenico Rotella

data di nascita: lunedì 7 ottobre 1918 (102 anni fa)
data morte: domenica 8 gennaio 2006 (15 anni fa)

Domenico Rotella: Nato a Catanzaro e morto nel 2006 a Milano, è ricordato come il maestro della pop art italiana. Per la sua notevole opera di pittore è stato insignito della “medaglia d’oro” per le Arti Visive dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Cresciuto all’Accademia di belle arti di Napoli, ha viaggiato molto, in particolare negli Stati Uniti e a Parigi, venendo in contatto con le principali correnti pittoriche avanguardiste. Le sue opere più note sono i decollages, disegni impostati su manifesti pubblicitari (celebri quelli della Coca Cola) strappati in diversi punti.

François Mitterrand

data di nascita: giovedì 26 ottobre 1916 (104 anni fa)
data morte: lunedì 8 gennaio 1996 (25 anni fa)

François Mitterrand: Per i suoi connazionali è stato Monsieur le Président e per mezzo secolo un esponente di primo piano della vita istituzionale francese. Suo il record di permanenza come Capo di Stato nella storia della Quinta Repubblica francese.

Nato a Jarnac, nella parte più occidentale della Francia, dopo la laurea in Lettere nel 1937 si diplomò all’École libre des sciences politiques. Protagonista della guerra di Resistenza, accanto al generale Charles de Gaulle dalla cui politica nazionalista prenderà poi le distanze, a partire dal dopoguerra sposò le idee del socialismo e, appena trentenne, ricoprì diversi incarichi di ministro.

Nei decenni successivi costruì la propria leadership nella sinistra francese, che maturò con la designazione a primo segretario del Partito Socialista Francese (nato nel 1969 sulle ceneri dell’Internazionale operaia) e raggiunse l’apice nel maggio del 1981 con l’elezione a presidente della Repubblica francese.

Nel corso dei due mandati (1981-88 e 1988-95) guidò il Paese attraverso una politica di nazionalizzazioni di settori cruciali dell’economia e di riforme a favore dei diritti dei lavoratori. Criticato per la linea morbida adottata con i terroristi (ricordata dagli analisti come Dottrina Mitterand) e per gli stretti rapporti con il regime sanguinario degli Hutu in Ruanda, morì a Parigi l’8 gennaio 1996, consumato da un cancro alla prostata.

Muore Marco Polo

08 gennaio 1324

Muore a Venezia Marco Polo. Viaggiatore e mercante della repubblica di Venezia, Marco Polo è fra i primi occidentali a raggiungere la Cina, da lui chiamata Catai, percorrendo la Via della Seta.

Durante un periodo di prigionia a Genova, Marco Polo detta in lingua d’oïl “Le devisament du monde”, le cronache dei suoi viaggi in Estremo Oriente a Rustichello da Pisa, conosciute poi come “Il Milione”.

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