Almanacco Del 7 Maggio 2021

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Oggi venerdì 7 maggio 2021 (07:19)

E’ il 127° giorno dell’anno, 19ª settimana. Alla fine del 2021 mancano 238 giorni.

A Roma il sole sorge alle 04:58 e tramonta alle 19:15 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 05:01 e tramonta alle 19:37 (ora solare)
Luna: 3.24 (lev.) 15.05 (tram.)

Santi del Giorno

Santa Flavia Domitilla (Martire)
San Flavio di Nicomedia (Martire)

San Cerenico (Cenerico, Cinereo) di Spoleto (Diacono in Normandia)
San Maurelio (Vescovo di Voghenza – Ferrara)
Sant’Agostino di Nicomedia (Martire)
Santa Virginia (Vergine, Pastorella del Poitou)

Etimologia

 Flavia, il nome deriva dall’aggettivo latino flavus e quindi dal nome Flavius il cui significato è “dai capelli dorati/biondi”.

Proverbio del giorno

Maggio asciutto, gran per tutto.

Aforisma del giorno

Chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere. (S. Paolo)

Sei nato oggi? 

Sei provvisto di una autorità naturale che fa di te un perfetto manager ed un organizzatore eccellente del tuo e dell’altrui lavoro. Il tuo campo di attività spazia dall’ingegneria alle scienze naturali, dalla regia cinematografica a quella teatrale. In amore sei molto prudente; prima di impegnarti in un legame valuti molto bene le caratteristiche del partner e le possibilità di intesa. Matrimonio felice e duraturo.

Oroscopo quotidiano

Oroscopo di Venerdì 07 Maggio 2021

Accadde Oggi

Luigi XIV insedia la corte nella reggia di Versailles

giovedì 7 maggio 1682 (339 anni fa)

Luigi XIV insedia la corte nella reggia di Versailles: La smania di grandiosità del Re Sole trasformò una terra triste e paludosa nel cuore del regno di Francia, sintesi dello splendore artistico e dello sfarzo che circondarono i sovrani dell’Ancien Régime. Qui si scrissero significative pagine di storia, dalla Rivoluzione del 1789 al primo conflitto mondiale.

Due ragioni portarono Luigi XIV nel 1661 a decidere l’ampliamento del castello, fatto costruire da suo padre, Luigi XIII, a 20 km ad ovest di Parigi, nello sconosciuto borgo di Versailles. Da un lato l’obiettivo di dar vita a un monumento simbolo del proprio potere, che non avesse confronti con le altre residenze reali europee; dall’altro la volontà di assicurarsi una residenza decentrata, lontana dai veleni e dai tumulti della capitale.

I lavori iniziarono alla morte del cardinale Mazzarino e interessarono inizialmente interventi di restauro del vecchio castello, cui furono aggiunte due ali, in modo da formare un cortile di marmo. Nello stesso periodo l’architetto André Le Notre curò la realizzazione del sontuoso parco di 800 ettari, portato a termine nell’arco di trent’anni.

La nuova struttura venne utilizzata per feste e occasioni di svago ma il sovrano si rese conto della sua insufficienza a ospitare tutti gli ospiti della corte. Di qui la decisione di procedere a un progetto più ampio di allargamento affidato all’architetto Louis Le Vau. Costui dal 1668 al 1670 realizzò l’Enveloppe, un secondo edificio che andava ad abbracciare l’originario castello (migliorato nel suo aspetto), terminando con un’ampia facciata sul lato del parco.

Negli anni successivi sorsero altre costruzioni attorno al corpus centrale della reggia, tra cui il Grande Trianon, utilizzato dal Re per isolarsi dalla corte. All’inizio degli anni Ottanta il monumentale complesso era in gran parte ultimato e pronto ad ospitare 10mila persone. Tante infatti seguirono Luigi XIV, quando lo stesso decise di insediare qui la sua corte. Era il 7 maggio del 1682.

Da questo momento Versailles divenne il centro politico del regno più potente d’Europa: qui si tenevano il gabinetto con tutti i ministri e i vertici con gli altri capi di Stato. L’altra faccia, meno prestigiosa, di questo luogo rappresentava un mondo a parte, lontanissimo dai problemi della popolazione e dedito al lusso più sfrenato. In esso aristocratici e cortigiani erano tenuti al rispetto di un’etichetta rigorosa e di un rituale sacro, al cui vertice c’era la figura di Luigi XIV, venerato come un dio del Sole.

Con il successore Luigi XV la reggia assunse il suo aspetto definitivo, arrivando a contare 700 stanze, 2.513 finestre, 67 scale e 483 specchi, questi ultimi concentrati per lo più nella splendida Galleria degli specchi. Un risultato raggiunto nell’arco di un secolo, attraverso il lavoro di 36mila operai. Nel corso del tempo trovarono posto qui circa 6mila quadri e oltre duemila sculture, accanto a opere di ingegneria come la celebre “chaise volante”, letteralmente “sedia volante”, ossia una sorta di poltrona mobile che attraverso nascondigli e passaggi segreti permetteva alle amanti di Luigi XV di svignarsela senza dare nell’occhio.

Tra gli eventi storici di maggior rilievo tenuti a Versailles: il vertice degli Stati Generali prima dello scoppio della Rivoluzione del 1789; il trattato del 1919 che pose fine alla Prima guerra mondiale e sancì la nascita della Società delle Nazioni, antesignana dell’ONU. Trasformata in museo nel 1837, la reggia entrò sotto l’egida dell’UNESCO nel 1979.

Prima esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven

venerdì 7 maggio 1824 (197 anni fa)

Prima esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven: La quintessenza della musica universale e il più sublime capolavoro che sia mai stato scritto. Il fatto che il suo autore l’avesse composta quand’era ormai privo del tutto dell’udito, rende la Nona Sinfonia qualcosa di unico nella storia del genere umano.

L’ultracinquantenne Ludwig van Beethoven la utlimò pochi anni prima di morire, lasciando con essa un ultimo grande testamento del suo sconfinato genio musicale, poco compreso dai suoi contemporanei e quasi sempre offuscato dall’ingeneroso paragone con Mozart.

Con il titolo completo sinfonia n. 9 in Re minore Op. 125 (in seguito nota anche come Corale), Beethoven l’eseguì per la prima volta in pubblico il 7 maggio del 1824, al prestigioso Theater am Kärntnertor (in italiano “Teatro della porta di Carinzia”) di Vienna, insieme con l’ouverture “La Consacrazione della casa” e tre parti della “Missa solemnis”.

Nel quarto e ultimo movimento include il celebre Inno alla gioia, adottato come inno ufficiale dall’Unione europea. Nel 2001 testo e spartito della Nona Sinfonia sono stati dichiarati Memoria del mondo dall’UNESCO e attribuiti alla Germania.

Bava Beccaris spara sulla folla

07 maggio 1898

Il generale Bava Beccaris ordina all’esercito di sparare sulla folla che manifesta a Milano contro l’aumento del prezzo del pane. I morti sono 80 secondo il Governo, oltre 300 secondo l’opposizione. Il generale viene decorato dal “re buono” Umberto I per questa azione.

Tumulti, scioperi e manifestazioni di protesta contro il caro-vita scoppiano in tutta la penisola. “Alle grida strazianti e dolenti / di una folla che pan domandava, il feroce monarchico Bava / gli affamati col piombo sfamò”

Il generale Jodl firma la resa incondizionata

07 maggio 1945

Alle ore 2.41, il generale Alfred Jodl firma la resa incondizionata a Reims, in Francia, ponendo fine alla partecipazione tedesca alla guerra. Il documento entrerà in vigore il giorno seguente.

L’Alto Comando tedesco invierà a tutte le autorità militari terrestri, navali e dell’aria e a tutte le forze sotto il controllo tedesco l’ordine di cessare il fuoco entro le 23:01 dell’otto maggio, ora dell’Europa Centrale. Il Generale Alfred Jodl verrà condannato a morte dal tribunale di Norimberga come criminale di guerra e impiccato.

Finisce la battaglia di Dien Bien Phu

07 maggio 1954

Guerra d’Indocina: termina con la sconfitta francese la battaglia di Dien Bien Phu. Iniziata il 13 marzo, si è combattuta ferocemente: 2.200 caduti francesi e 8.000 caduti e 15.000 feriti vietnamiti. La vittoria dei Viet Minh porta agli accordi di Ginevra del 1954, che sanciscono la creazione di un Nord comunista e un Sud filo-occidentale.

La battaglia di Dien Bien Phu è descritta dagli storici come “la prima volta che un movimento coloniale di indipendenza non europeo si evolve dalle tecniche di guerriglia e sconfigge gli occidentali in battaglia aperta”.

Nati in questo giorno

Raimondo Vianello

data di nascita: domenica 7 maggio 1922 (99 anni fa)
data morte: giovedì 15 aprile 2010 (11 anni fa)

Raimondo Vianello: La proverbiale mimica e l’ironia elegante hanno fatto di lui e dell’inseparabile Sandra Mondaini una delle coppie del cinema e della TV più amate dal pubblico italiano.

Nato a Roma, visse per diverso tempo in Istria e Dalmazia, prima di ritornare in Italia dopo la guerra, dove si laureò in Giurisprudenza e coltivò la forte passione per il calcio in squadre di terza categoria. Formatosi come tanti nella rivista, entrò nel mondo del cinema negli anni Cinquanta, trovando in Ugo Tognazzi il partner ideale sul set e in TV.

Dopo la conduzione in RAI di storici programmi come “Un due tre” e “Canzonissima”, alla fine degli anni Sessanta cominciò a formarsi il celebre duo con la moglie Sandra, che riscosse il maggior successo grazie alla ventennale sit-com Casa Vianello (1988-2007), trasmessa sulle reti Mediaset.

Conduttore del Festival di Sanremo 1998, fu per anni l’anima del programma sportivo Pressing (1991–1999 e dal 2000 al 2006 nella versione “Pressing Champions League), commentando con un pizzico di humour le vicende calcistiche. Morì a Milano nell’aprile del 2010, cinque mesi prima della scomparsa della moglie.

Pyotr Tchaikovsky

data di nascita: giovedì 7 maggio 1840 (181 anni fa)
data morte: lunedì 6 novembre 1893 (127 anni fa)

Pyotr Tchaikovsky: Compositore tra i massimi della storia della musica e autore di sinfonie tra le più popolari al mondo, fu tra i maggiori interpreti del romanticismo musicale.

Nato a Kamsko-Votkinsk, nella Russia occidentale, e morto a San Pietroburgo nel novembre del 1893, Pyotr Ilyich Tchaikovsky studiò pianoforte fin da piccolo ed ebbe come maestro l’italiano Luigi Piccoli, dal quale fu indirizzato verso le opere di Rossini, Bellini e Donizetti.

Diplomatosi al conservatorio di San Pietroburgo, dopo avervi insegnato per diverso tempo intraprese la carriera di direttore d’orchestra che lo portò a viaggiare per il mondo. Dell’inestimabile eredità musicale che ha lasciato (comprensiva di sinfonie, opere, balletti, musica sinfonica, musica da camera e musica sacra), restano celebri i tre balletti Il lago dei cigniLa bella addormentata e Lo schiaccianoci, le ultime “tre sinfonie”, il “Concerto per pianoforte e orchestra n. 1” e l’Ouverture 1812.

Nati… sportivi

Marco Galiazzo

data di nascita: sabato 7 maggio 1983 (38 anni fa)

Marco Galiazzo: Nato a Padova, è un arciere, che gareggia per il Gruppo Sportivo dell’Aeronautica Militare. Con il primo posto nella gara individuale ad Atene 2004, è il primo italiano a vincere una medaglia d’oro olimpica nel tiro con l’arco.

Nelle due successive Olimpiadi, nella gara a squadre, aggiunge al suo palmarès l’argento a Pechino 2008 e l’oro a Londra 2012. Nelle gare a squadre e individuali dei Campionati europei vince quattro ori e un argento. Nel 2017 a Città del Messico partecipa alla conquista del titolo mondiale a squadre.

Andrea Lo Cicero

data di nascita: venerdì 7 maggio 1976 (45 anni fa)

Andrea Lo Cicero: Dal 2014 è in TV per dare indicazioni su come curare piante e fiori, dopo una carriera da pilone sinistro in squadre di rugby.

Nato a Catania, gioca a Bologna, Rovigo, Roma, Tolosa e all’Aquila, prima di concludere a Parigi (2007/13). Nella capitale conquista lo scudetto 1999/2000. Il 16 marzo 2013 la vittoria dell’Italia sull’Irlanda per 22 a 15 è la sua ultima presenza in Nazionale (103 è il totale).

Eventi Sportivi

Scudetto alla Juve, Vicenza secondo

domenica 7 maggio 1978 (43 anni fa)

Scudetto alla Juve, Vicenza secondo: Il Campionato di Serie A 1977-78 (con 16 squadre e con la vittoria che vale due punti) si conclude con la Juventus prima in classifica a 44 punti, seguita dal neopromosso Vicenza a 39; a trainare i biancorossi è il capocannoniere del torneo Paolo Rossi (24 le reti), convocato poi per i Mondiali argentini.

I bianconeri, che in aprile sono stati eliminati in semifinale di Coppa dei Campioni, vincono per il secondo anno consecutivo lo scudetto, il diciottesimo della loro storia.
I veneti si qualificano per la Coppa UEFA, conquistando per la prima volta l’Europa.

I Doodle di Google

Lo scrittore polacco Władysław Reymont

7 maggio

Lo scrittore polacco Władysław Reymont: Il mondo contadino della Polonia tra Ottocento e Novecento trovò piena dignità letteraria grazie all’opera di Władysław Reymont. A questo mondo, conosciuto negli anni dell’infanzia vissuta nella provincia rurale di Łódź (nella Polonia centrale), si rivolse nella sua opera più nota, I contadini, che nel 1924 gli valse il massimo riconoscimento per uno scrittore: il Nobel per la Letteratura, del tutto inatteso visto che il suo Paese sosteneva la candidatura di Stefan Zeromski.

In essa, aderendo alle correnti naturalista e realista, ritrasse la vita dei campi in maniera autentica, scegliendo come forma espressiva il dialetto locale. Con un doodle locale (visibile in Polonia), Google ha reso omaggio a Reymont nel 2012, per il 145° della sua nascita.