Almanacco Del 5 Gennaio

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E’ il 5° giorno dell’anno, 1ª settimana. Alla fine del 2021 mancano 360 giorni.

A Roma il sole sorge alle 07:38 e tramonta alle 16:53 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 08:04 e tramonta alle 16:53 (ora solare)
Luna: 11.40 (tram.) 23.50 (lev.)

Santi del Giorno

Sant’Amelia (Vergine e Martire)
Sant’Edoardo III il Confessore (Re d’Inghilterra)
Santa Emiliana (Vergine)
San Giovanni Neumann (Vescovo)

San Convoione (Abate di Redon)
San Deogratias (Vescovo)
San Gerlaco di Valkenburg (Eremita)
Sant’Amata (Amma Talida) della Tebaide (Vergine)
Sant’Astolfo (Monaco e Vescovo)
Santa Sincletica (Monaca in Egitto)

Sant’Edoardo III il Confessore è il protettore dei Re.

Etimologia

Amelia, vi sono varie ipotesi sulle origini di questo nome: potrebbe derivare dal gotico amal, “molto attiva, perseverante” (come Amalia), oppure dal nome di una potente famiglia ostrogota, gli Amali, con il significato di “vergine dei boschi”. Altre ipotesi lo legano al nome latino Amelius, derivato da Amius, di probabile origine etrusca e di significato ignoto oppure ancora al francese antico Amile.
Il nome è presente tra i primi 10 nomi femminili più usati per le bambine nate negli ultimi anni in alcuni stati esteri come Regno Unito, Canada, Australia, Irlanda e Polonia. Compare anche tra i nomi più popolari tra le neonate degli Stati Uniti ed è in costante e rapida ascesa tra mamme e papà italiani come nome per le loro bimbe.

Proverbio del giorno

Chi vuole un buon agliaio, lo ponga di gennaio.

Aforisma del giorno

Che la prima lezione ai vostri figli sia l’obbedienza; la seconda, quella che volete. (Benjamin Franklin)

Sei nato oggi?

La tua è una vita molto movimentata, ricca di colpi di scena e cambiamenti. A te va benissimo così, un’esistenza più tranquilla ti annoierebbe a morte. Il lavoro non può che essere indipendente e molto vario: eserciterai molte professioni, dovrai affrontare qualche problema ma riuscirai a superare brillantemente le avversità. In amore trovi sempre quel che cerchi, cambi spesso partner ma, se deciderai di fermarti lo farai con la persona giusta.

Oroscopo quotidiano

Oroscopo di Martedì 05 Gennaio 2021

Accadde Oggi

Inizia la Primavera di Praga

venerdì 5 gennaio 1968 (53 anni fa)

Inizia la Primavera di Praga: Alla guida del Partito Comunista venne eletto il “liberale” Dubček e, per quasi otto mesi, l’allora Cecoslovacchia (che nel 1993 si dividerà poi in due, nelle odierne Repubblica Ceca e Slovacchia) visse una stagione di “riformismo illuminato”, che le cronache storiche identificarono con l’espressione Primavera di Praga. Una parentesi felice che, seppur breve, lasciò un’impronta indelebile nelle giovani generazioni di allora e un mirabile esempio di lotta per la libertà in quelle successive.

Il malcontento dei cittadini, che avevano visto la loro patria passare dalla condizione di nazione tra le più progredite, prima della Seconda guerra mondiale, a quella di un paese stanco e impoverito da vent’anni di regime comunista, era ormai incontenibile. Rispetto a tale scenario, all’interno del Partito Comunista Cecoslovacco (l’unico ammesso a governare) si allargava il fronte di coloro che giudicavano ineludibile un’azione riformatrice in senso democratico, che in nome di un «socialismo dal volto umano» si distaccasse dalla rigida applicazione del modello sovietico.

In questo clima maturò l’elezione a segretario generale del PCC di Alexander Dubček, espressione dell’ala più liberale del partito, che prese il posto di Antonin Novotny, fedelissimo di Mosca. Dubcek, che aveva combattuto tra le file della resistenza comunista contro i nazisti, si circondò di intellettuali e politici riformatori con i quali inaugurò un nuovo corso politico.

Pur mantenendo il paese nell’orbita di influenza sovietica, introdusse importanti cambiamenti nella struttura politica, che di fatto rovesciavano i principi cardine del vecchio regime. In primis pose fine alla logica dispotica del partito unico, ammettendo l’esistenza di forze politiche non alleate al PCC; in secondo luogo favorì la libertà di stampa e di espressione, rispondendo alle istanze dei circoli culturali e studenteschi.

La maggioranza dei cittadini appoggiò l’ondata liberalizzatrice e ciò mise in allarme il governo di Mosca, preoccupato delle ripercussioni che potevano verificarsi negli altri contesti del cosiddetto Blocco sovietico, tenuto assieme dal Patto di Varsavia (1955). In base all’alleanza i firmatari si promettevano reciproco sostegno in caso di aggressione. La sua vera natura emerse in quella fase delicata: secondo l’interpretazione di Leonid Brežnev (segretario del PCUS), l’allontanamento dal socialismo verso posizioni capitalistiche costituiva di per sé un pericolo per le altre forze del Patto e, implicitamente, giustificava un intervento militare.

Ribattezzata in seguito dottrina Brežnev, questa posizione ispirò la reazione repressiva dell’Unione Sovietica, che nella notte tra il 20 e il 21 agosto occupò militarmente Praga. La mattina dopo migliaia di persone scesero in strada a protestare, circondando i carri armati e invitando i soldati ad unirsi a loro. Seguirono giorni di violenti scontri con decine di morti e con 300mila cecoslovacchi che scelsero di abbandonare il paese.

Sedata la rivolta, fu ripristinato il vecchio regime blindato dall’occupazione militare che ebbe termine soltanto alla fine degli anni Ottanta. La caduta del muro di Berlino e la conseguente dissoluzione dell’URSS favorirono il rovesciamento del regime comunista (ricordata come Rivoluzione di velluto, per il carattere non violento) e l’indizione delle prime elezioni democratiche, nel giugno del 1990, con Dubček che fu chiamato a presiedere l’assemblea federale.

Fonte d’ispirazione per le contestazioni giovanili del Sessantotto, la Primavera di Praga fu celebrata nel mondo dell’arte sotto diverse forme, dalla musica alla letteratura. Su tutti, il celebre romanzo di Milan KunderaL’insostenibile leggerezza dell’essere (1984).

I russi lasciano la Cecenia

05 gennaio 1997

Le truppe russe lasciano dopo due anni la Cecenia, in base agli accordi di pace dell’agosto 1996, che stabilivano la definizione dei rapporti tra Cecenia e Federazione Russa e il ritiro dal territorio entro pochi mesi.

È la fine della prima guerra con cui la Cecenia viene riconosciuta, dalla Russia, come repubblica indipendente. Le vittime sono state circa 140.000.

Nati in questo giorno

Nasce Peppino Impastato

05 gennaio 1948

Nasce a Cinisi, in provincia di Palermo, Peppino Impastato. Ancora ragazzo, Peppino rompe con la parte mafiosa della sua famiglia. Dai microfoni di Radio Aut incalza politici e capimafia, in particolare il boss Gaetano Badalamenti, che abita a soli cento passi da casa Impastato.

Viene ucciso nella notte fra l’8 e il 9 maggio del 1978. Nel 2002 Badalamenti viene riconosciuto come mandante dell’omicidio e condannato all’ergastolo.

Umberto Eco

data di nascita: martedì 5 gennaio 1932 (89 anni fa)
data morte: venerdì 19 febbraio 2016 (4 anni fa)

Umberto Eco: Dalla fine del secolo scorso è uno dei maggiori scrittori italiani, autore di best-seller tradotti in tutto il mondo. Piemontese di Alessandria, ha dato un notevole contributo alla letteratura ed è precursore e divulgatore dell’applicazione della tecnologia alla scrittura.

Nel 1980 pubblica il romanzo d’esordio Il nome della rosa, diventato in poco tempo un best-seller internazionale, tradotto in 47 lingue e portato al cinema nel 1986 dal regista Jean-Jacques Annaud (protagonista Sean Connery).

Sulla stessa scia altri libri di successo, tra cui “Il pendolo di Foucault” e “Il cimitero di Praga”, che alternano leggende o fatti storici reali, incentrati su temi filosofici (come l’esistenza di Dio, l’universo, il vuoto) e su aspetti legati al mistero (vedi il Sacro Graal).

Autore di numerosi trattati di semiotica, adottati come testi fondamentali dell’istruzione universitaria, dal 2008 è professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna, mentre nel 2010 diviene socio dell’Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche.

Nel 2015 dà alle stampe il settimo romanzo, Numero Zero, edito da Bombiani e in cui è ripercorsa la storia politico-giudiziaria dell’Italia del secolo scorso. Il 19 febbraio dell’anno seguente si spegne nella sua residenza milanese.

Christian De Sica

data di nascita: venerdì 5 gennaio 1951 (70 anni fa)

Christian De Sica: Portare un cognome così è sicuramente un’eredità pesante ma, per certi versi, anche un “colpo di fortuna”, per un attore tra i più amati dal pubblico italiano… specialmente a Natale!

Nato a Roma, più figlio d’arte di lui non ce n’è. È suo padre, il grande regista Vittorio De Sica, a fargli muovere i primi passi nel film Una breve vacanza (1973), seguito da altri con registi del calibro di Pupi Avati e Rossellini.

Il successo come attore comico si concretizza negli anni Ottanta con commedie come Borotalco di Carlo Verdone e Sapore di mare di Carlo Vanzina. Con quest’ultimo, nello stesso periodo, inaugura un nuovo genere destinato a fare la sua fortuna: il cinepanettone. Dopo il primo Vacanze di Natale del 1983, tranne poche eccezioni, non c’è festività natalizia che non lo veda protagonista, fino al 2005 in coppia fissa con Massimo Boldi, in seguito con altri attori.

Attivo anche come regista (da “Faccione” a “The Clan”), una delle sue passioni è il canto, come dimostrano la partecipazione a Sanremo 1973 e al musical “Un americano a Parigi” (2000-02). Nel 2014 è protagonista della commedia La scuola più bella del mondo di Luca Miniero (regista tra gli altri di “Benvenuti al Sud”).

Nel dicembre 2017 esce nelle sale Poveri ma ricchissimi, sequel di Poveri ma ricchi, uscito l’anno prima. Il 19 dicembre 2018 arriva il film commedia Amici come prima, nel quale dopo 13 anni è nuovamente in coppia con Massimo Boldi.
Nel 2019 con Carlo Buccirosso e Gianmarco Tognazzi è protagonista del film Sono solo fantasmi.

Nati… sportivi

Carmine Abbagnale

data di nascita: venerdì 5 gennaio 1962 (59 anni fa)

Carmine Abbagnale: Negli anni Ottanta e Novanta, con il fratello Giuseppe e il timoniere Giuseppe Di Capua, ha rappresentato ad altissimi livelli il canottaggio italiano.
Nato a Pompei (in provincia di Napoli) è un ex canottiere, vincitore di due titoli olimpici e sette mondiali nel canottaggio, nella specialità due .

Giuseppe Gibilisco

data di nascita: venerdì 5 gennaio 1979 (42 anni fa)

Giuseppe Gibilisco: Nato a Siracusa, è stato un campione di atletica leggera, specializzato nel salto con l’asta.
Ha vinto il titolo mondiale a Parigi 2003, stabilendo il record italiano (a fine 2019 ancora imbattuto), con la misura di 5,90 metri.

Ha partecipato a tre Olimpiadi e in quelle di Atene 2004 è salito sul gradino più basso del podio.
Detiene anche il record italiano indoor, avendo superato nel 2004 l’altezza di 5,82 metri. Si è ritirato nell’agosto 2014.

Angolo Lettura

Oceano Mare

domenica 5 gennaio 2014 (7 anni fa)

Oceano Mare: Consigliamo questa settimana il libro “Oceano mare”, scritto da Alessandro Baricco nel 1993. Il romanzo è ambientato in un “non luogo” che si materializza in un’eterea locanda, confine tra l’oceano-mare e la terra.

All’interno della locanda si incontrano gli strani personaggi del romanzo. Il pittore Plasson che vuole dipingere il mare solo con acqua di mare. Ann Deverià che per fuggire dalla “malattia” dell’adulterio si rifugia nella locanda. Il professor Bartleboom che sta ancora aspettando la donna della sua vita e tenta di capire dove finisce il mare. Un mare che è consigliere e giustiziere. Personaggi sospesi sul bordo dell’oceano, che rappresentano un aspetto estremo del carattere umano.

Un romanzo coinvolgente e affascinante, pagine cariche di poesia.
Di seguito un brano estratto dal libro: «L’uomo non si volta neppure. Continua a fissare il mare. Silenzio. Di tanto in tanto intinge il pennello in una tazza di rame e abbozza sulla tela pochi tratti leggeri. Le setole del pennello lasciano dietro di sé l’ombra di una pallidissima oscurità che il vento immediatamente asciuga riportando a galla il bianco di prima. Acqua. Nella tazza di rame c’è solo acqua. E sulla tela, niente. Niente che si possa vedere.

Soffia come sempre il vento da nord e la donna si stringe nel suo mantello viola. “Plasson, sono giorni e giorni che lavorate quaggiù. Cosa vi portate in giro a fare tutti quei colori se non avete il coraggio di usarli?”
Questo sembra risvegliarlo. Questo l’ha colpito. Si gira a osservare il volto della donna. E quando parla non è per rispondere.
“Vi prego, non muovetevi”, dice.

Poi avvicina il pennello al volto della donna, esita un attimo, lo appoggia sulle sue labbra e lentamente lo fa scorrere da un angolo all’altro della bocca. Le setole si tingono di rosso carminio. Lui le guarda, le immerge appena nell’acqua, e rialza lo sguardo verso il mare. Sulle labbra della donna rimane l’ombra di un sapore che la costringe a pensare “acqua di mare, quest’uomo dipinge il mare con il mare” – ed è un pensiero che dà i brividi.

Lei si è già voltata da tempo, e già sta rimisurando l’immensa spiaggia con il matematico rosario dei suoi passi, quando il vento passa sulla tela ad asciugare uno sbuffo di luce rosea, nudo a galleggiare nel bianco. Si potrebbe stare ore a guardare quel mare, e quel cielo, e tutto quanto, ma non si potrebbe trovare nulla di quel colore. Nulla che si possa vedere.
La marea, da quelle parti, sale prima che arrivi il buio. Poco prima. L’acqua circonda l’uomo e il suo cavalletto, se li piglia, adagio ma con precisione, restano lì, l’uno e l’altro, impassibili, come un’isola in miniatura, o un relitto a due teste. Plasson, il pittore.
Viene a prenderselo, ogni sera, una barchetta, poco prima del tramonto, che l’acqua gli è già arrivata al cuore. È così che vuole, lui. Sale sulla barchetta, ci carica il cavalletto e tutto, e si lascia riportare a casa.

La sentinella se ne va. Il suo dovere è finito. Scampato pericolo. Si spegne nel tramonto l’icona che ancora una volta non è riuscita a diventare sacra.
Tutto per quell’ometto e i suoi pennelli. E ora che se n’è andato, non c’è più tempo. Il buio sospende tutto. Non c’è nulla che possa, nel buio, diventare vero

Scomparsi oggi

Eusébio

data di nascita: domenica 25 gennaio 1942 (78 anni fa)
data morte: domenica 5 gennaio 2014 (7 anni fa)

Eusébio: Nato a Lourenço Marques (Mozambico) e morto a Lisbona nei primi giorni del 2014, è stato un calciatore portoghese, una leggenda del calcio non solo europeo.
Considerato il giocatore portoghese più forte della storia, Eusébio da Silva Ferreira (è il suo vero nome) ha vinto il Pallone d’oro nel 1965. Nella classifica dei migliori calciatori del XX secolo, promossa nel 2000 dall’IFFHS (Istituto di storia e statistica del calcio, riconosciuto dalla FIFA), è al nono posto assoluto e al quinto nella graduatoria europea.

Ha giocato dal 1960 al 1975 come attaccante nella squadra portoghese del Benfica con ben 317 reti in 301 presenze. Ha vinto 11 scudetti e una Coppa dei Campioni. In Nazionale ha collezionato 64 presenze con 41 reti ed è arrivato terzo ai Mondiali del 1966.

Pippo Fava

data di nascita: martedì 15 settembre 1925 (95 anni fa)
data morte: giovedì 5 gennaio 1984 (37 anni fa)

Pippo Fava: Cronista di libertà, intellettuale allergico a ogni forma di ingiustizia, cittadino in lotta contro il potere mafioso. L’eredità di Giuseppe Fava, noto con il diminutivo Pippo, ha un valore incalcolabile per le nuove generazioni di giornalisti alla perenne ricerca della verità.

Nato a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, dopo la laurea in giurisprudenza divenne caporedattore del quotidiano Espresso sera e in questo periodo si avvicinò al teatro (scrivendo numerosi drammi) e al cinema, curando la sceneggiatura di “Palermo or Wolfsburg” (premiato con l’Orso d’oro al Festival di Berlino 1980). Assunta la direzione del Giornale del Sud, ne fece un avamposto contro gli affari e le collusioni tra politica, imprenditoria e Cosa nostra.

Licenziato per le inchieste scomode, proseguì le sue battaglie sul mensile I Siciliani e in TV, come la storica e ultima intervista con Enzo Biagi, nel corso della quale pronunciò parole lapidarie come queste: «Io vorrei che gli italiani sapessero che non è vero che i siciliani sono mafiosi. I siciliani lottano da secoli contro la mafia. I mafiosi stanno in parlamento, i mafiosi sono ministri, i mafiosi sono banchieri, sono quelli che in questo momento sono al vertice della nazione».

Otto giorni dopo, la sera del 5 gennaio del 1984 venne freddato con cinque colpi di pistola, davanti alla redazione del giornale. Derubricato a omicidio passionale e successivamente per motivi economici, trascorsero dieci anni prima che venisse riconosciuta la matrice mafiosa, sancita nel 2003 dalla definitiva condanna all’ergastolo del boss Nitto Santapaola, come mandante, e di Aldo Ercolano, come esecutore.

Ricordato come simbolo del movimento antimafia, oltre a una Fondazione, presieduta dai figli, gli è stato intitolato un premio nazionale destinato alle migliori inchieste giornalistiche.

Muore Tullio De Mauro

05 gennaio 2017

Muore a Roma, a 84 anni, Tullio De Mauro, linguista, docente universitario e saggista. Fratello di Mauro De Mauro, giornalista dell’Ora di Palermo ucciso dalla mafia nel 1970, Tullio De Mauro introduce in Italia gli studi linguistici, facendone di fatto una disciplina autonoma.

Instancabile studioso e ricercatore accurato, ricopre anche l’incarico di ministro della Pubblica Istruzione dal 2000 al 2001. Tra le sue opere più note, la “Storia linguistica dell’Italia unita” e “Il grande dizionario italiano dell’uso”.

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