Almanacco Del 29 Dicembre 2021

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Oggi mercoledì 29 dicembre 2021 (06:40)

E’ il 363° giorno dell’anno, 1ª settimana. Alla fine del 2021 mancano 2 giorni.

A Roma il sole sorge alle 07:37 e tramonta alle 16:47 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 08:04 e tramonta alle 16:47 (ora solare)
Luna: 2.21 (lev.) 13.19 (tram.)

Santi del Giorno

San Tommaso Becket (Vescovo e Martire)
San Davide (Re)

San Tommaso Becket è il protettore del Collegio inglese a Roma, di bottai e di fabbricanti di spazzole.

Etimologia

 Davide o David, deriva direttamente dall’antico ebraico “dawidh”, “amato da Dio”, “colui che Dio ama”. Latinizzato poi in “David”, così è rimasto in uso sino ai giorni nostri.

Proverbio del giorno

San Tommà, cresce il dì quando il gallo alza un più.

Aforisma del giorno

Il vero sviluppo non può consistere nella semplice accumulazione di ricchezza e nella maggiore disponibilità dei beni e servizi, se ciò si ottiene a prezzo del sottosviluppo delle moltitudini, e senza la dovuta considerazione per le dimensioni sociali, culturali e spirituali dell’essere umano. (Giovanni Paolo II)

Sei nato oggi? 

Sei dolce e sensibile, ma la tua disponibilità non sempre viene ricambiata e dovrai affrontare qualche delusione. Nel lavoro sei attratto dalla ricerca, dalle attività di laboratorio e hai buone possibilità di riuscire nel mondo degli affari: fai però attenzione alle persone con cui ti associ. In amore, dopo una prima cocente delusione, saprai superare le difficoltà e incontrerai un partner con cui essere felice.

Oroscopo quotidiano

Oroscopo di Mercoledì 29 Dicembre 2021

Accadde Oggi

Ucciso Rasputin

29 Dicembre 1916

Travolto da faide di palazzo viene ucciso Grigorij Efimovic Rasputin. Dal fisico imponente, Rasputin resiste al veleno, alle pallottole esplosegli contro, alle bastonate, per arrendersi infine alle acque gelide di un canale. Nato il 22 gennaio 1869 in un villaggio della Siberia, nonostante la sua totale mancanza di istruzione, il “mistico” Rasputin riesce abilmente a tessere una rete di relazioni che lo conduce sino alla corte degli Zar.

La sua reputazione di guaritore induce la famiglia imperiale a mantenerlo a corte, nella speranza di far guarire il piccolo zarevic Alessio da una grave emofilia. Entrato nelle grazie della zarina, Rasputin diventa una figura chiave nella corte dello zar Nicola II. Leggendari i suoi eccessi di alcol e di donne, le sue ipocrite invettive contro la corruzione.

Il 7° cavalleggeri USA massacra 400 Sioux inermi

29 Dicembre 1890

Il settimo reggimento cavalleggeri dell’esercito americano, armato con le micidiali mitragliatrici Hotchkiss, massacra 400 Sioux inermi, tra cui molte donne e bambini. Il Settimo Cavalleggeri vendica, in questo modo, i morti della battaglia di Little Big Horn del 1876, dove soldati americani guidati dal generale Custer erano stati sterminati dagli indiani.

La Costituzione spagnola entra in vigore

venerdì 29 dicembre 1978 (43 anni fa)

La Costituzione spagnola entra in vigore: Dopo la firma del Re, la Costituzione spagnola viene pubblicata nel bollettino ufficiale ed entra formalmente in vigore. Inizia una nuova storia per la Spagna, che diventa una monarchia parlamentare.

Dopo trentasei anni di dittatura franchista e di clima repressivo contro ogni forma di opposizione, nel 1975 la Spagna si trova sempre più isolata dalla comunità internazionale e nel pieno di una grave crisi energetica. Alla morte del generale Franco, il re Juan Carlos I di Borbone si trova a governare una fase politica complessa, che sarà ricordata come Transizione spagnola.

Urgono profonde riforme istituzionali in senso democratico, ma la conferma del franchista Arias Navarro, come primo ministro, risulta un deterrente per qualsiasi tentativo di dialogo tra le varie forze rappresentate in parlamento. La situazione cambia con l’esonero di Navarro al quale subentra Adolfo Suàrez (esponente dell’Unione di Centro Democratico), che d’accordo con gli altri partiti promuove il referendum sulla legge di riforma politica.

Il risultato positivo della consultazione ha come effetto immediato l’indizione delle prime elezioni democratiche e come conseguenza successiva l’avvio della discussione sulla Costituzione. Sette i deputati della sottocommissione incaricata dal Congreso de los Diputados di redigere il testo, successivamente approvato dalla Commissione Costitucionale del Senado e dall’assemblea in seduta plenaria.

Sottoposta a un referendum popolare confermativo, la Costituzione viene promulgata dal Re il 26 dicembre 1978 e tre giorni dopo entra ufficialmente in vigore in seguito alla pubblicazione nel BOE (Bollettino Ufficiale Spagnolo). La Costituzione spagnola, tuttora fonte del diritto suprema nell’ordinamento giuridico spagnolo, in linea con le costituzioni moderne si presenta strutturata in due parti: la parte dogmatica e la parte organica.

L’introduzione è affidata al Preambolo, curato dal sociologo e giurista Enrique Tierno Galván. Tra gli impegni della Nazione qui riportati: «consolidare uno Stato di Diritto che assicuri la supremazia della legge come espressione della volontà popolare»«proteggere tutti gli spagnoli e i popoli di Spagna nell’esercizio dei diritti umani, la loro cultura e le loro tradizioni, lingue e istituzioni»«promuovere il progresso della cultura e dell’economia per assicurare a tutti una degna qualità di vita».

Nella parte dogmatica sono elencati i principali diritti costituzionali dei cittadini spagnoli, seguiti dai tratti identitari dello Stato. In particolare, si riconosce il diritto all’autonomia delle nazionalità e delle regioni che integrano la nazione spagnola; l’ambiguità del testo tuttavia darà vita a interpretazioni contrastanti rallentando la concessione dell’autonomia e il trasferimento delle competenze.

Nella parte organica si delinea la struttura dello Stato, ispirata al modello tripartito di divisione dei poteri di Montesquieu (Potere esecutivo, Potere legislativo e Potere giudiziario) e permeata da un’ideologia liberale. L’assetto statale è quello di una monarchia costituzionale, con un Re dai poteri limitati e indicati dalla Costituzione. La sovranità popolare si esprime attraverso i rappresentanti eletti in Parlamento, quest’ultimo suddiviso in Congreso de los Diputados (la camera bassa) e Senado (camera alta).

Una copia della Costituzione del ’78 è esposta nella sede del Congreso de los Diputados.

Nati in questo giorno

Cristiano De André

data di nascita: sabato 29 dicembre 1962 (59 anni fa)

Cristiano De André: Pur con una pesante eredità sulle spalle, Cristiano De André è riuscito a ritagliarsi uno spazio rilevante nell’universo della musica pop italiana.

Nasce a Genova, in quella stessa città cantata con poesia dal padre Fabrizio De André, dal quale viene indirizzato alla musica da adolescente. Insieme allo studio della chitarra e del violino al Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, scrive musiche per spettacoli teatrali.

Dopo l’esperienza come musicista nella band Tempi Duri (prodotta da Fabrizio De André e Dori Ghezzi), nel 1985 Cristiano debutta da solista al Festival di Sanremo con “Bella più di me”, piazzandosi quarto nella sezione Giovani e conquistando il Premio della Critica. Otto anni più tardi torna sul palco dell’Ariston, tra i “big”, e sfiora la vittoria, portando a casa Premio della Critica e Premio Volare.

Dopo aver accompagnato il padre in tour, nel 2001 pubblica il suo miglior album, Scaramante, anticipato dal singolo “Sei arrivata/La diligenza”. Dal 2009 inizia un tour in tutta Italia, riproponendo i successi del padre, raccolti in tre album dal titolo “De André canta De André”.

Nel 2014 si piazza settimo a Sanremo con il brano Invisibili, che conquista il Premio della Critica Mia Martini.

Cristiano De André

data di nascita: sabato 29 dicembre 1962 (59 anni fa)

Cristiano De André: Pur con una pesante eredità sulle spalle, Cristiano De André è riuscito a ritagliarsi uno spazio rilevante nell’universo della musica pop italiana.

Nasce a Genova, in quella stessa città cantata con poesia dal padre Fabrizio De André, dal quale viene indirizzato alla musica da adolescente. Insieme allo studio della chitarra e del violino al Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, scrive musiche per spettacoli teatrali.

Dopo l’esperienza come musicista nella band Tempi Duri (prodotta da Fabrizio De André e Dori Ghezzi), nel 1985 Cristiano debutta da solista al Festival di Sanremo con “Bella più di me”, piazzandosi quarto nella sezione Giovani e conquistando il Premio della Critica. Otto anni più tardi torna sul palco dell’Ariston, tra i “big”, e sfiora la vittoria, portando a casa Premio della Critica e Premio Volare.

Dopo aver accompagnato il padre in tour, nel 2001 pubblica il suo miglior album, Scaramante, anticipato dal singolo “Sei arrivata/La diligenza”. Dal 2009 inizia un tour in tutta Italia, riproponendo i successi del padre, raccolti in tre album dal titolo “De André canta De André”.

Nel 2014 si piazza settimo a Sanremo con il brano Invisibili, che conquista il Premio della Critica Mia Martini.

Nati… sportivi

Enrico Chiesa

data di nascita: martedì 29 dicembre 1970 (51 anni fa)

Enrico Chiesa: Nato a Genova, è un allenatore di calcio, dal 2013 al 2015 sulla panchina della Primavera della Sampdoria. Dalla fine del 1990 al 2008 è un attaccante, tra le altre, di Sampdoria, Parma (dove arriva per 25 miliardi di lire), Fiorentina, Lazio e Siena.

In serie A ha 380 presenze con 138 gol, risultando al 37° posto dei marcatori del massimo campionato italiano di tutti i tempi. Vince due volte la Coppa Italia ed un’edizione della Supercoppa italiana e della Coppa Uefa. In Nazionale ha 17 presenze con 7 reti. È il padre di Federico (classe 1997) centrocampista prima della Fiorentina e poi, dalla stagione 2020/21 in prestito biennale, della Juventus.

Stefano Eranio

data di nascita: giovedì 29 dicembre 1966 (55 anni fa)

Stefano Eranio: Ha giocato come centrocampista sulla fascia destra di Genoa (1984/92) e Milan (1992/97), conquistando con i rossoneri tre scudetti, tre Supercoppe italiane, una Champions League e una Supercoppa UEFA.

Nato a Genova, dopo il ritiro dall’attività agonistica, avvenuto nel 2003, ha intrapreso la carriera di allenatore, con esperienze con i rossoblu liguri nel campionato Primavera. Ha commentato incontri di calcio per canali privati.

Ha collezionato 20 presenze in Nazionale e tre reti, la prima delle quali ha deciso la qualificazione dell’Italia ai Mondiali di USA ’94.

Angolo Lettura

Il Maestro e Margherita

domenica 29 dicembre 2013 (8 anni fa)

Il Maestro e Margherita: Questa settimana consigliamo la lettura di uno dei capolavori russi del XX secolo Il Maestro e Margherita, scritto da Michail Bulgakov e pubblicato tra il 1966 e il 1967.

Il romanzo contiene due storie in parallelo, una è quella della Mosca atea degli anni trenta sconvolta dall’apparizione di un misterioso Satana, l’altra è un romanzo nel romanzo, cioè il romanzo scritto dal Maestro che parla della rivisitazione della storia di Ponzio Pilato.
Satira sociale, amore, assurde fantasie che si incrociano con il demoniaco, il ridicolo e l’ironico. Un libro atemporale che lascia un profondo ed intenso ricordo nella memoria di chi lo legge, una denuncia sarcastica alla situazione repressiva che Mosca, e tutta la Russia, visse nel periodo di Stalin.

Di seguito un breve brano tratto dal libro: «- È proprio un peccato, – confermò lo sconosciuto facendo brillare l’occhio, e continuò: – Ma ecco il problema che mi preoccupa: se dio non esiste, chi dirige la vita umana e tutto l’ordine sulla terra?
– È l’uomo che dirige, – si affrettò a rispondere irritato Bezdomnyj a questa domanda che, bisogna riconoscerlo, non era molto chiara.
– Mi perdoni, – replicò con dolcezza lo sconosciuto, per dirigere bisogna avere un piano esatto per un periodo abbastanza lungo. Mi permetta perciò di chiederle come può l’uomo dirigere, se non solo gli manca la possibilità di fare un piano perfino per un periodo ridicolmente breve, come, diciamo, un millennio, ma non è neppure in grado di rispondere del proprio domani!
– Del resto, – qui lo sconosciuto si voltò verso Berlioz, – immagini che lei si metta a dirigere, a disporre di sé e degli altri, che cominci, come dire, a prenderci gusto, ma a un tratto lei scopre di avere, he… he… un sarcoma al polmone – Qui lo sconosciuto sorrise dolcemente, come se il pensiero di un sarcoma al polmone gli facesse piacere, sí, un sarcoma… – ripeté questa sonora parola socchiudendo gli occhi come un gatto, – e la sua attività direttiva è bell’e finita!
– Nessun destino, eccetto il proprio, la interessa più. I parenti cominciano a mentirle. Lei, sentendo che c’è qualcosa che non va, si precipita dai migliori medici, poi dai ciarlatani, e magari dalle chiromanti. Sia la prima cosa che la seconda e la terza sono, lei capisce, assolutamente insensate. E tutto finisce in modo tragico: colui che, ancora poco fa, credeva di dirigere qualcosa, è steso immobile in una cassa di legno, e le persone circostanti, comprendendo che dal defunto non si cava più alcun costrutto, lo cremano in un forno.
– Ma succede anche di peggio: uno magari ha appena deciso di andare a Kislovodsk, – qui il forestiero guardò Berlioz strizzando gli occhi, – una cosuccia da nulla, si direbbe, ma non riesce a fare neppure quella, perché scivola e va a finire sotto un tram! Non mi vorrà mica dire che è stato lui a dirigere se stesso in quel modo! Non sarebbe più giusto pensare che è stato qualcun altro a dirigerlo così? Qui lo sconosciuto emise una strana risatina. Berlioz aveva ascoltato con grande attenzione lo sgradevole racconto sul sarcoma e sul tram, e certi pensieri allarmanti cominciavano a tormentarlo. “Non è un forestiero… non è un forestiero…
– pensava, – è un tipo stranissimo… ma insomma chi mai può essere?…”
– Vedo che lei ha voglia di fumare, – disse a un tratto lo sconosciuto a Bezdomnyj. – Che sigarette preferisce?
– Perché, ne ha di diversi tipi? – chiese cupo il poeta che aveva terminato le sue.
– Quali preferisce? – ripeté lo sconosciuto.
– Be’, La Nostra Marca, – rispose con astio Bezdomnyi.
Lo sconosciuto tirò immediatamente fuori dalla tasca un portasigarette e lo porse a Bezdomnyj.
– La Nostra Marca.
Sia il direttore sia il poeta furono sbalorditi non tanto dal fatto che nel portasigarette vi fosse proprio La Nostra Marca quanto dal portasigarette stesso. Era enorme, d’oro massiccio, e quando venne aperto, sul suo coperchio scintillò d’un fuoco bianco e azzurro un triangolo di brillanti. Qui i letterati ebbero pensieri differenti. Berlioz: “No è uno straniero!”, e Bezdomnyj: “Il diavolo se lo porti. Che roba!…”
Il poeta e il proprietario del portasigarette cominciarono a fumare, mentre Berlioz, che non era un fumatore, rifiutò.
“Bisognerà rispondergli così, – decise Berlioz, – sì, l’uomo è mortale, nessuno lo mette in dubbio. Ma il fatto è che…”
Però non fece in tempo a pronunciare queste parole che lo straniero riprese a parlare:
– Sì, l’uomo è mortale, ma questa sarebbe solo una mezza disgrazia. Il brutto è che a volte muore all’improvviso, è questo il guaio! E in genere non è in grado di dire che cosa farà stasera.
“Che modo assurdo d’impostare il problema…”, penso Berlioz e obiettò:
– Via, adesso lei sta esagerando. So più o meno esattamente che cosa farò stasera.
Naturalmente, se mentre passo per la Bronnaja mi cade una tegola in testa…
– Una tegola, – lo interruppe gravemente lo sconosciuto, – non cadrà mai in testa a nessuno così, senza una ragione. In particolare, posso assicurarle che lei non corre affatto questo rischio. Lei morirà di un’altra morte.»