Almanacco Del 27 Febbraio

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E’ il 58° giorno dell’anno, 8ª settimana. Alla fine del 2021 mancano 307 giorni

A Roma il sole sorge alle 06:47 e tramonta alle 17:58 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 07:04 e tramonta alle 18:07 (ora solare)
Luna: 7.14 (tram.) 18.11 (lev.)
Luna piena alle ore 09.20

Santi del Giorno

San Gabriele dell’Addolorata (Religioso)
San Leandro di Siviglia (Vescovo)

San Baldomero (Suddiacono, Monaco)
San Besas (Martire)
San Giuliano di Alessandria (Martire)
Sant’Euno (Cronione) di Alessandria (Martire)
Sant’Onorina (Martire)

Proverbio del giorno

 Leandro, deriva dal greco leiandros e significa ‘uomo delicato’. La leggenda racconta che il romantico Leandro, innamorato della bellissima Ero, tutte le notti attraversava a nuoto l’Ellesponto per congiungersi con lei. Ma una fatale notte, travolto dal mare tempestoso, annegò.

Proverbio del giorno

Febbraio febbraietto, mese corto e maledetto.

Aforisma del giorno

Poco importa che adoriate nell’anima nostra la Verità: se l’errore governa i vostri fratelli in un altro angolo di questa terra che ci è madre comune, e voi non desiderate e non tentate, per quanto le forze vostre ve lo concedono, rovesciarlo, tradite i vostri doveri. (G. Mazzini)

Sei nato oggi?

 I nati il 27 febbraio possiedono un fortissimo intuito per quel che riguarda i processi che muovono il mondo intorno a loro e spendono una gran parte delle loro energie per arrivare a comprendere i fattori che stanno alla base della vita di ogni giorno: come funzionano le cose, perché le persone agiscono in un determinato modo piuttosto che in un altro, come volgere le circostanze a proprio vantaggio. Il loro animo indagatore riesce ad esplorare anche l’ambito sociale, quello internazionale e universale e, procedendo sempre con circospezione, essi possono contare sulla saggezza acquisita gradualmente dalle esperienze, e spingersi in tal modo verso imprese sempre nuove e più ambiziose. Amano lasciar libera la mente di volteggiare da un argomento all’altro, affrontando i temi più svariati, e in genere si circondano di persone (gli amici, il partner) altrettanto attivi a livello intellettuale.

Oroscopo quotidiano

Oroscopo di Sabato 27 Febbraio 2021

Accadde Oggi

Fondato il Partito Laburista

martedì 27 febbraio 1900 (121 anni fa)

Fondato il Partito Laburista: Nella patria della Rivoluzione industriale la nuova classe del proletariato proiettò in un unico soggetto politico le proprie battaglie sindacali su diritti e libertà. Da oltre un secolo protagonista della scena politica inglese e internazionale, quel partito non ha mai tagliato il cordone ombelicale con la base operaia.

L’avvento della civiltà industriale nel Regno Unito aveva alimentato qui la nascita del primo movimento operaio d’Europa, che individuò nelle “associazioni di categoria” (Trade Unions) un valido strumento di tutela e di rivendicazione di migliori condizioni economiche. Politicamente tali istanze vennero affidate prima ai radicali e poi ai liberali ma con scarsi risultati, specie sull’allargamento del diritto al voto. Tra gli aspetti penalizzanti, l’organizzazione dei collegi elettorali che avvantaggiava le zone di campagna piuttosto che le aree industriali.

Il cambio di rotta maturò nell’ultimo ventennio del XIX secolo, quando si decise di reagire con forza alla politica ritorsiva di infliggere pesanti pene pecuniarie ai sindacati, dopo scioperi e manifestazioni. Le Union compresero la necessità di dar vita a un partito dei lavoratori che raccogliesse le varie anime del movimento, in quegli anni diviso tra diversi gruppi di orientamento socialista. Tra i principali: Federazione Socialdemocratica (fondata nel 1881), la Fabian Society (1884) e il Partito Indipendente del Lavoro (1893).

Questi ultimi si diedero appuntamento al Memorial Hall di Londra, in Farringdon Street. Qui, il 27 febbraio del 1900, sottoscrissero l’atto di nascita del Labour Representation Committee (Comitato di rappresentanza del lavoro), in seguito ribattezzato Labour Party. La scelta del giorno non fu casuale, giacché ricordava che in quella data, nel 1837, l’Unione dei Lavoratori Londinesi si era schierata a favore della Carta del Popolo. Il primo segretario fu Ramsay MacDonald, figura storica del movimento di cui fu il principale esponente per oltre vent’anni, ricoprendo la carica di Primo ministro in due diversi governi.

Sei anni dopo giunse il primo successo elettorale, con l’elezione di 30 deputati: un traguardo non da poco, visto che vigeva ancora un suffragio a base censitaria (votava il 59% dei maschi adulti) che dava ai ceti sociali più abbienti la possibilità di esprimere individualmente due o più voti. Nello stesso anno si concretizzò il passaggio dal Comitato al partito vero e proprio, con la nuova denominazione di Labour Party. I traguardi successivi furono il raggiungimento di un milione e mezzo di iscritti nel 1914 e dieci anni dopo la vittoria alla elezioni con la formazione del primo governo laburista.

Tra i leader che ne caratterizzarono maggiormente la linea politica, due su tutti: Clement Attlee che fu Primo ministro per sei anni (1945-51) e promotore di un forte welfare stateTony Blair, ideatore della cosiddetta “terza via”, orientata a una socialdemocrazia di stampo liberale.

L’attuale struttura del Labour Party è di tipo federale, con organismi autonomi in Inghilterra, Scozia e Galles. Com’era fin dalle origini, non ci si può iscrivere personalmente ma si può aderire alle organizzazioni affiliate (un tempo erano le Unions, oggi sono i partiti laburisti locali, i sindacati affiliati al partito, il Partito Parlamentare Laburista e le associazioni socialiste).

Scoperto il carbonio-14

martedì 27 febbraio 1940 (81 anni fa)

Scoperto il carbonio-14: Strumento prezioso per disegnare la carta d’identità di un fossile, il carbonio-14 o radiocarbonio venne scoperto nel 1940 da due ricercatori americani, Martin Kamen e Sam Ruben.

I due studiosi, nel corso di esperimenti condotti nel laboratorio radiologico dell’Università della California, a Berkeley, fecero la sensazionale scoperta di un nuovo isotopo (tipo di atomo di uno stesso elemento che si differenzia per numero di massa, dato dalla maggiore presenza di neutroni) del carbonio, formato da sei protoni e 8 neutroni.

Di qui la scelta di chiamarlo “carbonio-14”. Indizio essenziale alla loro scoperta era stata l’energia radioattiva emessa dallo stesso atomo, di cui però non compresero le implicazioni scientifiche. Il primo ad arrivarci, vent’anni dopo, fu Willard Frank Libby, chimico dell’Università di Chicago.

Costui, riuscendo a calcolare un’emivita di oltre 5mila anni del “carbonio-14” e partendo dalla sua presenza negli organismi viventi (assimilato attraverso l’aria), teorizzò un sistema di datazione dei reperti fossili, basato sulla misurazione del livello di radioattività presente negli stessi reperti.

Il nuovo metodo, che valse a Libby il Nobel per la Chimica nel 1960, divenne presto un prezioso strumento a disposizione degli archeologi, consentendo di svelare l’esatta collocazione temporale di scheletri e altri materiali di origine organica (legno, fibre tessili, semi, etc.).

L’applicazione più celebre e discussa si ebbe con la Sindone di Torino, fatta risalire a un intervallo di tempo tra il 1260 e il 1390, che di fatto andava a sconfessare il suo legame con Gesù.

Brucia il Reichstag a Berlino

27 febbraio 1933

A Berlino brucia il Reichstag, la sede del Parlamento Tedesco. La polizia trova nei pressi dell’edificio Marinus van der Lubbe, noto agitatore comunista. I nazisti ne approfittano per far ricadere la colpa sull’intero partito, ne arrestano i capi e convincono l’anziano Presidente Paul von Hindenburg a firmare il Decreto dell’incendio del Reichstag, che abolisce la maggior parte dei diritti civili forniti dalla costituzione della Repubblica di Weimar. L’evento segna un punto di svolta fondamentale per il sopravvento del nazismo in Germania.

Rapina in Via Osoppo a Milano

27 febbraio 1958

Era il 27 febbraio del 1958, durò tre minuti e non fece vittime: l’azione audace ispirò un celebre film e suscitò anche simpatia, in un’Italia molto diversa da oggi e arrivata a un punto di svolta «L’incubo è finito» titolarono i giornali, quando la polizia catturò i banditi. Anche se la rapina non aveva fatto feriti veri, anche se l’azione solo dieci anni dopo – quando le rapine si facevano sparando e ammazzando – sarebbe sembrata un gioco da ragazzini, un colpo da banditi romantici.

Un’azione da film americano. Tanto audace che ispirò poi un celebre film – “L’audace colpo dei soliti ignoti“, appunto, uscito nel 1959- che per la prima volta fece identificare gli italiani nella parte dei malviventi (simpatici). Eppure allora non fu così e quella rapina nella periferia di Milano – obbiettivo: il furgone della Banca Popolare di Milano, carico di contanti – fu trattata come una sfida intollerabile alle autorità e alla pace dei cittadini. La mattina del 27 febbraio 1958 la banda entrò in azione nella periferia Ovest della città, a ridosso della (attuale) “cerchia della 90-91”, che allora invece era il corso dell’Olona, confine visibile tra la città e la vicina campagna. Erano tutti vestiti in tute grigie da operai. Il punto prescelto era l’incrocio tra via Osoppo e via Caccialepori, una zona che consentiva l’audace manovra dei veicoli (quattro, tutti rubati e con targa falsa) usati dai ladri.

Alle 9.23 scattò l’agguato: guidata da Arnaldo Gesmundo, una Fiat 1400 beige attraversò lo spartitraffico, all’epoca non asfaltato e privo di pali e altri ostacoli, e tagliò la strada al furgone. Gesmundo – poi soprannominato “Jess il bandito” – aprì la portiera e saltò nell’erba, mentre l’auto a bassa velocità finì contro il muro di un palazzo. Il furgone blindato si rimise in moto ma fu speronato dal secondo mezzo, un camion Om Leoncino.

Il guidatore, Arnaldo Bolognini, spaccò un finestrino posteriore del furgone con un colpo di martello e disarmò l’agente di guardia, Mario Tedesco, strappandogli via il mitra. «Hanno sempre scritto che l’ha colpito con il martello in testa, ma non è vero. Anzi, l’agente passò i suoi guai per essersi fatto disarmare» ha sostenuto l’arzillo Gesmundo (88 anni), durante un incontro inserito nel programma della mostra Malamilano, a gennaio 2018.
Neutralizzato l’uomo di guardia, la banda urlò “mani in alto” al commesso e all’autista della Bpm. Fuggirono poi in auto, si diressero verso Nord, cambiarono veicolo in Corso Sempione, si rifugiarono in via Chinotto, tornando cioè nella zona Ovest della città, non lontano dal luogo del colpo.

Il quotidiano La Notte scrisse: «La nostra città si è messa alla pari con Chicago», quasi che quella rapina fatta di audacia e poca violenza potesse competere con la Strage di San Valentino. E la caccia ai banditi fu dura. La ricostruzione ufficiale dice che furono beccati perché – con un errore da principianti – abbandonarono le tute da lavoro nel corso dell’Olona, ignorando che il fiume stava andando in secca perché erano in corso i lavori per la copertura nel tratto urbano (oggi, sopra, ci passa appunto la corsia preferenziale delle linee Atm 90-91). «Non è vero, storielle» sostiene ancora Gesmundo. Che suggerisce – più o meno – che la banda fu tradita e che poi la polizia usò le maniere pesanti in particolare con amici e parenti, per far saltar fuori il bottino e tranquillizzare la popolazione sconvolta da quell’«incubo» che vide apparire anche un mitra residuato bellico (non usato).

Era davvero un incubo, per i milanesi? Il 6 aprile 1958, dopo la cattura della banda, Indro Montanelli svelava una parte del clima di allora in un articolo sul Corriere della Sera: «Ufficialmente sì, tutti scrivono e proclamano che sono contenti (…). Ma, sotto sotto, senza osare dirlo o dicendolo a bassa voce, la maggioranza tifava per i rapinatori».

La mano della giustizia, però, fu pesantissima: per quattro auto rubate una rapina senza feriti veri («oggi ce la caveremmo con poco»), i membri della banda presero condanne durissime ed esemplari, quasi fossero terroristi: Luciano De Maria prese 20 anni e 8 mesi; Enrico Cesaroni la mente del colpo, 18 anni e 4 mesi; l’ex partigiano Ugo Ciappina 17 anni e 2 mesi; Arnaldo Gesmundo, “Jess il bandito”, di via Padova 14 anni e 3 mesi; Arnaldo Bolognini 12 anni e 6 mesi; Eros Castiglioni 11 anni e 10 mesi; Ferdinando Russo (“Nando il terrone”, scrivevano allora i giornali, senza nessuna remora) 9 anni e 8 mesi.

Condanne in gran parte scontate davvero in carcere, allora durissimo, in strutture ottocentesche e senza servizi. «In carcere a Procida eravamo divisi per “famiglie”, l’unico con cui potevo parlare era del Nord, un bolognese. La biblioteca aveva solo pochi libri sulle vite dei santi, non s’imparava niente che fosse utile per dopo, per quando uno usciva» racconta ancora Gesmundo, ricordando la disperazione dei sottoproletari detenuti, incapaci di fare qualunque lavoro. La condanna di Gesmundo fu pesante anche perché sommarono quella per furto di un veicolo a quella della rapina in sé: «Ho iniziato a chiedere libri, per iniziare a studiare diritto in carcere, per fare appello». E negli stessi anni iniziò una fitta corrispondenza con il giornalista Franco Di Bella, primo cronista del Corriere sulla scena di via Osoppo, poi direttore in via Solferino.

Dotato di grande intelligenza (ancora oggi vivace, a 88 anni), Gesmundo in carcere cambiò letteralmente vita, uscendo di galera più consapevole. Ma perché la rapina – bottino ingente, audace, ma anche una delle tante nella storia di Milano – fece così notizia ed è così memorabile? Lo raccontava proprio la mostra “Malamilano”, nel suo quadro complessivo: il fatto è che – nelle statistiche e nella percezione di allora – gli anni Cinquanta erano anni tranquilli, con zero violenza politica (in piazza sarebbe esplosa già nel 1960, con le proteste contro il governo Tambroni a Genova e Reggio Emilia) e senza ancora le organizzazioni criminali, come quelle successive di Vallanzasca e Turatello. Nè tantomeno c’erano le mafie, se non con singoli esponenti mandati a tastare il terreno, per così dire.

Nello stesso tempo, la violenza quotidiana era ancora viva nella memoria dei milanesi, una paura interiorizzata: il 1945-49 era stato un periodo molto violento, tra rapine, vendette e regolamenti di conti, furti per fame. È così ogni dopoguerra, anche se poi nella memoria collettiva rimane solo lo sforzo della ricostruzione, del rilancio, delle speranze di rinascita. Insomma: la rapina di via Osoppo fece scalpore perché interruppe un periodo di tranquillità, in una città dove però ancora era vivo il ricordo della violenza degli anni della guerra e del dopoguerra.

Sempre Indro Montanelli, poi, suggerì nel suo celebre articolo anche un’altra lettura, partendo da quella nascosta simpatia dei milanesi per i banditi: «I rapinatori di via Osoppo ci avevano dato l’illusione che l’Italia stesse uscendo da questo stadio arcaico. Nel campo del delitto, d’accordo. Ma cosa conta da dove si comincia? L’importante è cominciare, pensava la gente. Da cosa nasce cosa».

Nati in questo giorno

Liz Taylor

data di nascita: sabato 27 febbraio 1932 (89 anni fa)
data morte: mercoledì 23 marzo 2011 (9 anni fa)

Liz Taylor: Ultima diva dell’epoca d’oro di Hollywood, con i suoi occhi viola ha rappresentato un’icona di talento, fascino e sensualità senza tempo.

Nata ad Hampstead, benestante sobborgo di Londra, da genitori americani, si trasferì negli USA allo scoppio della Seconda guerra mondiale, debuttando a nove anni sul set e conquistando un pezzo di popolarità, l’anno seguente, con Torna a casa Lassie!.

Dopo una decina di film anonimi, la sua carriera ebbe un’impennata con “Un posto al sole” (1951), accanto all’amico Montgomery Clift, seguito da altri due film di successo come “Il gigante” e “L’albero della vita” (con cui conquistò la prima nomination all’Oscar). Gli anni Sessanta le regalarono i massimi trionfi: due “statuette” come “migliore attrice protagonista” per la Venere in visone nel 1961 e Chi ha paura di Virginia Woolf? nel 1967.

Dopo aver recitato con star del calibro di Paul Newman e Richard Burton, andò incontro a un lento declino che la gettarono nel tunnel della dipendenza dall’alcool e dalle droghe. Rinata, si dedicò anima e corpo alla lotta contro l’AIDS, per cui le fu riconosciuto nel 1993 l’Oscar umanitario. Scomparve nel marzo del 2011 per problemi di cuore.

Mal

data di nascita: domenica 27 febbraio 1944 (77 anni fa)

Mal: Tra i più noti esponenti della beat music, è stato un protagonista della scena italiana negli anni Sessanta e Settanta.

Nato a Llanfrechfa, nel Galles sud-orientale, e registrato all’anagrafe come Paul Bradley Couling, inizia la sua carriera artistica a Londra, con alcuni gruppi rock. Conquista la fama in Italia prima con i Primitives e poi come solista.

I suoi brani spopolano, da “Bambolina” (1967) a “Occhi neri occhi neri” (1970), passando per “Pensiero d’amore”, fino al boom di consensi con Furia (un milione e mezzo di copie vendute), sigla dell’omonimo telefilm, molto popolare soprattutto tra i più piccoli. Dopo un lungo anonimato, si rilancia nel nuovo millennio grazie a programmi TV come “L’ultimo valzer” e il reality “La fattoria”.

Nel 2014, alla Fiera Internazionale della Musica di Genova, riceve il FIM Award Premio Italia alla Carriera.

Nati… sportivi

Kakhaber Kaladze

data di nascita: lunedì 27 febbraio 1978 (43 anni fa)

Kakhaber Kaladze: Nato a Samtredia (Georgia), ex calciatore, politico (vicepremier e Ministro dello Sviluppo Regionale e delle Infrastrutture del governo Ivanishvili).

Difensore del Milan, dal 2001 al 2010, e del Genoa, fino al maggio 2012, con i rossoneri ha vinto anche uno scudetto (2003/04), una Coppa Italia e due Champions League. È il primo giocatore dell’ex Unione Sovietica, al pari di Andrij Ševčenko, a vincere la Champions League, ma è l’unico ad averla conquistata due volte.

Eventi Sportivi

Lillehammer 1994

domenica 27 febbraio 1994 (27 anni fa)

Lillehammer 1994: In Norvegia, terminano i Giochi Olimpici di Lillehammer 1994. Dopo le 61 competizioni, il numero delle medaglie vinte dagli azzurri è di tutto rispetto. L’Italia è al quarto posto nel medagliere finale con 7 ori, 5 argenti e 8 bronzi. Manuela Di Centa domina il fondo femminile avendo conquistato, in cinque gare, due ori, due argenti e un bronzo.

Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner vincono a sorpresa l’oro nella 4×10 km maschile di sci di fondo, superando allo sprint la favorita squadra norvegese, di fronte all’annichilito pubblico di casa (100.000 persone).

Nello sci alpino solo un oro con Deborah Compagnoni nello slalom gigante, mentre Isolde Kostner vince due bronzi (discesa libera e Super G) e Alberto Tomba arriva secondo nello slalom speciale. Nello short track la squadra italiana è prima nella staffetta 5 km.

L’Italia domina anche nello slittino, oro ed argento nel doppio e oro nel singolo femminile con Gerda Weissensteiner.

I Doodle di Google

Indipendenza della Repubblica Dominicana

27 febbraio

Indipendenza della Repubblica Dominicana: Nel clima di festa e colori tipico dei paesi caraibici, i cittadini dominicani festeggiano ogni anno il loro Independence Day. La strada verso l’autonomia iniziò dopo la fine del dominio spagnolo. Passato sotto il controllo di Haiti nel 1822, il paese fu oggetto di una serie di importanti riforme, tra cui l’abolizione della schiavitù e un’opera di secolarizzazione del sistema scolastico che portò il governo haitiano a scontrarsi con la Chiesa cattolica.

In opposizione a queste politiche si formò un movimento popolare, guidato dalla Trinitaria, società segreta fondata da Juan Pablo Duarte. Fu quest’ultimo a guidare la rivolta contro Haiti che portò alla dichiarazione d’indipendenza nel 1844. Lo stesso Duarte ideò la nuova bandiera della Repubblica, mettendo assieme i colori blu (simbolo di libertà), bianco (salvezza) e rosso (come il sangue dei caduti per la libertà).

Google ha ricordato la Festa dell’Indipendenza, nel 2011 e 2012, con due doodle locali (visibili nella Repubblica Dominicana) che insieme alla bandiera nazionale, riprendono lo stemma ufficiale sormontato dal motto «Dios, Patria, Libertad» e con al centro la Bibbia.

Scomparsi Oggi

Muore Adriano Olivetti

27 febbraio 1960

Muore improvvisamente, durante un viaggio da Milano a Losanna, Adriano Olivetti. Nato a Ivrea nel 1901, nel 1933 diventa direttore della società del padre, la Olivetti. Durante il fascismo, si oppone attivamente al regime ed è costretto a riparare in Svizzera per sfuggire alla cattura. Rientrato in Italia alla fine della guerra, riprende in mano le redini dell’azienda e la porta a diventare la prima nel settore dei prodotti per l’ufficio.

La “Lettera 22” la macchina da scrivere disegnata da Marcello Nizzoli nel 1950 e che diventerà famosa in tutto il mondo è uno dei primi prodotti industriali italiani ad avere come aspetti fondamentali l’estetica e il design. La fabbrica di Ivrea diventa anche il modello di un’organizzazione del lavoro improntata sull’uomo reale, lontano dalla disumanizzazione della catena di montaggio, e il modello di una produttività che si fonda sulla motivazione personale del lavoratore.

Muore Konrad Lorenz

27 febbraio 1989

Muore ad Altenberg lo scienziato austriaco Konrad Lorenz, considerato uno dei fondatori della moderna etologia. Dopo la laurea in medicina nel 1928, Lorenz continua a praticare soprattutto l’osservazione e lo studio degli animali. Già nel 1937, partendo dallo studio del comportamento delle anatre, elabora la teoria dell’imprinting che definisce come “la fissazione di un istinto innato su un determinato oggetto”.

Studia i codici di comportamento e i rituali nel mondo animale e compie ricerche sui problemi dell’aggressività. Nel 1952 pubblica il libro di divulgazione che l’ha reso celebre, “L’anello di Re Salomone”. Nel 1955, grazie al sostegno della Max Planck Society fonda l’Istituto di Fisiologia Comportamentale di Seewiesen in Baviera. Nel 1973 gli viene assegnato il premio Nobel per la medicina, assieme ai colleghi Nikolaas Tinbergen e Karl von Frisch.

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