Almanacco Del 24 Marzo

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E’ il 83° giorno dell’anno, 12ª settimana. Alla fine del 2021 mancano 282 giorni.

A Roma il sole sorge alle 06:05 e tramonta alle 18:27 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 06:17 e tramonta alle 18:41 (ora solare)
Luna: 3.57 (tram.) 13.22 (lev.)

Santi del Giorno

Beato Diego Giuseppe da Cadice (Sacerdote Cappuccino)
Santi Timolao, Dionigi, Pauside, Alessandro, Romolo e Alessandro (Martiri)
Santa Caterina di Svezia (Religiosa)

San Bernolfo (Martire venerato a Mondovì)
San Secondino (Martire in Mauritania)
San Severo di Catania (Vescovo)

Etimologia

 Romolo, il nome deriva da Romilia, epiteto di una gens romana che si era stabilita sulla sponda etrusca del Tevere. Romolo è il leggendario fondatore di Roma e fratello di Remo.

Proverbio del giorno

Marzo, marzotto, ogni merlo con il suo merlotto.

Aforisma del giorno

Quanto grandi sono la stoltezza e la durezza di cuore dell’uomo: egli pensa soltanto alle cose di oggi e non piuttosto alle cose future. In ogni azione, in ogni pensiero, dovresti comportarti come se tu dovessi morire oggi stesso; che, se avrai retta la coscienza, non avrai molta paura di morire. (T. da Kempis)

Sei nato oggi? 

I nati il 24 marzo sono spontanei e diretti e, di solito, preferiscono prendere la vita il più semplicemente possibile; sono circondati da un alone di innocenza e ingenuità tipicamente infantile. Questo tratto naturale del loro carattere li porta a un atteggiamento di estrema apertura verso gli altri, di solito riconoscibile fin dal primo incontro. Possono essere timidi e riservati e dotati di una grande modestia e forza d’animo.

Oroscopo quotidiano

Oroscopo di Mercoledì 24 Marzo 2021

Accadde Oggi

Nasce il portale Comuni-Italiani.it

mercoledì 24 marzo 2004 (17 anni fa)

Nasce il portale Comuni-Italiani.it: Far conoscere l’Italia delle realtà locali in ogni singolo aspetto attraverso Internet. Con quest’obiettivo nacque Comuni-Italiani.it, una sfida editoriale che continua ancora oggi.

L’evoluzione del fenomeno “internet” in Italia aveva conosciuto una tappa fondamentale il primo gennaio 1998: in quella data era stata introdotta la tariffa speciale per chi si collegava dal PC di casa, da scuola o da un’associazione di volontariato. Abbattendo della metà i costi sulla bolletta telefonica, era stata allargata la platea di fruitori della Rete, aumentando la domanda di informazioni e servizi online da parte della Pubblica Amministrazione.

All’inizio del XXI secolo erano tanti i Comuni che si erano dotati di un sito ufficiale ma molti di più erano quelli che ne risultavano sprovvisti. Per di più, mancava una piattaforma nazionale che raccogliesse tutte le informazioni statistiche e di pubblica utilità. In questo scenario il progetto che la Prometheo (società informatica che in seguito realizzerà l’app Almanacco) serbava da tempo, sembrava andare nella direzione giusta.

La prima sfida era dare una risposta a quanti, tra studenti, professionisti e semplici cittadini, cercavano su Internet informazioni sui “CAP”, codici catastali, dati geografici sui comuni, statistiche sulla popolazione e notizie utili come il “nome degli abitanti” e le “previsioni meteo”. Un patrimonio disperso nella Rete e che nella maggior parte dei casi mancava di un sito di riferimento. A fronte di ciò la seconda sfida era mettere assieme l’enorme mole di dati.

Il duplice obiettivo fu raggiunto il 24 marzo del 2004 quando il sito www.comuni-italiani.it debuttò ufficialmente sulla Rete: l’home page formata da una doppia griglia che elencava regioni e province, da cui si accedeva alle singole pagine dedicate agli allora 8.100 comuni. Con un ingegnoso reticolo di sottopagine e collegamenti esterni, si raccoglievano preziose informazioni di utilità quotidiana accanto ai succitati dati statistici. Il tutto liberamente consultabile dagli utenti, senza costi e vincoli di alcuna natura.

Il traffico del portale lievitò in poco tempo e a quattro anni dal lancio era già tra i 100 siti più visitati in Italia, in base alle statistiche di Google. Un riconoscimento ottenuto oltre che per le migliaia di visite quotidiane sul sito, anche e soprattutto per l’attendibilità dei contenuti e l’autorevolezza delle fonti utilizzate.

Un successo che non sfuggì all’attenzione di grandi esponenti della new economy come Paolo Ainio, fondatore del portale Virgilio e di altri progetti di successo, che a febbraio 2008, criticando il flop milionario del portale istituzionale Italia.it, sottolineò l’«ottimo lavoro di siti come Comuni-Italiani.it». Quest’ultimo, al contempo, si accreditava sempre più come fonte autorevole per portali istituzionali e non, inchieste giornalistiche, pubblicazioni, tesi di laurea, etc.

Il 2008 segnò il passaggio alla dimensione web 2.0 con il lancio della piattaforma interattiva rete.comuni-italiani.it. Con essa istituzioni, associazioni e singoli utenti venivano coinvolti in prima persona nella pubblicazione di contenuti utili (di carattere storico-culturale e sociale) e di immagini, raccolti nella sezione wiki. La scelta maturò in risposta all’ingente quantitativo di richieste di ampliamento dei contenuti e alla nuova frontiera del crowdsourcing, che aveva trovato in Wikipedia la sua espressione più popolare.

Nello stesso anno vennero alla luce il Blog e la prima edizione del Concorso Fotografico Nazionale, idea vincente che incontrò il sostegno di prestigiosi organismi di tutela del patrimonio storico-naturalistico, quali il FAI e l’Associazione Città e Siti Unesco. L’edizione del 2009 registrò un successo strepitoso per il numero di partecipanti e di foto candidate, contribuendo a formare una preziosa collezione di immagini sui comuni, che trovò spazio sui principali media nazionali.

Grazie al Concorso si formò nel tempo una comunità di fotografi professionisti ed amatori desiderosi di raccontare i propri territori attraverso scatti d’autore e originali. Gli stessi vennero coinvolti nel 2010 nella sezione Notizie di Comuni-Italiani.it, ispirata al Community journalism americano e la cui principale sezione è dedicata ai fotoreportage.

Eccidio delle Fosse Ardeatine

venerdì 24 marzo 1944 (77 anni fa)

Eccidio delle Fosse Ardeatine: Uno dei più vili massacri compiuti contro cittadini inermi e simbolo dell’immane ferocia dell’occupazione nazista durante la Seconda guerra mondiale.

Tutto si svolse in poco più di ventiquattrore. In risposta all’attentato di via Rasella, compiuto alle 16 del 23 marzo 1944 dai partigiani del GAP (Gruppi d’Azione Patriottica delle brigate Garibaldi), il comando supremo tedesco decise di porre in atto una dura rappresaglia, stabilendo che venissero condannati a morte 10 prigionieri italiani per ognuno dei 32 soldati tedeschi uccisi.

Le operazioni di completamento della lista furono condotte tra la notte e la mattina del giorno seguente. Alla fine vennero selezionati 335 prigionieri (tra loro diversi ufficiali dell’esercito e dei carabinieri, cittadini di religione ebraica e persone accusate di sostenere la lotta partigiana), quindici in più rispetto al numero iniziale: dieci per via della morte di un altro militare tedesco, inizialmente ferito, e cinque conteggiati per un errore di calcolo.

Come luogo dell’esecuzione vennero scelte le cave di pozzolana sulla via Ardeatina, nella periferia meridionale di Roma. Qui, nel pomeriggio del 24 marzo, si compì l’orrendo massacro, cui prese parte anche il capitano delle SS Erich Priebke, condannato all’ergastolo nel 1998 dalla giustizia italiana. La pena ai domiciliari e la successiva tumulazione dopo la morte di Priebke suscitarono numerose polemiche, facendo propendere le autorità italiane per un luogo di sepoltura segreto.

In occasione del quinto anniversario della strage venne inaugurato un mausoleo intitolato ai martiri delle Fosse Ardeatine.

L’arcivescovo Romero ucciso sull’altare

24 marzo 1980

Durante la celebrazione della santa messa, l’arcivescovo di San Salvador Oscar Arnulfo Romero viene ucciso sull’altare dagli squadroni della morte, che egli stesso cercava di fermare. Nel 1979, 14 mila abitanti della capitale erano stati uccisi o erano spariti nel nulla. E per poter capire se fossero ancora vivi o nascosti chissà dove, Romero aveva aperto un ufficio legale nel cortile del vescovado. Pochi giorni prima di essere ucciso scrive: “Temo i rischi a cui sono esposto. Mi costa accettare una morte violenta che in queste circostanze è molto possibile; (…) Le circostanze sconosciute si vivranno con la grazia di Dio”.

Robert Koch scopre il batterio che porterà il suo nome

24 marzo 1882

Il biologo tedesco Robert Koch -poi Premio Nobel nel 1905 – annuncia la scoperta del batterio responsabile della tubercolosi, che verrà chiamato anche bacillo di Koch. A cavallo fra il 1800 e il 1900, la TBC è la principale causa di morte in Europa e negli Stati Uniti. Ancora oggi, si calcolano oltre 2 miliardi di persone ammalate, e 3 milioni di morti all’anno.

Nati in questo giorno

Nati in questo giorno

Dario Fo

data di nascita: mercoledì 24 marzo 1926 (95 anni fa)
data morte: giovedì 13 ottobre 2016 (4 anni fa)

Dario Fo: Sublime interprete ed innovatore del linguaggio teatrale, è stata una delle figure più eminenti del panorama culturale italiano.

Nato a Sangiano, in provincia di Varese, da giovane si trasferisce a Milano dove frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera e la facoltà di architettura che poi abbandona. Inizia l’attività teatrale e spesso sul palco improvvisa con aria farsesca e satirica. Nel 1952 entra in Rai scrivendo e recitando per la radio “Poer nano”, monologhi teatrali.

Nel 1953 prende parte allo spettacolo di satira sociale e politica chiamato “Il dito nell’occhio” e l’anno dopo a “Sani da legare” riferito ai conflitti politici in Italia, testo che viene censurato. Nel 1959 fonda, con la moglie Franca Rame, un gruppo teatrale che subisce numerose censure. Dopo aver scritto diversi testi per “Canzonissima”, nel 1963 ritorna a teatro e crea una compagnia teatrale alternativa ma popolare e diventa anche co-sceneggiatore ed interprete di alcuni film per il cinema.

Nel 1969-1970 si dedica a Mistero buffo, la sua opera più famosa che si basa sulla ricerca delle origini popolari attraverso un linguaggio che richiama il medioevo, espressioni antiche miste a neologismi di sua invenzione. Il linguaggio di Dario Fo è il cosiddetto Grammelot, espressione arcaica mista di gesti e parole. Nel 1969 fonda il “Collettivo Teatrale la Comune” ed occupa, nel 1974, la Palazzina Liberty a Milano. Con questa compagnia inscena numerose rappresentazioni che “denunciano” la situazione politico-sociale italiana.

Dopo circa 15 anni di assenza, Fo ritorna sul grande schermo con la sua proverbiale ironia dissacratoria e continua a fare teatro. Nel 1997 ottiene il massimo riconoscimento alla carriera: il Premio Nobel per la Letteratura, “per avere emulato i giullari del Medio Evo, flagellando l’autorità e sostenendo la dignità degli oppressi”. Ricevendo il premio, si scaglia contro la vivisezione e la “Direttiva sulla brevettazione di organismi viventi” proposta dal Parlamento Europeo.

Alle elezioni politiche italiane del 2013 dà il proprio appoggio al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, pubblicando per Chiarelettere “Io e Grillo, coppia buffa e ammaliatrice”. Per lo stesso editore, l’anno seguente, firma il primo romanzo, La figlia del Papa, ispirato alla figura di Lucrezia Borgia.

Ricoverato per complicazioni polmonari all’ospedale Sacco di Milano, qui scompare la mattina del 13 ottobre 2016.

Luigi Einaudi

data di nascita: martedì 24 marzo 1874 (147 anni fa)
data morte: lunedì 30 ottobre 1961 (59 anni fa)

Luigi Einaudi: Annoverato tra i padri della Repubblica Italiana, la sua personale declinazione del pensiero liberale resta ancora attuale.

Nato a Carrù, in provincia di Cuneo, e morto a Roma nell’ottobre del 1961, fu attivo come economista, politico e giornalista italiano. E’ stato il secondo Presidente della Repubblica Italiana e gli sono state conferite lauree “honoris causa” dall’Università di Oxford, dall’Università di Parigi, da quella di Trieste e dall’Università di Algeri.

Laureatosi in Giurisprudenza presso l’Università di Torino, si avvicinò in quegli anni al movimento socialista, dalle cui idee si distaccherà a partire dai primi anni del Novecento. Nella sua lunga carriera ricoprì la cattedra di “Scienza delle finanze” all’università torinese, di “Legislazione industriale ed Economica politica” al Politecnico di Torino e “Scienza delle finanze” all’Università Bocconi di Milano.

Fu, inoltre, membro dell’”Accademia dei Lincei”, socio dell’”Accademia delle Scienze” di Torino e membro del Consiglio Direttivo dell'”Istituto Italiano per gli Studi Storici” fondato da Benedetto Croce, oltre che presidente onorario della “International Economic Association” e di molte altre accademie e associazioni internazionali.

Costretto a fuggire in Svizzera dal regime fascista, dopo la caduta di quest’ultimo rientrò in Italia ricevendo la nomina a Rettore dell’Università di Torino nel 1943 e, due anni dopo, a Governatore della Banca d’Italia.

Eletto senatore nel 1948, ricoprì gli incarichi di Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro delle Finanze e del Tesoro nel IV Governo De Gasperi. Grazie alla sua politica economica, caratterizzata dalla diminuzione delle tasse e dei dazi doganali, egli pose la basi per il boom economico che caratterizzò la nazione negli anni ’50 e ’60. Nel 1948 completò la carriera istituzionale con l’elezione a Capo dello Stato.

Einaudi era convinto assertore del liberalismo, applicato in tutti gli aspetti della vita politica, sociale ed economica. Secondo l’economista, l’uomo è spinto a perfezionarsi solo se è libero di realizzarsi secondo le proprie attitudini e, più è competente o creativo, più rende migliore la sua opera. Era anche fautore di un’unica politica economica europea, basata sulla libertà economica, in grado di reggere le pressioni provenienti da oriente e confrontarsi con quelle americane.

Harry Houdini

data di nascita: martedì 24 marzo 1874 (147 anni fa)
data morte: domenica 31 ottobre 1926 (94 anni fa)

Harry Houdini: Nessuna catena, camicia di forza o baule ha saputo resistere a colui che è passato alla storia come il più grande illusionista ed escapologo della storia.

Ungherese di origine, Ehrich Weisz (così è registrato all’angrafe di Budapest) si trasferì, nel 1881, con la famiglia negli Stati Uniti d’America, e qui a soli 8 anni iniziò le prime esperienze nei circhi come contorsionista.

Nel mito del francese Jean Eugène Robert Houdin (1805-1871), tra i più abili illusionisti e prestigiatori di tutti i tempi, prese il nome d’arte Harry Houdini e con esso fece della sua straordinaria capacità di liberarsi da costrizioni fisiche un’arte: l’escapologia. Con le manette o incatenato, sottoterra o sott’acqua, riusciva sempre a divincolarsi mandando il pubblico in visibilio.

Divenuto leggenda già in vita, anche per la parallela attività di regista ed attore cinematografico, si guadagnò la stima del mondo scientifico, e nello specifico dell’comitato di Scientific American, per la lotta serrata allo spiritismo e contro medium e parapsicologi svelando trucchi e truffe adoperati da questi ultimi.

Scomparve nell’ottobre del 1926, a 52 anni, per una peritonite scatenata dalla rottura dell’appendice.

Nati… sportivi

Chiara Cainero

data di nascita: venerdì 24 marzo 1978 (43 anni fa)

Chiara Cainero: Nata ad Udine, è una tiratrice di tiro a volo, nella specialità dello skeet. È la prima italiana, in questo sport, a conquistare la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici.

Il 14 agosto 2008 a Pechino, infatti, vince la gara dopo uno spareggio a tre con la statunitense Kimberly Rhode (medaglia d’argento) e la tedesca Christine Brinker (medaglia di bronzo). Otto anni dopo a Rio conquista il secondo posto, preceduta da Diana Bacosi.

Nel suo palmarès trovano spazio anche un oro, due argenti e cinque bronzi ai campionati mondiali (dal 2001 al 2009), sei ori, tre argenti e un bronzo in quelli Europei (dal 2004 al 2018).

I Doodle di Google

Harry Houdini

24 marzo

Harry Houdini: L’escapologia è quella branca dell’illusionismo basata sull’abilità del mago di liberarsi da catene, gabbie e altre costrizioni fisiche e ambientali (come le stanze cieche) e il suo principale rappresentante è stato Harry Houdini.

Soprannominato il “re delle fughe impossibili”, aveva lasciato la natia Ungheria con la famiglia per trasferirsi negli Stati Uniti, dove a 17 anni intraprese la carriera di illusionista professionista, cambiando nome da Ehrich Weisz a Harry Houdini (in onore del mago francese Jean Eugène Robert-Houdin). Visti gli iniziali insuccessi, si tuffò nell’escapologia e grazie ad essa nel 1900 era già una leggenda negli USA e nel vecchio continente.

Oltre che per la straordinaria capacità di liberarsi da catene e camicie di forza, ebbe fama anche come smascheratore di medium truffaldini e spiritisti ciarlatani. Il doodle globale che Google gli ha dedicato nel 2011, nel 137° anniversario della sua nascita, si rifà a una tipica locandina degli spettacoli di Houdini.

Angolo Lettura

La Mennulara

domenica 24 marzo 2013 (8 anni fa)

La Mennulara: Questa settimana vi suggeriamo il romanzo di esordio della scrittrice anglo-siciliana Simonetta Agnello Hornby “La Mennulara”, scritto nel 2002. Il romanzo è ambientato nella Sicilia di metà Novecento, in un paesino chiamato Roccacolomba. La protagonista è Maria Rosaria Inzerillo, detta Mennulara, cioè raccoglitrice di mandorle. Una donna che, ufficialmente, era la cameriera della famiglia Alfallipe ma che ha sempre gestito, in modo mirabile, il patrimonio della famiglia. Una donna che sapeva solo leggere ma non scrivere, estremamente intelligente e onesta, una donna forte e volitiva, una donna che custodiva un grande segreto.

Il libro è estremamente coinvolgente, la protagonista suscita, nel lettore, sentimenti contrastanti odio, amore, compassione, stima ma soprattutto rispetto. Eccovi un breve assaggio: «Era una buia serata di dicembre, quando cala la notte alle quattro di pomeriggio, e loro due se ne tornavano in macchina dalla campagna. La Mennulara gli era seduta accanto, come soleva fare quando viaggiavano soli, arie da padrona con lui non se ne dava. Aveva preso da poco le redini dell’amministrazione degli Alfallipe ed era un periodo di conflitto tra lei e i mezzadri, restii ad accettare la sua autorità. Erano i tempi del bandito Giuliano, delle proteste dei braccianti, della lotta tra il vecchio ordine e una mafia in profonda trasformazione, una mafia sempre più aggressiva e consapevole del ruolo che si avviava a ricoprire nel conflitto politico e di classe nell’Italia democristiana. Ogni visita in campagna era un’avventura e un nuovo scontro. Per Don Paolino, amante del quieto vivere, il momento migliore era quello in cui si partiva dalla masseria, carichi di viveri e prodotti dell’orto.
Quel giorno l’automobile odorava di verdura appena raccolta e del profumo delle prime arance dell’annata. Don Paolino la guidava con cautela, pregustando la verdura bollita, con un filo d’olio nuovo e uno spruzzo di limone, che avrebbe mangiato a cena. Procedeva lentamente e con attenzione per la stradella piena di buche e pietre infide. Aveva sterzato con prudenza sulla lunga curva che seguiva il costone della montagna, a picco su un burrone pieno di rovi e sassi. Proprio allora, dopo la curva, avvenne il fermo. Tre uomini bloccavano la strada: li stavano aspettando.
Uno era al centro della stradella, gli altri ai lati, la lupara puntata; soltanto gli occhi gli si vedevano, schiacciati tra la coppola e la sciarpa che copriva il volto. La reazione della Mennulara fu immediata: gli pose la mano sulla coscia, senza vergogna, e gli disse: “Quando vi dico di andare, mettete la prima e andate veloce, capito? Ora fermatevi e fate come dicono”.
L’uomo al centro della strada urlò: “Spegnete i fari!”. Nella confusione don Paolino accese gli antiabbaglianti e si fermò. “Ti ho detto di spegnere i fari, cretino!” urlò ancora quello. Don Paolino obbedì e rimasero al buio. La Mennulara nel frattempo aveva abbassato il finestrino e senza aspettare che quello dal lato suo si avvicinasse, disse a voce alta e sicura, sporgendo fuori la testa: “Che volete?”. L’uomo si mosse lentamente, la lupara ancora puntata, e sempre guardandola diritto in faccia chiese: “E’ questa la macchina dell’avvocato Alfallipe?”. Il suo compagno, intanto osservava l’interno dell’automobile attraverso i finestrini, per assicurarsi che non vi fossero altri passeggeri.
La Mennulara rispose: “Lo sapete benissimo che questa macchina appartiene all’avvocato Alfallipe e che io sono la Mennulara, Maria Rosalia Inzerillo, e che questo al volante è don Paolino Annunziata, autista dell’avvocato. Devo tornare in paese a fare servizi a casa Alfallipe, perciò affrettatevi a dirmi ciò che mi dovete dire.” […] Questi fece la lupara lungo il fianco e posò lentamente il braccio sinistro sul finestrino abbassato; poi, prendendosi tutto il suo comodo, parlò: “Signorina questo è un avvertimento per voi: andare in campagna non vi fa bene, l’aria di paese è più salutare assai e meglio è che fate la cameriera a casa dell’avvocato Alfallipe senza prendervi pensiero di cose che a voi non vi riguardano”. […] La voce tonante di lei lo fece sobbalzare. Sbraitava, sputacchiando da tutte le parti, eppure le parole erano chiare e semplici: “A me così non parla nessuno, ma capisco che non è colpa vostra, o dei signori che sono con voi oggi, non vi hanno spiegato bene com’è la situazione, e non spetta a me dirvelo ora. Fatemi la cortesia di andare a riferire a don Vincenzo Ancona che la Mennulara gli manda i suoi saluti e che lo chiamerò presto, che non si scomodi a contattarmi, gli manderò una voce quando sono pronta a parlargli e che non si preoccupi, ‘fimmina di panza’ sono io, e ci rimango. Mi raccomando a voi di dargli questo messaggio subito, e ditegli pure che io non me ne faccio offesa di questo incontro con voi tutti, e non me la prendo a male, tanto di altri incontri non ce ne saranno, e mi avete fatto ritardare di poco il ritorno in paese. Ora devo andare, perché don Vincenzo lo sa bene che ‘serva’ e criata sono, della famiglia Alfallipe. Lui lo sa perché è così, lui tutto sa, e sa pure che ora devo badare alle proprietà dell’avvocato. In campagna ci devo venire; e l’aria di campagna a me fa bene assai. Quando ho bisogno di aiuto, non mi vergognerò a chiamarlo, lui lo sa che lo rispetto. Nel frattempo, buone feste e buon Natale a tutti voi, e ora spostatevi che sono in ritardo”
».

Scomparsi oggi

Renato Cesarini

data di nascita: mercoledì 11 aprile 1906 (114 anni fa)
data morte: lunedì 24 marzo 1969 (52 anni fa)

Renato Cesarini: Nato a Senigallia (in provincia di Ancona), e morto a Buenos Aires nel 1969, è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano di origine argentina. In Italia ha giocato, dal 1929 al 1935, nella Juventus (129 le presenze in serie A, con 46 reti), vincendo cinque scudetti.

A livello di Nazionali ha indossato due volte la maglia dell’Argentina e, da oriundo, undici volte quella dell’Italia, segnando tre gol.
Da allenatore ha guidato la stessa Juventus dal 1946 al 1948, classificandosi secondo dietro al “Grande Torino”, e dal 1959 al 1961, conquistando due scudetti e una Coppa Italia.

Ma il suo nome è noto anche ai giovani sportivi del terzo millennio per la cosiddetta Zona Cesarini, locuzione ancora oggi molto utilizzata (per esempio è il titolo di un programma di approfondimento sportivo di RadioRAI), non solo in ambito sportivo.

L’espressione deriva dal fatto che il 13 dicembre del 1931 segnò una rete, come già era avvenuto in campionato, all’ultimo minuto di gioco durante la partita amichevole Italia-Ungheria, ispirando ai cronisti sportivi di allora la coniazione del termine “zona Cesarini” per indicare il segnare nei minuti finali di una partita.

Johan Cruijff

data di nascita: venerdì 25 aprile 1947 (73 anni fa)
data morte: giovedì 24 marzo 2016 (5 anni fa)

Johan Cruijff: Nato ad Amsterdam (Olanda), è un ex dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore. Hendrik Johannes Cruijff (questo il suo nome completo) è tra i migliori calciatori della storia, tra i principali interpreti del “calcio totale” che ha cambiato radicalmente questo sport dal 1965 al 1975.

Anche i suoi soprannomi testimoniano, soprattutto alle nuove generazioni di sportivi, la sua bravura: “Profeta del gol” e “Pelé bianco”. Ha vinto anche tre palloni d’oro (1971, 1973 e 1974) e in carriera, fra Nazionale e squadre di club, ha segnato 402 reti in 716 partite. È uno dei sei che hanno vinto la Coppa Campioni da calciatore e da allenatore; gli altri sono Miguel Muñoz, Giovanni Trapattoni, Josep Guardiola, Frank Rijkaard e Carlo Ancelotti.

Dal 1964 ha giocato anche nell’Ajax, nel Barcellona e nel Feyenoord, dove nel 1984 ha concluso la sua grande carriera, caratterizzata, tra gli altri trofei, da 10 scudetti (9 in Olanda e 1 in Spagna) e da 3 Coppe dei Campioni.

Con la Nazionale olandese è sceso in campo 48 volte, segnando 33 reti e conquistando il secondo posto ai Mondiali del 1974 e il terzo posto agli Europei del 1976. Da tecnico ha allenato Ajax e Barcellona, conquistando anche 4 scudetti e 1 Coppa dei Campioni.

Dopo una grave e lunga malattia ai polmoni è morto a Barcellona il 24 marzo 2016.

Vigor Bovolenta

data di nascita: giovedì 30 maggio 1974 (46 anni fa)
data morte: sabato 24 marzo 2012 (9 anni fa)

Vigor Bovolenta: Nato a Contarina (dal 1995 non più comune ma frazione di Porto Viro, in provincia di Rovigo) e morto a Macerata nel marzo 2012, è stato un pallavolista. Per la sua altezza, 202 cm, è stato soprannominato il “Gigante del Polesine”.

In 22 anni di attività agonistica (prima con il numero 10 e poi con il 16), ha giocato come centrale a Ravenna, Roma, Palermo, Modena, Piacenza, Perugia e Forlì. I maggiori successi a livello di club li ha ottenuti a Ravenna, dal 1990 al 1997. Ha vinto uno scudetto, una Coppa Italia, tre Champions League, una Coppa CEV, due Supercoppe europee e una Coppa del Mondo per club. In A1 ha giocato 556 partite in 21 stagioni, 317 le vittorie.

Ha indossato la maglia azzurra per la prima volta il 3 maggio 1995 a L’Avana, nella gara persa per 3-1 dagli azzurri contro Cuba. Sono gli anni della guida tecnica di Julio Velasco, sono i magnifici anni della “generazione dei fenomeni”.

In 197 presenze con la Nazionale ha vinto quattro edizioni della World League, una Coppa del Mondo e due Europei, oltre all’argento ai Giochi olimpici di Atlanta 1996 e all’Europeo in Repubblica Ceca e un quarto posto a Pechino 2008 (a 34 anni).

Il 24 marzo 2012, durante una partita del campionato di B2 tra Forlì e Macerata, ha accusato un malore ed è morto nel locale ospedale.