Almanacco Del 23 Maggio 2021

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Oggi domenica 23 maggio 2021 (06:50)

E’ il 143° giorno dell’anno, 21ª settimana. Alla fine del 2021 mancano 222 giorni.

A Roma il sole sorge alle 04:43 e tramonta alle 19:31 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 04:43 e tramonta alle 19:56 (ora solare)
Luna: 3.00 (tram.) 15.53 (lev.)

Santi del Giorno

San Desiderio da Genova (Vescovo e Martire)
Servo di Dio Girolamo Savonarola (Domenicano, Riformatore)
San Giovanni Battista de’ Rossi (Sacerdote)

San Doroteo (Monaco russo)
San Guiberto di Gembloux (Monaco)
Sant’Efebo (Vescovo di Napoli)
Sant’Onorato di Subiaco (Abate)
Sant’Eutizio di Norcia (Monaco)
Sant’Ilarione Jugskie (Monaco russo)

Etimologia

Giovanna, derivante dall’ebraico “Yohanan”, che significa “Dio ha avuto misericordia”, veniva imposto originariamente a quei bambini nati dopo una lunga attesa da parte dei genitori. E’ uno dei nomi più diffusi in tutto il mondo, grazie anche a grandi figure del cristianesimo.

Proverbio del giorno

Maggio asciutto ma non tutto, gran per tutto; maggio molle, lin per le donne.

Aforisma del giorno

Non è contento colui che è creduto tale, ma chi lo crede di sé. (M. de Montaigne

Sei nato oggi?

 Trovarti dei difetti è difficile: buono, generoso e sincero, usi le tue doti per aiutare gli altri. Lavori molto e raggiungi ben presto posizioni elevate, ma sai anche gestire il tuo potere con giustizia e magnanimità. Qualche invidia e gelosia ti procureranno dei problemi in amore, che però saprai affrontare e risolvere magnificamente.

Oroscopo quotidiano

Oroscopo di Domenica 23 Maggio 2021

Accadde Oggi

Strage di Capaci

sabato 23 maggio 1992 (29 anni fa)

Strage di Capaci: «A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini». Una sorta di testamento spirituale che Giovanni Falcone lascia alla sua Palermo e a chiunque scelga di offrire le proprie gambe a quelle idee, per cui lui ha speso tutta una vita. La feroce vendetta della mafia non riuscirà a cancellare il suo alto esempio di difensore della legalità e di umile servitore dello Stato.

La sensazione di essere tra i principali bersagli della criminalità organizzata non ha mai abbandonato il giudice palermitano, da quando nel dicembre 1987 era arrivato a sentenza il primo maxiprocesso a “Cosa Nostra”, che aveva portato alla condanna di 360 imputati, tra affiliati e pericolosi boss latitanti. Un risultato ottenuto con anni di indagini condotte da lui e dagli altri componenti del pool antimafia.

A fare terra bruciata attorno a lui non è solo la mafia, bensì gli stessi ambienti giudiziari, che contestano i suoi metodi e la sua condotta con i testimoni di giustizia. Sospetti e calunnie che lo fanno sentire sempre più isolato e vulnerabile rispetto ai pericoli in agguato. Il primo viene messo in atto nella sua villa all’Addaura, presso Mondello, il 20 giugno del 1989, quando un agente della scorta rinviene sugli scogli un borsone con cinquantotto candelotti di dinamite.

Il clima di isolamento dei colleghi, unito alle pressioni delle istituzioni centrali preoccupate della sua incolumità, lo convincono nel 1991 ad allontanarsi dalla Sicilia e ad accettare l’incarico di dirigere la sezione Affari Penali del ministero di Grazia e Giustizia, presieduto da Claudio Martelli. Con quest’ultimo s’impegna a portare a termine un progetto che ha a cuore da tempo: la Superprocura antimafia.

L’idea di un coordinamento nazionale tra le procure impegnate nella lotta a “Cosa Nostra” spacca la magistratura tra favorevoli e contrari (tra questi il caro amico Paolo Borsellino), ma mette d’accordo quelli dall’altra parte della barricata, che vedono ormai in Falcone un nemico da abbattere. Su ordine del capo della cupola, al secolo Totò Riina, viene progettato, per il febbraio del 1992, un blitz armato a Roma contro il magistrato e il ministro Martelli, concepito anche per mandare un forte segnale allo Stato.

Il progetto viene rimandato perché nel frattempo maturano i presupposti per un altro assassinio: quello del deputato DC Salvo Lima, ucciso il 12 marzo 1992. Poco più di due mesi dopo si materializza un disegno criminale, tra i più efferati della storia repubblicana. Sabato 23 maggio alle 17.40, Falcone e la moglie, Francesca Morvillo, atterrano all’aeroporto palermitano di Punta Raisi. Da qui proseguono a bordo di tre Fiat Croma blindate, su una delle quali si mette alla guida lo stesso magistrato con accanto la moglie, scortata dalle altre due con dentro sei agenti.

Pochi minuti dopo aver imboccato l’autostrada A29, nelle vicinanze dell’uscita di Capaci, una mano assassina aziona con un radiocomando a distanza 500 chilogrammi di esplosivo, nascosti in un tombino dell’autostrada. Le lancette dell’orologio segnano le 17,56 quando l’istituto di Geofisica registra la tremenda esplosione. Un quarto d’ora dopo arrivano i primi soccorsi e lo scenario che si trovano davanti è agghiacciante: l’asfalto non c’è più e al suo posto c’è una voragine larga trenta metri e profonda otto, che racchiude un ammasso confuso di macerie, lamiere e corpi.

Catapultata a cinque metri di distanza c’è l’auto di testa della scorta, con dentro i corpi senza vita degli agenti Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. Viene trovata spezzata in due l’auto con la coppia che, ancora in vita, viene trasportata d’urgenza all’Ospedale civico di Palermo. Qui dopo quasi due ore di agonia si spegne Falcone e tre ore più tardi sua moglie Francesca. Se la cavano con ferite e traumi gli altri tre agenti e alcune persone che si sono trovate a passare in quei tragici istanti.

La notizia rimbalza sui TG nazionali e un senso di profondo sgomento attraversò tutto il paese. Allo sconforto di aver perso un simbolo della lotta a Cosa Nostra subentra la rabbia verso i politici, espressa soprattutto ai funerali per le vittime di Capaci, tenutisi nel duomo di Palermo e ai quali partecipa anche il neoeletto presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Una cerimonia commossa rimasta impressa nella memoria collettiva in particolare per il messaggio della vedova Schifani rivolto ai mafiosi.

Un’intercettazione telefonica metterà subito gli inquirenti sulla buona strada, nella ricerca di mandanti ed esecutori, individuati in Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano e Totò Riina (gli ultimi due catturati rispettivamente nel 1993 e nel 2006). Nel 2012 sarà arrestato il pescatore Cosimo D’Amato, con l’accusa di aver procurato il tritolo utilizzato per la detonazione, ricavandolo da ordigni bellici della Seconda guerra mondiale recuperati sui fondali marini della Sicilia.

Pubblicato “L’isola del tesoro” di Stevenson

mercoledì 23 maggio 1883 (138 anni fa)

Pubblicato “L’isola del tesoro” di Stevenson«…nell’anno di grazia 17, prendo in mano la penna e torno al tempo in cui mio padre gestiva la locanda dell'”Ammiraglio Benbow” e al giorno in cui il vecchio uomo di mare, abbronzato e sfregiato da una sciabolata, prese per la prima volta alloggio sotto il nostro tetto».

Un incipit che da oltre un secolo stimola la fantasia e il senso d’avventura di milioni di giovani lettori. Con il romanzo L’isola del tesoro, infatti, ebbe inizio il mito dei pirati e delle loro mappe con la celebre “X”, ad indicare tesori nascosti su sperdute isole del Pacifico.

Pubblicato il 23 maggio del 1883 dallo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson, il libro narra le vicende del 14enne Jim Hawkins che rimane affascinato dalla figura di un vecchio marinaio, ospitato nella locanda di famiglia, e dall’alone di mistero che lo circonda; il ritrovamento di una mappa nel baule di quest’ultimo, nel frattempo morto, porterà Jim ad avventurarsi tra luoghi esotici e feroci pirati.

Considerato un classico del romanzo di formazione, contribuì a delineare molti luoghi comuni dell’universo dei pirati, diventando una fonte inesauribile per la letteratura, il cinema e i fumetti. In Italia venne tratto dalla RAI uno sceneggiato televisivo, che presentava la sigla Quindici uomini sulla cassa del morto ispirata a un canto piratesco presente nel romanzo.

Mao Tse Tung lancia il “grande balzo in avanti”

23 Maggio 1958

Nel discorso conclusivo all’ottavo congresso del partito comunista cinese, Mao Tse Tung lancia la parola d’ordine del “grande balzo in avanti”. Nelle intenzioni del leader comunista, il piano quinquennale di riforme deve aiutare la Cina ad uscire dallo stato di arretratezza economica in cui versa.

Per questo, nei mesi seguenti, alle cooperative di lavoratori si sostituiranno le “comuni popolari”, veri e propri distretti urbani, dove a fianco dei campi agricoli sorgono le prime industrie. Ma la carestia causata dagli errori di pianificazione sarà secondo alcuni studiosi la più terribile nella storia del genere umano: tra il 1958 e il 1962 moriranno oltre 40 milioni di persone.

Nati in questo giorno

Rubens Barrichello

data di nascita: martedì 23 maggio 1972 (49 anni fa)

Rubens Barrichello: Nato a San Paolo in Brasile, anche se di origini italiane, è stato un pilota automobilistico. Dimostratosi una promessa sin dagli inizi, ha fatto il suo esordio in F1 nel 1993 e l’anno successivo ha ottenuto un record dopo essere scampato ad un incidente quasi fatale.

In carriera ha corso per scuderie come Jordan, Stewart, Ferrari, Honda, Brawn e Williams, vincendo 11 GP e arrivando 2 volte secondo al Mondiale prima nel 2002, con un finale intriso di polemiche, poi nel 2004. Entrambe le volte era alla guida di una Ferrari e sempre dietro solo al compagno di scuderia Michael Schumacher.

A 39 anni ha annunciato il ritiro dalla Formula 1, continuando però a correre nell’IndyCar e successivamente a gareggiare in patria nello Stock Car.

Daniele Massaro

data di nascita: martedì 23 maggio 1961 (60 anni fa)

Daniele Massaro: Nato a Monza, è un ex calciatore. Dal 1978 al 1995 è stato un attaccante di Monza, Fiorentina, Milan (in due periodi a Milano ha totalizzato 208 presenze in A, segnando 50 reti) e Roma.

Con la maglia rossonera sono arrivati i successi della sua carriera: quattro scudetti, tre Supercoppe italiane, una Coppa dei Campioni, una Champions League, tre Supercoppe UEFA e due Coppe Intercontinentali.

In Nazionale ha collezionato 15 presenze; ha partecipato, ma senza scendere in campo, ai vittoriosi Mondiali del 1982. Ha giocato, invece, nell’edizione del 1994, conclusasi con un secondo posto, dopo che l’Italia ha perso in finale ai rigori per 3 a 2 contro il Brasile. Tra i rigoristi che hanno sbagliato c’era anche Massaro (insieme a Franco Baresi e Roberto Baggio).

Angelo Ogbonna

data di nascita: lunedì 23 maggio 1988 (33 anni fa)

Angelo Ogbonna: Nato a Cassino (in provincia di Frosinone) da genitori nigeriani, è un calciatore, difensore del West Ham.

Angelo Obinze Ogbonna è cresciuto nelle giovanili granata (vi è arrivato a 14 anni per 3.000 euro), ha debuttato in serie A a 18 anni con il Toro l’11 febbraio 2007, in Torino-Reggina (1-2), schierato come titolare dall’allenatore Alberto Zaccheroni. Dopo 4 presenze in campionato, è stato ceduto al Crotone in serie B per la stagione 2007/08.

Nel campionato successivo è tornato nel capoluogo piemontese. Nel luglio 2013 è passato alla Juventus per 13 milioni di euro, vincendo la Supercoppa 2013, la Coppa Italia 2014/15 e gli scudetti 2013/14 e 2014/15. Dopo 41 partite in serie A in bianconero, è stato ceduto alla squadra inglese del West Ham per 11 milioni di euro.

Nel 2009 è stato convocato dalla Nazionale nigeriana ma ha rifiutato nella speranza di poter indossare la maglia azzurra e, infatti, nell’agosto dello stesso anno è stato convocato dall’Under 21, partecipando anche alle qualificazioni per l’Europeo di categoria.

Nel giugno 2011, Ogbonna è stato convocato da Cesare Prandelli nella Nazionale maggiore ma ha esordito solo il successivo 11 novembre nella partita Polonia-Italia, sostituendo Domenico Criscito come terzino sinistro. Ha partecipato agli Europei del 2012 ma non è mai sceso in campo. Fino al 2016 ha collezionato 13 presenze.

Eventi Sportivi

Milan campione d’Europa per la settima volta

mercoledì 23 maggio 2007 (14 anni fa)

Milan campione d’Europa per la settima volta: La finale della 15ª UEFA Champions League si gioca allo Stadio Olimpico di Atene. Le finaliste sono il Milan, allenato da Carlo Ancelotti (in semifinale ha superato il Manchester United), e il Liverpool di Rafael Benítez (che ai rigori ha eliminato il Chelsea). Per i milanisti è la rivincita della finale di Istanbul del 2005, persa ai rigori.

Tra i protagonisti in campo ci sono: per i rossoneri Oddo, Nesta, Maldini, Kaká (capocannoniere della competizione con 10 reti), Pirlo e Inzaghi; per gli inglesi Xabi Alonso, Steven Gerrard e Javier Mascherano.

Il goleador Filippo Inzaghi segna una doppietta, gli inglesi accorciano le distanze con una rete di Dirk Kuijt, e capitan Maldini può sollevare la tanto sospirata Coppa, la settima (ovviamente compresa la Coppa dei Campioni) su undici finali. Per il Liverpool è la seconda sconfitta su sette finali giocate.

Il Milan ottiene anche il diritto di partecipare alla Supercoppa UEFA 2007 (che conquisterà per la quinta volta, sconfiggendo il Siviglia) e alla Coppa del mondo per club FIFA 2007 (che vincerà per la prima volta battendo il Boca Juniors).

I Doodle di Google

Il sintetizzatore e Robert Moog

23 maggio

Il sintetizzatore e Robert Moog: Dall’album Abbey Road dei Beatles alla celebre Riders on the storm dei Doors, passando per i grandi successi dei Rolling Stones. In comune hanno il suono inconfondibile del sintetizzatore Minimoog, senza il quale perderebbero un po’ del loro fascino. Lo strumento, in grado di riprodurre il suono di altri strumenti e altri effetti acustici, fu ideato dall’ingegnere elettronico Robert Moog, considerato un pioniere della musica elettronica. Lo stesso fondò una fabbrica di strumenti musicali, oggi tra le prime al mondo, che in seguito dovette cedere pur conservando il ruolo di direttore.

Per omaggiarlo al meglio in occasione del 78° anniversario della nascita, nel 2012 Google ha pubblicato un doodle interattivo (visibile in tutto il mondo). Attraverso l’uso di tastiera e mouse è possibile suonare un sintetizzatore, modificare le tonalità e registrare più tracce. Il risultato si può condividere creando un apposito link.

Scomparsi oggi

Vito Schifani

data di nascita: martedì 23 febbraio 1965 (56 anni fa)
data morte: sabato 23 maggio 1992 (29 anni fa)

Vito Schifani: Nato a Palermo e morto a Capaci nel 1992, agente di Polizia della scorta di Giovanni Falcone, rimasto ucciso nella strage di Capaci.

Schifani guidava la prima delle tre auto che accompagnavano Falcone dall’aeroporto di Punta Raisi (il magistrato era di ritorno da Roma) a Palermo. L’esplosione, avvenuta sull’Autostrada A29, all’altezza dello svincolo per Capaci, investì direttamente la sua auto, uccidendo sul colpo Schifani e gli altri due agenti e, dopo ore di agonia, il giudice Falcone e la moglie.

Il 23 maggio 1992 Schifani, 27enne, lasciò la moglie Rosaria e un figlio di 4 mesi. Dopo il riconoscimento della Medaglia d’oro al valor civile, nel 2007 gli è stato intitolato lo Stadio delle Palme di Palermo, ricordando la sua natura di atleta e di specialista nei 400 metri.

Nel 2012 è andato in onda su La7 il film “Vi perdono ma inginocchiatevi”, sulla vita dei tre poliziotti uccisi e dei loro familiari fino alla strage di Capaci. Il ruolo di Schifani è stato interpretato da Vito Di Bella.

Giovanni Falcone

data di nascita: giovedì 18 maggio 1939 (82 anni fa)
data morte: sabato 23 maggio 1992 (29 anni fa)

Giovanni Falcone: Un magistrato che ha dedicato la vita alla lotta contro la mafia, per molti il più alto esempio italiano di uomo delle istituzioni. Tra i primi a parlare di Cosa nostra come “organizzazione parallela allo Stato”, i suoi metodi di lavoro innovarono l’attività investigativa.

Nato a Palermo, conseguita la laurea in Giurisprudenza con lode all’Università di Palermo, nel 1964 vinse il concorso in magistratura e ricoprì per circa dodici anni il ruolo di sostituto procuratore presso il Tribunale di Trapani. Chiamato dal giudice Rocco Chinnici (vittima di un attentato insieme alla scorta) a investigare sulla criminalità siciliana e sui contatti con quella americana, nel 1982 entrò nel pool antimafia ideato dallo stesso Chinnici e diretto da Antonino Caponnetto.

Insieme con altri colleghi, su tutti l’amico fidato Paolo Borsellino, inaugurò un nuovo approccio nelle indagini, attraverso un’efficace gestione dei pentiti. Uno di questi, Tommaso Buscetta, gli svelò la struttura tentacolare della cupola siciliana, dando un contributo decisivo all’organizzazione del primo, storico, maxiprocesso alla mafia. Il procedimento si aprì il 10 febbraio del 1986, portando alla sbarra oltre 400 imputati, tra cui boss latitanti come Riina e Bernardo Provenzano.

Seguirono anni di delusioni, come la mancata nomina a successore di Caponnetto e lo scioglimento del pool, e di veleni, legati alle lettere anonime del famigerato “Corvo” e alle invidie dei colleghi (da cui l’espressione “palazzo dei veleni” per indicare la Procura di Palermo). Scampato a un primo attentato nel 1989, nella sua villa all’Addaura, fu nominato Procuratore aggiunto di Palermo dal CSM e in seguito chiamato a dirigere la sezione Affari Penali del ministero di Grazia e Giustizia, presieduto da Claudio Martelli.

Accusato da molti di brama di potere, per la sua candidatura a coordinare il nuovo progetto di una Superprocura antimafia (ideato insieme con Martelli), ricevette l’incarico di “superprocuratore” il 22 maggio del 1992. Il giorno dopo perse la vita, con la moglie e tre agenti della scorta, nella tragica strage di Capaci, di cui furono accusati, come mandanti, Riina e Provenzano. “Medaglia d’oro al valor civile”, nel 2006 venne inserito dal settimanale Time tra gli eroi degli ultimi 60 anni.

Roger Moore

data di nascita: venerdì 14 ottobre 1927 (93 anni fa)
data morte: martedì 23 maggio 2017 (4 anni fa)

Roger Moore: Con sette film all’attivo è il volto più rappresentativo della saga dell’agente segreto James Bond, interpretato dal 1973 al 1987. Nato a Londra, è stato una star del cinema e della TV.

A dargli la notorietà sul piccolo schermo sono le serie Il Santo (1962-1969) e Attenti a quei due (1971), che ne mettono in risalto fascino e vigore fisico e lo lanciano al cinema, dove aveva recitato in film di scarsa presa sul pubblico.

Dopo il successo di “007” partecipa a numerosi film, accanto a Elizabeth Taylor, Vittorio Gassman, Anthony Perkins e Gene Wilder. Nominato Cavaliere dell’Impero Britannico nel 2003 dalla regina Elisabetta II, è sensibile ai diritti degli animali.

Provato da una lunga battaglia contro il cancro, muore il 23 maggio del 2017 in Svizzera.