Almanacco Del 23 Febbraio

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E’ il 54° giorno dell’anno, 8ª settimana. Alla fine del 2021 mancano 311 giorni.

A Roma il sole sorge alle 06:53 e tramonta alle 17:53 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 07:11 e tramonta alle 18:01 (ora solare)
Luna: 4.30 (tram.) 13.34 (lev.)

Santi del Giorno

San Policarpo (Vescovo e Martire)
San Primiano di Ancona (Vescovo e Martire)
San Sereno (o Sireno o Sinero) di Sirmio (Martire)
San Villigiso (Willigiso, Vescovo di Magonza)
Santa Milburga (Badessa)

Etimologia

Giuseppina, diminutivo femminile di Giuseppe, ed oggi ancora diffuso, anche se in declino, resiste soprattutto nel Sud Italia. Il termine deriva dall’ebraico “Yoseph”, personale grecizzato poi in “Iòsepos”, dal significato originario di: “Dio aggiunge”.

Proverbio del giorno

A Carnevale ogni scherzo vale.

Aforisma del giorno

Vi sono persone che senza i loro difetti mai avrebbero fatto conoscere le loro buone qualità. (L. de Clapiers)

Sei nato oggi? 

Sei dotato di un formidabile sesto senso che ti porta a comprendere il risvolto segreto della vita e ti permette di scegliere con sicurezza il modo migliore di muoverti. Nel lavoro sei fortunato e, anche se non riuscirai a raggiungere le vette del potere, sarai comunque soddisfatto e non avrai mai problemi economici. In amore potrai contare su un affetto solido e sicuro.

Oroscopo quotidiano

Oroscopo di Martedì 23 Febbraio 2021

Accadde Oggi

La Bibbia di Gutenberg inaugura l’età del libro

domenica 23 febbraio 1455 (566 anni fa)

La Bibbia di Gutenberg inaugura l’età del libro: Prima di questa data il libro era qualcosa di raro e accessibile solo a pochi. Grazie all’ingegno di un tipografo tedesco divenne il principale strumento di diffusione della cultura, ampliando l’accesso al sapere e segnando la nascita dell’uomo moderno, prima ancora della scoperta di Colombo.

Figlio di un incisore della zecca di Magonza, Johannes Gutenberg lavorava come orafo e incisore nella sua città, che fu costretto a lasciare per la feroce contesa tra nobiltà e classi artigiane, trasferendosi a Strasburgo. Qui si occupò del conio delle monete e, aspetto più influente sulle sue attività future, della lavorazione dei metalli. Quest’ultima esperienza fu la base di partenza per l’ideazione di un nuovo sistema di riproduzione dei libri.

Per secoli la copia dei testi era stata affidata al certosino lavoro degli amanuensi di professione, che copiavano parola per parola realizzando veri e propri capolavori destinati ad un pubblico elitario. Tuttavia, nella loro attività erano frequenti errori ed omissioni, involontari o dettati dalla censura del tempo.

All’inizio del XV secolo venne introdotta una tecnica basata su una matrice di legno, sulla quale era impressa un’intera pagina. Questo sistema si rivelò presto scomodo e anti economico dal momento che la matrice risultava dopo poco inutilizzabile.

Forte della sua esperienza con i metalli, Gutenberg, tornato a Magonza, mise a punto una lega di piombo e metallo da cui fu possibile ricavare singoli caratteri, riutilizzabili ogni volta. Bastava solamente cambiarne la disposizione sotto la pressa e si otteneva un diverso risultato sul foglio. La cosiddetta stampa a caratteri mobili fu utilizzata inizialmente per indulgenze, calendari e grammatiche. Ma la vera sfida fu riuscire a riprodurre un’opera complessa e voluminosa come la Bibbia.

Per tuffarsi in quest’impresa fu indispensabile il sostegno economico del banchiere Johann Fust che divenne suo socio in affari. L’operazione ebbe inizio nel 1452 prendendo come riferimento la cosiddetta Vulgata di San Girolamo, versione in latino del V secolo. I due volumi, comprendenti Antico e Nuovo Testamento, furono stampati su carta di stracci (in fibra di pergamena), in seguito anche su canapa italiana.

Molti aspetti riflettevano la tradizione dei manoscritti: l’assenza di frontespizio, l’uso di capilettera realizzati a mano da artisti e la disposizione del testo in ogni pagina su due colonne di 42 righe ciascuna, da cui il nome Bibbia delle 42 linee con cui tale versione divenne popolare.

Alla prima copia, data alla luce il 23 febbraio, ne seguirono altre 200 circa che fecero la fortuna del sistema a caratteri mobili. Di questo successo Gutenberg ne fu toccato marginalmente, dal momento che il suo nome non compariva su nessun testo. Per ragioni economiche, infatti, aveva dovuto cedere i diritti sulla sua invenzione a Fust, il solo che riuscì a trarne profitto. Solo attraverso le testimonianze dell’epoca fu possibile successivamente riconoscere i meriti del tipografo tedesco.

Su modello della Bibbia del 1455 furono riprodotte numerose opere, denominate incunaboli, fino a tutto il 1500. La prima tipografia italiana a realizzare incunaboli nacque a Subiaco nel 1465, dove tra i primi esemplari uscì il «De civitate Dei» di Sant’Agostino (una copia è oggi conservata alla Biblioteca di Storia Patria di Napoli). Nei secoli a seguire le tecniche di stampa si affinarono sempre più elevando il libro a sublime forma d’arte.

La Bibbia di Gutenberg, di cui oggi rimangono poche decine di esemplari sparsi in tutta Europa, è considerato il primo libro stampato del mondo occidentale, da cui prese piede quel processo storico che rivoluzionò i concetti di cultura e istruzione.

Trattato Cuba – Stati Uniti

23 febbraio 1903

Gli Stati Uniti siglano con la neonata repubblica di Cuba, guidata dal cittadino americano Tomás Estrada Palma, il Cuban-American Treaty. Il trattato assegna la baia di Guantanamo, di proprietà del demanio cubano, agli Stati Uniti in gestione “uti dominus“, come ne fossero proprietari.

Divenuta una base militare, dal 2002 Guantanamo ospita un famigerato campo di prigionia per presunti terroristi più volte denunciato da Amnesty International per le continue violazioni dei diritti umani.

Nati in questo giorno

Vito Schifani

data di nascita: martedì 23 febbraio 1965 (56 anni fa)
data morte: sabato 23 maggio 1992 (28 anni fa)

Vito Schifani: Nato a Palermo e morto a Capaci nel 1992, agente di Polizia della scorta di Giovanni Falcone, rimasto ucciso nella strage di Capaci.

Schifani guidava la prima delle tre auto che accompagnavano Falcone dall’aeroporto di Punta Raisi (il magistrato era di ritorno da Roma) a Palermo. L’esplosione, avvenuta sull’Autostrada A29, all’altezza dello svincolo per Capaci, investì direttamente la sua auto, uccidendo sul colpo Schifani e gli altri due agenti e, dopo ore di agonia, il giudice Falcone e la moglie.

Il 23 maggio 1992 Schifani, 27enne, lasciò la moglie Rosaria e un figlio di 4 mesi. Dopo il riconoscimento della Medaglia d’oro al valor civile, nel 2007 gli è stato intitolato lo Stadio delle Palme di Palermo, ricordando la sua natura di atleta e di specialista nei 400 metri.

Nel 2012 è andato in onda su La7 il film “Vi perdono ma inginocchiatevi”, sulla vita dei tre poliziotti uccisi e dei loro familiari fino alla strage di Capaci. Il ruolo di Schifani è stato interpretato da Vito Di Bella.

Simona Molinari

data di nascita: mercoledì 23 febbraio 1983 (38 anni fa)

Simona Molinari: Voce intensa e ritmi swing fanno di lei un’artista tra le più raffinate della nuova generazione.

Napoletana di nascita, ma aquilana d’adozione, visto che risiede da sempre nel capoluogo abruzzese, Simona Molinari si forma musicalmente all’insegna del jazz e della musica classica, diplomandosi presso il conservatorio Alfredo Casella dell’Aquila.

Nel 2006 ottiene il riconoscimento come “Miglior cantante” alla manifestazione “Premio 25 aprile” ed esordisce in teatro, collaborando, tra gli altri, con Michele Placido, Caterina Vertova e Giò Di Tonno. Nel 2008 vince il concorso Sanremolab, aprendosi la strada al Festival di Sanremo 2009, dove gareggia tra le “Proposte” con il brano Egocentrica (inserito nell’omonimo album d’esordio).

Si dimostra vicina alla sua terra e alle vittime del sisma del 2009, raccogliendo fondi con il singolo “Ninna nanna”, inciso con il pianista classico Nazzareno Carusi, e prendendo parte al concerto “Amiche per l’Abruzzo”.

Premiata ai Wind Music Awards come “miglior Giovane Artista”, dal 2011 inizia a collaborare con il cantante italo americano Peter Cincotti, incidendo l’album “Tua” e presentandosi in coppia a Sanremo 2013 con la canzone La felicità, classificatasi al 13° posto. Alla fine della kermesse, pubblica il quarto album Dr. Jekyll Mr. Hyde. Nel 2015 arriva il suo quinto lavoro: Casa mia. Nell’ottobre 2018 partecipa al programma “#CR4 – La Repubblica delle Donne”, condotto da Piero Chiambretti su Retequattro.
Nel Festival di Sanremo 2020 partecipa alla serata dei duetti cantando con Raphael Gualazzi una cover del famoso brano di Mina del 1964: E se domani.

Nasce Stefania Rotolo

23 febbraio 1951

Nasce a Roma Stefania Rotolo, cantante, showgirl e ballerina italiana. La consacrazione televisiva arriva nel 1979 con “Tilt”. Stefania Rotolo muore prematuramente nel 1981. Renato Zero, suo grande amico, le dedica la canzone “Ciao Stefania”.

Nati… sportivi

Arianna Barbieri

data di nascita: giovedì 23 febbraio 1989 (32 anni fa)

Arianna Barbieri: Nata a Camposampiero (in provincia di Padova), è una nuotatrice, specializzata nel dorso. In occasione degli Europei di nuoto di Debrecen (Ungheria), nel maggio 2012, ha vinto 3 medaglie d’argento nei 50 e nei 100 dorso e nella staffetta 4×100 mista.

Primatista italiana nei 100 metri dorso e nella staffetta 4×100 mista, ha partecipato alle Olimpiadi di Londra 2012, dov’è arrivata in semifinale dei 100 m dorso, classificandosi al 13° posto con il tempo di 1’00″27. In batteria, con un tempo inferiore di due centesimi, ha stabilito il record nazionale.
Ma la gara vinta più importante è senz’altra quella contro un tumore.

Eventi Sportivi

Le Olimpiadi di Albertville

domenica 23 febbraio 1992 (29 anni fa)

Le Olimpiadi di Albertville: Con la cerimonia di chiusura chiudono i battenti i XVI Giochi Olimpici invernali di Albertville (Francia). La Germania, con 26 medaglie, guida il medagliere finale. Ottimo bottino per l’Italia: 4 ori, 6 argenti e 4 bronzi.

I campioni olimpici azzurri sono: Stefania Belmondo, nella 30 km di sci di fondo (ma anche medaglia d’argento nell’inseguimento 15 km e di bronzo nella staffetta 4×5 km); Alberto Tomba nello sci alpino (primo nello slalom gigante e secondo in quello speciale); Deborah Compagnoni, oro nel Super G, e Josef Polig, a sorpresa primo nella combinata, seguito al secondo posto dal connazionale Gianfranco Martin.

I Doodle di Google

Hyo-seok Lee

23 febbraio

Hyo-seok Lee: Conosciuto con lo pseudonimo di Gasan, Lee Hyo-seok è stato uno dei principali scrittori coreani d’inizio ‘900, nel periodo in cui la penisola coreana era ancora unita sotto il protettorato del Giappone. Formatosi attraverso le letture di Cechov e Thomas Mann, ha scritto oltre 70 opere, in cui prevalgono le sue idee politiche d’impronta socialista e la sua attenzione alla dimensione erotica.

Alla sua opera più nota, Quando fiorisce il grano saraceno, è ispirato il doodle locale (visibile in Corea del Sud), pubblicato nel 2012, a 105 anni dalla nascita dello scrittore. Nel disegno sono ritratti i due protagonisti calati nello scenario di Pyeongchang, città natale di Hyo e famosa per la produzione di grano saraceno.

Angolo Lettura

Reparto numero 6

domenica 23 febbraio 2014 (7 anni fa)

Reparto numero 6: Questa settimana consigliamo la lettura del libro “Reparto numero 6”, dello scrittore russo Anton Čechov. E’ sicuramente uno dei più famosi racconti dell’autore.

In un reparto psichiatrico di un ospedale di provincia, il dottor Ragin, responsabile e neuropsichiatra, è incapace di reagire alla tragica situazione. I malati giacciono abbandonati e totalmente esiliati, sono costantemente picchiati da Nikita, il guardiano. Ragin periodicamente visita il reparto e, durante un giro di perlustrazione, si ferma a parlare con Ivan Dmitric paziente ricoverato. I colloqui tra i due diventano estremamente interessanti, forse Dmitric è la persona più interessante, sagace e colta che Ragin abbia mai conosciuto. Perché Dmitric è ricoverato? Perché molti “pazzi” continuano a girare liberi per la città e ad altri non è consentito farlo? In base a quale criterio una persona viene considerata folle?

Una denuncia sociale del sistema sanitario russo, un’allegoria della vita e della morte, un’accusa spietata contro l’ignoranza e l’oscurantismo.

Di seguito un brano tratto dal racconto: «Una sera di primavera, sul finire di marzo, che già in terra non c’era più neve, e nel giardino dell’ospedale cantavano gli storni, il dottore era uscito ad accompagnare fino al cancello l’ufficiale di posta suo amico. Per l’appunto in quel momento, ecco entrare nel cortile Moisejka l’ebreo, di ritorno col suo bottino. Stava senza cappello, coi piedi nudi infilati in due cenci di calosce, e fra le mani reggeva una sacchetta con la roba limosinata.

– Dammi il soldino! – si rivolse al dottore, tremando di freddo e sorridendogli.
Andrej Efimyc, che non era mai stato capace di rifiutare, gli diede una monetina da quaranta centesimi.
“Che cosa penosa! – pensò, guardando a quei piedi nudi, dai rossi, scarni metatarsi. – Vedi un po’, è bagnato fradicio”.
E, mosso da un sentimento fra la pietà e il disgusto, s’avviò verso il padiglione dietro all’ebreo, sbirciando ora la sua testa calva, ora i suoi metatarsi. All’entrar del dottore, dal mucchio di ciarpame saltò giù Nikita, e si stiracchiò.
– Salute, Nikita – disse mollemente Andrej Efimyc. – Se a quest’ebreo si desse un paio di scarpe, che ne dici? Altrimenti, si raffredderà.
– Benissimo, Eccellenza. Ne riferirò all’economo.
– Sì, fa’ il favore. Chiediglielo a nome mio. Digli che te l’ho detto io.

La porta che dall’atrio metteva nella corsia era spalancata. Ivan Dmitric, sollevandosi sul gomito dal giaciglio su cui stava sdraiato, tese allarmato l’orecchio alla voce estranea, e di colpo riconobbe il dottore. Tutto fremente d’ira, saltò a terra, e col viso congestionato e cattivo, gli occhi sbarrati, corse nel mezzo dello stanzone.

– E’ venuto il dottore! – gridò, e ruppe in una sghignazzata. – Finalmente! Signori, i miei rallegramenti: il dottore ci degna d’una visita! Rettile maledetto! – stridette, e in un trasporto di furore, come ancora non lo avevano mai visto qui dentro, pestò col piede sul pavimento. – Bisogna ammazzarlo, questo rettile! No, ammazzarlo è poco: affogatelo in un cesso!
Andrej Efimyc, a udir quelle grida, dall’atrio allungò un’occhiata in corsia, e domandò col suo tono molle:
– Ma che c’è?
– Che c’è? – gridò Ivan Dmitric, avvicinandosi a lui con un’aria minacciosa, e febbrilmente s’avvoltolava nella sua vestaglia. – Che c’è? Ladro! – sbottò con avversione, facendo con le labbra una smorfia come se volesse sputare. – Ciarlatano! Boia!
– Calmatevi, – disse Andrej Efimyc, con un sorriso colpevole. – Vi posso garantire che io non ho mai rubato nulla: quanto al resto poi, è probabile che esageriate molto. Vedo bene che siete inquieto con me.
Calmatevi, vi prego, se potete; e ditemi a mente fredda: perché siete così inquieto?
– E perché, voi, mi tenete qui?
– Perché siete malato.
– Sì, sarò malato. Ma ci sono, vero?, decine, centinaia di pazzi che girano in libertà, per la ragione che la vostra ignoranza è incapace di distinguerli dai sani. E perché mai, dunque, io e questi altri disgraziati dobbiamo stare rinchiusi qui dentro per conto di tutti, come capri espiatori? Voi, l’assistente, l’ispettore e tutta la vostra feccia ospedaliera siete, dal punto di vista morale, senza paragone più in basso che ciascuno di noi: perché dunque noi stiamo rinchiusi, e voi altri no? Dove sta la logica?
– La morale e la logica, nel nostro caso, non c’entrano. Tutto dipende dal caso. Chi han chiuso dentro, quello ci sta, e chi non ci han chiuso, se la spassa: ecco tutto! Nel fatto che io sia un dottore, e voi un malato di mente, non c’è né morale né logica: si tratta esclusivamente di una combinazione senza senso.
– Questa è una pappolata che non capisco… – mormorò sordamente Ivan Dmitric, e si sedette sul suo giaciglio.

Intanto Moisejka, che Nikita si peritava di perquisire alla presenza del dottore, veniva disponendo sul suo letto tozzi di pane, cartacce e ossicini, e ancor tutto tremante di freddo, cominciò, in fretta e cantilenando, un discorso in ebraico. S’immaginava, probabilmente, d’aver aperto bottega.
– Mandatemi in libertà – esclamò Ivan Dmitric, e la sua voce ebbe un tremito.
– Non posso.
– Ma perché, dunque? Perché?
– Perché non è in mio potere. Riflettete voi stesso: che utilità vi verrebbe, se io vi mandassi libero? Su, andate. Gli abitanti della città, o la polizia, vi fermeranno, e vi riporteranno indietro.
– Sì, sì, questo è vero… – proruppe Ivan Dmitric, e si terse la fronte. – E’ una cosa tremenda! Ma io, dunque, che devo fare? che devo fare?
La voce di Ivan Dmitric, e il suo giovane viso intelligente, con tutte quelle smorfie, erano piaciuti ad Andrej Efimyc. Gli era nata una voglia di trattare con maniere affettuose il giovane, e così tranquillizzarlo. Si sedette al suo fianco sul giaciglio, pensò un po’, e disse:
– Voi mi chiedete cosa fare. La miglior cosa, nella vostra posizione, sarebbe di fuggirvene di qui. Ma, purtroppo, non vi riuscirebbe d’alcun utile. Sareste ripreso. La società, quando si tratta di proteggersi dai criminali, dai malati psichici e dagli indesiderabili in genere, è veramente invincibile. Vi rimane soltanto un’uscita: trovare la calma nel pensiero che la vostra permanenza qui è inevitabile.
– A nessuno ne viene in tasca niente.
– Ma una volta che le carceri e i manicomi esistono, bisogna pure che qualcuno ci stia rinchiuso dentro! Se non sarete voi, sarò io; se non sarò io, sarà un terzo qualsiasi. Abbiate pazienza: quando, in un lontano avvenire, carceri e manicomi termineranno la loro esistenza, allora non ci saranno più né inferriate alle finestre, né camicioni da ospedale. In fondo, prima o poi, quest’epoca arriverà.
Ivan Dmitric ebbe un sorriso ironico».

Scomparsi oggi

Carl Friedrich Gauss

data di nascita: mercoledì 30 aprile 1777 (243 anni fa)
data morte: venerdì 23 febbraio 1855 (166 anni fa)

Carl Friedrich Gauss: Ricordato come il più grande matematico della modernità, i suoi studi hanno influito profondamente sull’evoluzione delle scienze matematiche, fisiche e naturali.

Nato a Braunschweig, in Germania, già da bambino si distinse per le eccellenti doti matematiche tanto che il Duca di Brunswick, nel 1792, decise di finanziarne gli studi al “Collegium Carolinum”, oggi la più antica università di Tecnologia della Germania. Nel 1795 passò all’Università di Gottinga, dove ottenne il suo primo grande risultato nel campo matematico: riuscì a dimostrare che un poligono regolare è costruibile con riga e compasso.

Inventò poi l’aritmetica modulare, strumento fondamentale della teoria dei numeri, e dette la prima dimostrazione della legge di reciprocità quadratica; congetturò per primo la validità del teorema dei numeri primi e scoprì che tutti i numeri naturali sono rappresentabili al più come somma di tre numeri triangolari. Gauss, tuttavia, non amava pubblicare le proprie scoperte se prima non fossero state rigorosamente dimostrate, essendo maniaco del perfezionismo assoluto. Il suo motto era infatti Pauca sed matura, dal latino “poche cose ma mature”. Era solito, invece, appuntarle in modo cifrato su un diario personale, sul quale sono state ritrovate molte importanti scoperte matematiche, decenni prima che i suoi contemporanei le pubblicassero.

Nella tesi di dottorato l’illustre matematico dimostrò il teorema fondamentale dell’algebra e, qualche anno dopo, nel 1801, diede un considerevole contributo nel campo dell’astronomia. Quando, infatti, l’astronomo italiano Giuseppe Piazzi scoprì l’asteroide Cerere, che scomparve dietro la luna poco dopo, Gauss predisse il punto esatto in cui sarebbe riapparso, utilizzando il suo metodo dei minimi quadrati. Questa esperienza e il timore di perdere l’appoggio economico del Duca lo spinsero a cercare un incarico stabile. Nel 1807, divenne perciò professore di Astronomia e Direttore dell’osservatorio di Gottinga, incarico che mantenne fino alla morte.

Gauss fu anche il primo a scoprire le potenzialità della geometria non euclidea, una delle più importanti rivoluzioni matematiche di tutti i tempi, che consiste sostanzialmente nel negare uno o più dei postulati di Euclide e che portò, fra l’altro, alla teoria della relatività generale di Einstein. Nel 1831, scoprì una nuova legge del campo elettrico, il teorema del flusso, e nel 1833, insieme all’amico professore di fisica Wilhelm Eduard Weber, costruì un primitivo telegrafo elettromagnetico. Inventò, inoltre, l’eliotropo: uno strumento che usa degli specchi per riflettere i raggi solari a grandi distanze, utilizzato per segnalare la posizione dei partecipanti durante un rilevamento topografico.

Morì il 23 febbraio del 1855 a Göttingen. Il suo cervello fu studiato da Rudolf Wagner che scoprì essere ricco di circonvoluzioni. Un secolo dopo, qualcuno ipotizzò che a ciò fosse dovuto il suo genio. Nel 2006, infine, l’Unione Matematica Internazionale e la Società Matematica Tedesca istituirono il Premio Carl Friedrich Gauss, riconoscimento matematico per gli studiosi che con i loro studi danno contributi matematici che trovano importanti applicazioni oltre la matematica stessa.

Stan Laurel

data di nascita: lunedì 16 giugno 1890 (130 anni fa)
data morte: martedì 23 febbraio 1965 (56 anni fa)

Stan Laurel: Un genio assoluto della comicità di cui fu un innovatore nella fisicità e nel linguaggio, entrando nella storia del cinema con il celebre duo Stanlio & Ollio.

Nato a Ulverston, nel nordovest dell’Inghilterra, e morto a Santa Monica nel febbraio del 1965, cominciò come attore a teatro, con piccoli ruoli negli spettacoli di pantomima. La svolta avvenne quando entrò nella compagnia che aveva come capocomico un certo Charles Chaplin, da cui avrebbe appreso la mimica e la gestualità.

È del 1921 il primo film in coppia con Oliver HardyThe Lucky Dog (“Cane fortunato”), ma solo con il cortometraggio Putting Pants on Philip (“Metti i pantaloni a Philip”), del 1927, esordirono come “Stanlio & Ollio”. Di qui lavorarono senza sosta per cinque anni, girando più di settanta comiche, tra mute e sonore, interpretando due amici inseparabili, ingenui, bistrattati da tutti.

Lavoratore instancabile, che seguiva ogni fase del film da regista e montatore, nel 1932 venne premiato con l’Oscar, insieme all’inseparabile amico, per il cortometraggio “The Music Box” e, nel 1961, ricevette invece quello alla carriera. Quando Hardy morì, Stan decise di abbandonare il set, a sottolineare lo stretto legame artistico e umano tra i due. Legame che è raccontato nel film del 2018 Stanlio & Ollio.

Muore Nino Taranto

23 febbraio 1986

Muore a Napoli Nino Taranto, grande attore comico italiano, indimenticabile spalla di Totò in molti dei suoi film. La scena della vendita della Fontana di Trevi, in “Toto Truffa ‘62”, fa ormai parte della storia del cinema comico italiano.

Taranto inizia la sua carriera nel 1933 nel teatro di rivista. Oltre al teatro e al cinema, è uno dei comici in assoluto più presenti nella radio e, dagli anni ’60, colleziona innumerevoli apparizioni televisive, che contribuiscono a rafforzarne la fama.

Muore Valentino Bompiani

23 febbraio 1992

Muore a Milano Valentino Bompiani, editore e scrittore italiano. Nel 1929, fonda la casa editrice che porta il suo nome e che in pieno clima di guerra dà il via al grande progetto del “Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature”.

Dal 1953 al 1971 dirige una delle poche riviste italiane di teatro, “Sipario“. Nel 1972, Bompiani vende la casa editrice al gruppo Rizzoli.

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