Almanacco Del 22 Dicembre 2021

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Oggi mercoledì 22 dicembre 2021 (07:00)

E’ il 356° giorno dell’anno, 52ª settimana. Alla fine del 2021 mancano 9 giorni.

A Roma il sole sorge alle 07:35 e tramonta alle 16:42 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 08:02 e tramonta alle 16:42 (ora solare)
Luna: 10.14 (tram.) 19.36 (lev.)

Santi del Giorno

San Demetrio di Ostia (Martire)
Santa Francesca Saverio Cabrini (Vergine)

Sant’Onorato di Ostia (Martire)
San Floro di Ostia (Martire)
San Flaviano (Martire)
Sant’Onorato di Tolosa (Vescovo)

Santa Francesca Saverio Cabrini è la protettrice degli emigranti.

Etimologia

Demetrio, deriva dal greco Demetrios, latinizzato in Demetrius, significa “dedicato a Demetra”, divinità greca della terra, della fecondità e dell’oltretomba; il nome della dea è a sua volta composto dalla parola dorica de- “terra” e da meter “madre”, e significa quindi “Madre Terra”.

Proverbio del giorno

Dicembre, davanti t’agghiaccia e di dietro t’offende.

Aforisma del giorno

Chi si sposa, almeno sa chi è il suo avversario. (Peter Ustinov)

Sei nato oggi?

Diplomazia e capacità di adattarti alle circostanze ti permetteranno di raggiungere molto in fretta gli obiettivi che ti prefiggi. Un grande amore ti porterà a riconoscere quali sono per te le cose più importanti: da quel momento dedicherai le tue migliori energie al partner ed ai figli e trascorrerai il resto dei tuoi giorni in grande serenità.

Oroscopo quotidiano

Oroscopo di Mercoledì 22 Dicembre 2021

Accadde Oggi

Liberato Fabrizio De André

22 Dicembre 1979

Fabrizio De André viene liberato dai suoi sequestratori. Il cantautore e la compagna Dori Ghezzi erano stati rapiti il 27 agosto dall’Anonima Sarda. Per il loro rilascio viene pagato un riscatto di oltre 550 milioni di lire.

La Costituzione italiana è approvata

lunedì 22 dicembre 1947 (74 anni fa)

La Costituzione italiana è approvata: Montecitorio, lunedì 22 dicembre 1947. L’aula della Camera è gremita in ogni scranno per il grande appuntamento con la storia: all’ordine del giorno c’è la votazione della Costituzione della Repubblica italiana, cui hanno lavorato per oltre un anno tutte le forze politiche.

D’altronde i 556 deputati (tra di loro 21 donne) sono stati votati il 25 giugno 1946 per formare quell’Assemblea Costituente (la prima in Italia eletta a suffragio universale), il cui principale compito era di redigere la nuova carta costituzionale. Il tutto a cento anni di distanza dall’adozione dello Statuto Albertino, che era diventato il testo fondamentale del Regno d’Italia nel 1861 ma che, dopo la sconfitta della monarchia al referendum del ’46, non era più conciliabile con il mutato assetto repubblicano.

All’apertura dei lavori, prende la parola Meuccio Ruini, presidente della Commissione per la Costituzione, di cui fanno parte 75 membri incaricati di stendere il progetto generale del prezioso documento. Nelle sue parole emerge il momento difficile che attraversa la Nazione, colpita da una grave crisi economica e sociale, di fronte alla quale le istituzioni sono chiamate a dare un segnale di solidità e di lungimiranza per le future generazioni.

Questo segnale, per Ruini, è nella libera Costituzione che l’Italia sta per darsi, da lui definita «inno di speranza e di fede» e in grado di porre un argine invalicabile agli errori e ai soprusi del recente passato. Si arriva al fatidico momento del voto e la procedura adottata è a scrutinio segreto. Un’ora dopo il Presidente dell’Assemblea Costituente, Umberto Terracini, dà lettura dell’esito della votazione: presenti 515; maggioranza 258; voti favorevoli 453; voti contrari 62. La Costituzione è approvata!

Tra gli applausi dei presenti levatisi in piedi, si alza il coro unanime «Viva la Repubblica!». Firmata cinque giorni dopo, in una cerimonia solenne a Palazzo Giustiniani dal Capo dello Stato (carica provvisoria in attesa di assumere il titolo di Presidente della Repubblica) Enrico De Nicola, dal Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi e dallo stesso Terracini, entrerà in vigore dal 1° gennaio del 1948.

La legge fondamentale dello Stato italiano è composta da 139 articoli (cinque dei quali saranno abrogati con la legge costituzionale del 2001) divisi in quattro sezioni: Principi fondamentali (articoli 1-12); Diritti e doveri dei cittadini (articoli 13-54); Ordinamento della Repubblica (articoli 55-139); Disposizioni transitorie e finali (articoli I-XVIII).

È imperniata su una concezione antiautoritaria dello Stato, che si traduce nell’assegnare un ruolo centrale al Parlamento rispetto al potere esecutivo. Aspetto quest’ultimo che rimanda a un’altra peculiarità: è una costituzione “rigida”, con riferimento sia al fatto che è modificabile soltanto con una maggioranza qualificata di ciascuna camera; sia all’eventualità che leggi in contrasto con essa vengano poste al vaglio della Corte Costituzionale.

La discussione parlamentare sul testo, passata attraverso 170 sedute, è stata tutt’altro che agevole e su ogni singolo articolo si sono scontrate le diverse sensibilità politiche. A partire dal 1° articolo su cui si sono trovati tutti concordi che dovesse indicare il tipo di democrazia adottato: la versione finale «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro» è nata come sintesi tra la «Repubblica democratica dei lavoratori» di Palmiro Togliatti e della sinistra e la «Repubblica fondata sui diritti della libertà e sui diritti del lavoro» dei repubblicani di Ugo La Malfa.

Del testo approvato nel 1947 si conservano tre originali, uno dei quali presso l’archivio storico della Presidenza della Repubblica.

Esce al cinema Lo chiamavano Trinità…

martedì 22 dicembre 1970 (51 anni fa)

Esce al cinema Lo chiamavano Trinità…Bambino è un ladro di cavalli evaso dal carcere, che si finge sceriffo; a mettergli i bastoni tra le ruote arriva il fratello, che scombina i suoi piani “predatori” e lo costringe a difendere gli agricoltori dal prepotente Maggiore Harriman. Alla fine troverà un validissimo alleato proprio nel fratello, perché lui è… Trinità, la mano destra del Diavolo.

Diretto da Enzo Barboni, Lo chiamavano Trinità… debuttò nelle sale italiane il 22 dicembre 1970, portando una piccola grande rivoluzione nel genere western. Per la prima volta le vicende di pistoleri e cowboy dell’ovest d’America lasciavano entrare la comicità, grazie alle scazzottate e alle battute memorabili della coppia d’oro Bud Spencer e Terence Hill.

Vittorioso al botteghino (con oltre tre miliardi d’incasso), il film entrò tra i classici dello spaghetti-western, seppur in chiave umoristica. Girato in provincia di Roma (tra Camposecco e Campo della Pietra), ebbe un seguito in …continuavano a chiamarlo Trinità (1971).

Condannato Dreyfus ai lavori forzati

22 Dicembre 1894

Alfred Dreyfus, capitano dello Stato Maggiore francese di origini ebraiche, è condannato ai lavori forzati da un tribunale militare. Dreyfus è accusato di alto tradimento, per aver sottratto e trasmesso all’ambasciata tedesca a Parigi documenti militari segreti di grande importanza. È deportato nell’isola del Diavolo, nelle Antille francesi. Nel gennaio del 1898 lo scrittore Emile Zola pubblicherà sul quotidiano parigino “L’Aurore” una appassionata difesa di Dreyfus dal titolo “J’accuse”, con cui denuncia l’antisemitismo delle autorità militari.

Nati in questo giorno

Alex Baroni

data di nascita: giovedì 22 dicembre 1966 (55 anni fa)
data morte: sabato 13 aprile 2002 (19 anni fa)

Alex Baroni: Una voce potente e romantica entrata nel cuore di tanti, nonostante la breve esistenza stroncata da uno spaventoso incidente in moto.

Nato a Milano e morto a Roma nel 2002, dopo la laurea in chimica, insegna in una scuola e, come seconda attività, canta nei locali milanesi. Divenuto presto corista di artisti famosi (su tutti Eros Ramazzotti e Ivana Spagna), nel 1994 incide il primo disco “Fuorimetrica” (prodotto dallo stesso Ramazzotti, che duetta con lui in una canzone).

Nel 1996 partecipa al Festival di Sanremo come corista e lavora nell’orchestra RAI, mentre l’anno seguente gareggia sul palco dell’Ariston, nella categoria “giovani”, con il brano Cambiare, conquistando il premio come “Miglior voce del Festival” e il “Premio Volare”.

Il 1997 è un anno d’oro anche perché esce il primo album Alex Baroni, che va a ruba, e collabora alla versione italiana della colonna sonora del film Disney “Hercules”. Il successo lo accompagna nel 1998, quando pubblica il suo primo disco estero, Onde, distribuito in vari paesi europei.

Si cimenta come paroliere collaborando ad alcuni album di Giorgia, alla quale si lega anche sentimentalmente. Nel 1999 dà alle stampe l’ultimo disco, “Pavimento liquido”, che spopola nelle discoteche e in radio. Il nuovo millennio lo vede collaborare con star internazionali del calibro di Simon Le Bon, George Michael e Boy George. La morte gli impedisce di portare a termine il progetto di riunire gli Spandau Ballet.

Piero Angela

data di nascita: sabato 22 dicembre 1928 (93 anni fa)

Piero Angela: Un volto storico della TV pubblica, dove da oltre trent’anni conduce per mano il pubblico, di tutte le età, alla scoperta della scienza e del sapere in generale.

Figlio di un giusto tra le nazioni (il padre Carlo, medico, salvò numerosi ebrei dalla deportazione), nasce a Torino, dove fin da piccolo coltiva la sua sconfinata passione per la musica jazz, imparando a suonare il pianoforte.

L’assunzione in RAI nel 1952 lo destina alla carriera giornalistica, prima come cronista alla radio e poi come corrispondente dall’estero per la TV, fino al prestigioso primato di primo conduttore del TG2. La straordinaria esperienza dello sbarco sulla Luna (20 luglio 1969), raccontata dallo stesso Angela in un documentario, lo istrada verso la divulgazione scientifica, che porta sul piccolo schermo negli anni Settanta, con le trasmissioni Destinazione uomo e Indagine sulla parapsicologia.

L’esempio che gli viene dal mondo anglosassone, su tutti David Attenborough (un pioniere del documentario naturalistico), fa maturare in lui l’idea di Quark, programma che debutta sulla prima rete, il 18 marzo 1981, registrando 9 milioni di telespettatori. Un successo senza precedenti che lo accompagna negli anni, attraverso le versioni aggiornate di “Il mondo di Quark” e “Superquark”.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, dalla fine degli anni Ottanta è impegnato con il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, da lui cofondato nel 1988) nella lotta contro maghi, astrologi e quanti millantano “poteri” paranormali.

Nati… sportivi

Eleonora Lo Bianco

data di nascita: sabato 22 dicembre 1979 (42 anni fa)

Eleonora Lo Bianco: Dal 1998 ha collezionato 548 presenze in Nazionale, nel ruolo di palleggiatrice, conquistando l’oro ai Mondiali 2002 e, dal 2001 al 2009, due ori e due argenti agli Europei.

Gioca a Bergamo (dove vince due scudetti, tre Coppe Italia e tre Champions League), Busto Arsizio, Ravenna, Jesi e in due squadre turche.
Nata a Borgamanero, in provincia di Novara, è una pallavolista del Volleyball Casalmaggiore nella stagione 2017/18, dopo la quale rimane senza contratto. Nella primavera 2019 annuncia il ritiro.

Giuseppe Bergomi

data di nascita: domenica 22 dicembre 1963 (58 anni fa)

Giuseppe Bergomi: Nato a Milano, è un ex calciatore, campione del mondo nel 1982 (a 18 anni) e medaglia di bronzo nei Mondiali di Italia ’90.

Nella sua lunga carriera (dal 1979 al 1999) indossa solo la maglia dell’Inter, in campionato per 519 volte nel ruolo di difensore ma con 23 reti all’attivo. A metà dicembre 2021, è tredicesimo nella classifica generale delle presenze in serie A (seguito da Alberto Gilardino a 514, ritiratosi il 20 settembre 2018, e tallonato da Fabio Quagliarella a 515) e quarto in quella dei calciatori che hanno militato in una sola squadra.

In carriera vince due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana e tre edizioni della Coppa UEFA. Nel 2004 è inserito da Pelé nella lista FIFA 100, ovvero tra i 125 migliori calciatori viventi.

In Nazionale gioca 81 volte, segnando 6 gol. Partecipa a 4 Mondiali, come Rivera, Albertosi, Zoff, Maldini, Cannavaro. Il portiere Buffon con 5 tornei detiene il record di Mondiali disputati da un calciatore italiano.

Dopo il ritiro dall’attività agonistica allena squadre di livello giovanile del Monza e dell’Atalanta. Dal 2003 è anche un apprezzato opinionista televisivo di Sky, spesso in coppia con il giornalista Fabio Caressa, con cui commenta pure i giochi FIFA per playstation.

Felice Pulici

data di nascita: sabato 22 dicembre 1945 (76 anni fa)
data morte: domenica 16 dicembre 2018 (3 anni fa)

Felice Pulici: Portiere della Lazio di Tommaso Maestrelli, campione d’Italia nel campionato 1973/74, è nato a Sovico (in provincia di Monza e Brianza) ed è stato un dirigente sportivo e allenatore. Oltre quella biancoceleste, ha difeso la porta di Novara, Monza e Ascoli.

Al termine della carriera ha ricoperto diversi ruoli dirigenziali nella Lazio, compresa la rappresentanza della società durante l’inibizione del presidente Lotito. È morto a Roma il 16 dicembre 2018.

Eventi Sportivi

Pallone d’oro 2003

lunedì 22 dicembre 2003 (18 anni fa)

Pallone d’oro 2003: Pavel Nedvěd ha vinto la 48ª edizione del “Pallone d’oro”. Il giocatore ceco della Juventus è seguito in classifica, stilata sulla base dei voti espressi da 52 giurati, da Thierry Henry dell’Arsenal e da Paolo Maldini del Milan.

Tra i 26 atleti presenti nella graduatoria finale ben sette sono italiani e undici hanno giocato in società italiane.

Angolo Lettura

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie

domenica 22 dicembre 2013 (8 anni fa)

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie: Questa settimana proponiamo la rilettura di un classico della seconda metà dell’Ottocento “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”, scritto da Lewis Carroll pseudonimo del matematico e scrittore inglese Charles Lutwidge Dodgson.

Una bambina che, il giorno del suo settimo compleanno, si trova catapultata in una realtà meravigliosa, magica. Un mondo in cui gli oggetti parlano ed hanno un proprio carattere, una serie di situazioni quasi paradossali ed emblematiche. Un libro non solo per bambini in cui metafore e allusioni predominano.

Una curiosità è che il libro è stato tradotto diverse volte, ed ogni traduzione risulta un libro diverso, in quanto ricco di proverbi inglesi e figure retoriche.
Il romanzo ha ispirato sia il film d’animazione Alice nel paese delle meraviglie, del 1951 prodotto dalla Walt Disney; che il film Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie nel 1972 diretto da William Sterling.

Di seguito un breve brano: «Alice cominciava a non poterne più di stare sulla panca accanto alla sorella, senza far niente; una volta o due aveva provato a sbirciare il libro che la sorella leggeva, ma non c’erano figure né dialoghi,” e a che serve un libro “, aveva pensato Alice, “senza figure e senza dialoghi?”.

Ragion per cui stava cercando di decidere fra sé (meglio che poteva, perché il caldo della giornata la faceva sentire torpida e istupidita) se il piacere di confezionare una collana di margherite sarebbe valso la pena di alzarsi e cogliere i fiori, quand’ecco che d’un tratto le passò accanto di corsa un coniglio bianco dagli occhi rosa. In questo non c’era niente di tanto notevole; né ad Alice parve dopotutto così straordinario sentire il Coniglio dire fra sé: “Povero me! Povero me! Sto facendo tardi!” (ripensandoci in seguito, le venne in mente’ che avrebbe dovuto meravigliarsi, ma lì per lì la cosa le sembrò assolutamente naturale); ma quando il Coniglio: estrasse veramente un orologio dal taschino del panciotto, lo guardò e affrettò il passo, Alice saltò in piedi, perché le balenò nella mente di non avere mai visto prima di allora un coniglio fornito di panciotto e di taschino, per non parlare di orologi; e, bruciando di curiosità, lo inseguì di corsa per il campo, dove fece appena in tempo a vederlo sparire in una gran buca sotto la siepe.

Un attimo dopo Alice si era infilata dietro a lui, senza minimamente riflettere a come avrebbe poi fatto per uscire. Per un po’ la tana si prolungava come una galleria, ma a un certo punto sprofondava all’improvviso, tanto all’improvviso che Alice non ebbe neanche un momento per pensare a fermarsi; e si trovò a precipitare giù per quello che pareva un pozzo assai profondo. O il pozzo era assai profondo, o la sua caduta assai lenta: il fatto è che Alice ebbe tutto il tempo, precipitando, di guardarsi intorno e di chiedersi cos’altro le sarebbe accaduto a questo punto.
Dapprima cercò di guardare in basso e di distinguere la sua destinazione, ma era troppo buio per vedere nulla; allora guardò le pareti del pozzo, e notò che queste erano piene di credenze e scaffali; qua e là vide appesi quadri e carte geografiche. Prese al passaggio un vasetto da uno scaffale. L’etichetta diceva MARMELLATA DI ARANCE, ma con sua grande delusione il vasetto era vuoto; Alice non volle lasciarlo cadere, per paura di ammazzare qualcuno sotto, e fece in modo di posarlo sopra una credenza, sempre durante la caduta. “Be’!” pensava fra sé, “dopo una caduta come questa, ruzzolare per le scale mi sembrerà uno scherzo! Chissà che diranno a casa del mio coraggio! Non direi una parola nemmeno se cascassi dal tetto di casa!” (e di questo si può star certi).

Giù, giù, sempre più giù. Sarebbe mai finita quella caduta?” Mi domando quante miglia avrò percorso, a quest’ora!” disse forte. “Secondo me mi sto avvicinando al centro della terra. Vediamo un po’; sarebbero quattromila miglia di profondità, mi pare…” (perché, sapete, Alice aveva imparato a lezione diverse cosette del genere, e benché questa non fosse poi un’occasione ideale per fare sfoggio di cultura, dal momento che non c’era nessuno ad ascoltarla, ripeterle era pur sempre un buon esercizio) “…sì, più o meno la distanza è questa… ma a questo punto vorrei sapere a che latitudine e longitudine sono arrivata.” (Alice non aveva la minima idea di cosa fosse la latitudine, per non parlare della longitudine, ma le sembravano dei simpatici paroloni con cui riempirsi la bocca.) A questo punto ricominciò. “Mi domando se non finirò per attraversare la terra da una parte all’altra! Sarà buffo sbucare fuori fra la gente che va in giro a testa in giù. Agli Antidoti, mi pare…” (fu piuttosto contenta che non ci fosse nessuno a sentirla, stavolta, dato che la parola suonava decisamente sbagliata) “…però il nome del paese dovrò chiederlo. Scusi, signora, questa è l’Australia o la Nuova Zelanda?” (e cercò, parlando, di fare la riverenza; pensate, fare la riverenza mentre si sta cadendo nel vuoto!” E voi ci riuscireste?) “Ma così mi prenderanno per un’ignorante! No, meglio non chiedere; forse lo vedrò scritto in qualche posto. “Giù, giù, sempre più giù.

Non c’era altro da fare, ragion per cui, Alice riprese ben presto a parlare. “E Dinah? Che farà senza di me?” (Dinah era la gatta.) “Speriamo che si ricordino di darle il suo piattino di latte all’ora del tè. Povera Dinah! Come vorrei averti qui con me! Mi sa che di topi per aria non ne troveresti, ma potresti acchiappare un pipistrello, che assomiglia moltissimo a un topo, sai. Chissà però se i gatti mangiano i pipistrelli?” E a questo punto Alice cominciò a sentire un gran sonno, e continuò a ripetere fra sé, come in un dormiveglia: “I gatti mangiano i pipistrelli? I gatti mangiano i pipistrelli?” e qualche volta: “I pipistrelli mangiano i gatti?” perché, capite, siccome non sapeva rispondere a nessuna delle due domande, non faceva gran differenza come le formulava.»

Scomparsi oggi

Samuel Beckett

data di nascita: venerdì 13 aprile 1906 (115 anni fa)
data morte: venerdì 22 dicembre 1989 (32 anni fa)

Samuel Beckett: Scrittore, drammaturgo e poeta, tra i più originali della prima metà del Novecento, è il maggior esponente del cosiddetto Teatro dell’assurdo.

Nato a Dublino, in Irlanda, e morto a Parigi nel dicembre del 1989, era figlio di protestanti, membri della Chiesa d’Irlanda. Completati gli studi universitari, nel 1932 si trasferì a Parigi che considerò la seconda patria. Qui strinse amicizia con il connazionale e grande romanziere James Joyce che influenzò la prima parte della sua produzione letteraria.

Risalgono a questo periodo i romanzi Murphy (1938) e Watt (1953, ma scritto nel 1942) e la lunga serie di racconti brevi, raccolti in More pricks than kicks (“Più punture che iatture”, 1934). Dagli anni Cinquanta in poi, per la critica a partire dal romanzo Molloy (1951), prese le distanze dallo stile di Joyce, negando qualsiasi senso compiuto alla realtà e trasportando questa illogicità nell’incomunicabilità e nella staticità dei suoi personaggi.

Questo universo dell’assurdo trovò l’espressione più concreta nel teatro, a partire dal capolavoro Aspettando Godot del 1952 e proseguendo con i celebri drammi “Finale di partita” (1956) e “Giorni felici” (1961), che nel 1969 lo condussero al Nobel per la Letteratura.

Joe Cocker

data di nascita: sabato 20 maggio 1944 (77 anni fa)
data morte: lunedì 22 dicembre 2014 (7 anni fa)

Joe Cocker: Interprete simbolo del cosiddetto soul bianco targato anni Settanta, la sua voce roca è un unicum nella storia del rock.

Soprannominato il “leone di Sheffield”, città inglese in cui è nato, John Robert Cocker passa dalle caldaie e dagli impianti di gas, sua prima occupazione, alle esibizioni con band locali, tra cui Avengers e Big Blues, utilizzando il nome d’arte “Vance Arnold”. I primi scampoli di popolarità arrivano con le cover di Bob Dylan e dei Beatles, ma quando, nel 1969, sale sul celebre palco del Festival di Woodstock, entra di diritto nella storia del rock.

Segue un decennio di brani indimenticabili, come “You Are So Beautiful”, “Up Where We Belong” e You Can Leave Your Heat On (queste ultime due rese immortali dal cinema con, rispettivamente, “Ufficiale e gentiluomo” e “Nove settimane e mezzo”) e “Unchain my heart”, e tour mondiali da “sold out”. Dopo diverse raccolte di cover, nel 2010 e 2012 pubblica due album di inediti.

Malato di cancro ai polmoni, scompare il 22 dicembre del 2014.

Joe Strummer

data di nascita: giovedì 21 agosto 1952 (69 anni fa)
data morte: domenica 22 dicembre 2002 (19 anni fa)

Joe Strummer: Nato ad Ankara, capitale della Turchia, da genitori inglesi e registrato all’anagrafe come John Graham Mellor, è stato un osannato artista rock.

I fan lo ricordano come cantautore e chitarrista del gruppo punk rock The Clash, di cui fece parte dal 1976 fino allo scioglimento, nel 1985, insieme con Mick Jones (chitarra solista), Paul Simonon (basso) e Nick “Topper” Headon (batteria).

Durante la carriera da solista lavorò anche come attore e conduttore radiofonico. Fu stroncato da un infarto a Broomfield, il 22 dicembre 2002. In questa data, dal 2004 viene organizzato un tributo italiano in sua memoria, ospitato a Bologna fino al 2007 e successivamente spostato a Milano. Sempre a Bologna, nel 2013, gli è stata intitolata l’Arena Parco Nord, dove diede uno dei suoi ultimi concerti.