Almanacco Del 13 Gennaio

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E’ il 13° giorno dell’anno, 2ª settimana. Alla fine del 2021 mancano 352 giorni.

A Roma il sole sorge alle 07:36 e tramonta alle 17:02 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 08:01 e tramonta alle 17:03 (ora solare)
Luna: 8.02 (lev.) 17.15 (tram.)
Luna nuova alle ore 06.03.

Santi del Giorno

Sant’Ilario di Poitiers (Vescovo e Dottore della Chiesa)
San Leonzio di Cesarea di Cappadocia (Vescovo)

Beata Veronica da Binasco (Vergine)
San Remigio di Reims (Vescovo)
San Vivenzio
Sant’Agrizio di Treviri (Vescovo)
Santi Ermilio e Stratonico (Martiri)
Santi Gumesindo e Servidio (Martiri)

Sant’Ilario di Poitiers è il protettore degli esiliati.

Etimologia

 Ilario, il nome deriva dal latino Hilaris e significa “allegro, lieto”.

Proverbio del giorno

Gennaio ingenera, febbraio intenera, marzo imboccia.

Aforisma del giorno

Spesso si lascia in pace chi ha appiccato l’incendio e si castiga chi ha dato l’allarme (Nicolas de Chamfort)

Sei nato oggi? 

I nati il 13 gennaio sono destinati a lottare una vita intera per raggiungere una posizione di preminenza, caratterizzata da potere, sicurezza economica e autorità. L’unica cosa a cui mirano questi individui estremamente tenaci è l’essere ricchissimi, ricchi, benestanti o comunque avere una certa tranquillità economica. I nati il 13 gennaio nascondono una grande insicurezza, sono orgogliosi e detestano porsi in una condizione di inferiorità e questa può trasformarsi in una specie di fissazione. Per quanto estremamente dogmatici e talvolta anche un po’ testardi, i nati il 13 gennaio non risultano mai noiosi.

Oroscopo quotidiano

Oroscopo di Mercoledì 13 Gennaio 2021

Accadde Oggi

Naufragio della nave Concordia

venerdì 13 gennaio 2012 (9 anni fa)

Naufragio della nave Concordia: Le luci, la musica e il clima di festa di una crociera iniziata da poco. È la suggestiva immagine che la Costa Concordia consegna al suo passaggio davanti all’Isola del Giglio, perla naturalistica dell’arcipelago toscano.

In pochi attimi uno schianto prelude a una notte di terrore e morte, che si conclude con la mastodontica nave sommersa per metà dal mare. Inizia così la storia di un assurdo naufragio che ferisce al cuore la secolare tradizione di un «paese di poeti, santi e navigatori».

Data al 9 luglio 2006 la prima crociera della Costa Concordia, gioiello tecnologico (290 m di lunghezza per 114 mila tonnellate di stazza) e vanto della compagnia italo americana Costa Crociere, battezzata dalla famosa modella Eva Herzigova nel porto di Civitavecchia e il cui nome rimanda all’unità e alla pace fra le nazioni europee (per questo i suoi tredici ponti sono intitolati ad altrettanti Stati del Vecchio continente).

Dallo stesso porto laziale, alle 19 di venerdì 13 gennaio, parte la crociera low cost “Il profumo degli agrumi” con direzione Savona. Per i 3.216 passeggeri (989 di nazionalità italiana) cominciano sette giorni di relax e divertimento, toccando splendide località del Mediterraneo tra Italia, Francia e Spagna. A guidarli in questa vacanza c’è un equipaggio di 1.013 elementi agli ordini del comandante Francesco Schettino, 52enne originario della penisola sorrentina.

Un’ora dopo la partenza quest’ultimo lascia il comando al primo ufficiale Ciro Ambrosio, con l’ordine di avvertirlo a sei miglia dall’Isola del Giglio. La navigazione procede regolare, mentre giù, nelle sale ristorante, si consuma la cena. Tra i commensali c’è anche lo stesso Schettino in compagnia di Domnica Cermotan, 25enne moldava ed ex ballerina della Costa.

Alle 21,30 la nave si approssima a fronteggiare la costa del Giglio e il comandante risale in plancia per realizzare un qualcosa che ha in mente dall’inizio del viaggio: la manovra dell’inchino. Si tratta di una prassi consolidata (anche se ufficialmente non riconosciuta) tra i capitani delle navi crociera, che prevede il passaggio sottocosta per salutare con luci e segnali acustici gli abitanti del posto. In questo caso, la dedica è personale ed è rivolta a Mario Palomo, comandante in pensione che Schettino chiama al telefono proprio in quel frangente.

Nemmeno un quarto d’ora dopo, la Concordia impatta violentemente con la fiancata sinistra contro uno scoglio che sventra la pancia della nave, aprendo una ferita lunga 75 m e larga 2. L’urto provoca un boato allarmando i passeggeri. La paura si trasforma in panico quando pochi istanti dopo la motonave compie una sorta di testa coda e si incaglia a mezzo miglio dalla costa. Nei locali è un inferno di tavoli e mobili che si rovesciano, con la gente, ignara dell’accaduto, che scappa in tutte le direzioni.

L’equipaggio predica la calma parlando di guasto tecnico ma quando il primo ufficiale Giovanni Iaccarino scende in sala macchine e trova l’area completamente invasa dall’acqua, intuisce che non resta più tanto tempo per agire. Alle 22, mentre la nave cala nel buio più totale, partono le prime chiamate dei passeggeri verso i parenti che a loro volta allertano Carabinieri e Capitaneria di Livorno. Inizia una fase convulsa di telefonate tra quest’ultima e Schettino, che solo alle 22.26 ammette l’esistenza di «una via d’acqua», assicurando che non ci sono morti e feriti da segnalare.

La capitaneria non si fida e fa partire i soccorsi. A questo punto scatta una sorta di ammutinamento tra gli ufficiali, che affidano il comando a Roberto Bosio. È lui a dare il segnale di evacuazione immediata poco prima delle 23, al cui suono la gente si fa prendere dal panico accalcandosi sulle scialuppe tra urla e pianti. Attimi fatali per due turisti francesi e un marinaio che precipitano in mare, morendo annegati e per assideramento. Sono le prime tre vittime di questa assurda tragedia.

Intorno alla mezzanotte, con la nave riversa in acqua sul fianco destro, testimoni notano Schettino su uno scoglio vicino alla Concordia, mentre le operazioni di evacuazione sono ancora in corso. Il sospetto che abbia abbandonato la nave per mettersi in salvo, mette in allarme il comandante della capitaneria di porto di Livorno Gregorio De Falco, che lo raggiunge telefonicamente. Tra i due intercorrono tre chiamate dai toni concitati che, diffuse successivamente dai media, alimentano i sospetti sulla condotta poco ortodossa di Schettino.

Alle 4,46 si concludono le operazioni di salvataggio dei passeggeri, ma all’appello mancano 27 persone oltre alle tre vittime già accertate; i loro corpi vengono recuperati nei mesi successivi portando il bilancio complessivo a 32 morti. All’indomani del naufragio parte la caccia ai responsabili. In cima all’elenco c’è ovviamente Schettino, per il quale scatta l’arresto con le accuse di omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono di nave. Al vaglio degli inquirenti c’è la mancata segnalazione del mayday (richiesta di soccorso) e il passaggio troppo ravvicinato alla costa del Giglio. Nel maggio 2017 la Corte di Cassazione conferma la sentenza di condanna a 16 anni di reclusione.

Statistiche alla mano, la Concordia risulta la nave passeggeri di maggior tonnellaggio mai naufragata. Ciò spiega le difficili operazioni di recupero del relitto, iniziate il 29 maggio 2013 e giunte a una svolta nel settembre dello stesso anno con il completamento della rotazione.

Il celebre “J’accuse” di Émile Zola

13 gennaio 1898

Sul giornale “L’Aurore” viene pubblicato un articolo dello scrittore Émile Zola. Si tratta di una lettera aperta al presidente della repubblica francese Félix Faure, dal titolo “J’accuse”. L’articolo è una difesa del capitano dello stato maggiore dell’esercito Alfred Dreyfus, ingiustamente accusato e condannato per alto tradimento, e una denuncia dell’arbitrio giudiziario e della manipolazione dell’informazione.

Le forze speciali sovietiche assaltano la TV lituana

13 gennaio 1991

Uomini del gruppo Alfa, il reparto d’élite dei servizi segreti di Mosca, assaltano il centro della televisione di Vilnius, capitale della Lituania, allora repubblica sovietica, che si era ribellata al Cremlino.

Il bilancio finale è di 14 morti e di oltre 140 feriti. Mikhail Gorbaciov nega di aver dato l’ordine di attacco. La Lituania diventerà indipendente, insieme a Estonia e Lettonia, il 7 settembre dello stesso anno.

Nati in questo giorno

Sophie Tucker

data di nascita: domenica 13 gennaio 1884 (137 anni fa)
data morte: mercoledì 9 febbraio 1966 (54 anni fa)

Sophie Tucker: Cantante, attrice e speaker radiofonica russa morta nel 1966. Il vero nome era Sonya Kalish ed era soprannominata “The Last of the Red Hot Mamas”; famosa per le sue canzoni comiche e osé, è stata una delle più importanti e famose showgirl in America, nella prima metà del XX secolo.

In carriera vanta numerose apparizioni cinematografiche ed ha condotto dal 1938 al 1939 un programma radiofonico: “Sophie Tucker e il suo show”.

Nasce Don Primo Mazzolari

13 gennaio 1890

Nasce a Borghetto, una frazione di Cremona, Primo Mazzolari. Cappellano militare durante la Prima Guerra Mondiale, nel 1929 Mazzolari esprime riserve sui patti lateranensi perché con essi la chiesa avrebbe barattato troppi privilegi in cambio dell’accettazione del regime. Parroco a Bozzolo dal 1932, partigiano clandestino fino al 25 aprile 1945, Mazzolari dirige la rivista “Adesso” per circa dieci anni, sino al veto da parte delle gerarchie cattoliche. Muore il 12 aprile 1959.

Nasce Ettore Petrolini

13 gennaio 1884

Nasce a via Giulia, nel cuore di Roma, l’attore di varietà e commediografo Ettore Petrolini. Fu un geniale cultore del paradosso linguistico e del nonsense, tanto da suscitare l’entusiasmo dei futuristi. La sua palestra è il teatro di piazza, per passare presto ai caffè concerto, dove trova, grazie alla sua vena ironica e iconoclasta, la sua giusta collocazione.

Nascono allora i suoi celebri personaggi: Gastone, Fortunello, Giggi er Bullo, e moltissimi altri. Oltre alle sue macchiette, Petrolini è autore di celebri canzoni e di testi teatrali compiuti. Spicca fra questi “Chicchignola” del 1930, in cui Petrolini si permette il lusso di sbeffeggiare, con esiti felicissimi, perfino il suo celebre “collegaLuigi Pirandello. Anche verso il fascismo Petrolini si permise atteggiamenti critici, come nella parodia di Nerone, e persino irriverenti, come in occasione del conferimento di una medaglia consegnatagli personalmente da Mussolini, che Petrolini commentò con la celebre battuta “E io me ne fregio”.

Nati… sportivi

Marco Pantani

data di nascita: martedì 13 gennaio 1970 (51 anni fa)
data morte: sabato 14 febbraio 2004 (16 anni fa)

Marco Pantani: Nato a Cesena (Emilia-Romagna) e morto a Rimini nel febbraio 2004, è stato un ciclista su strada, noto anche al grande pubblico.

Il pirata (soprannome dovuto all’uso della bandana) è stato un grande scalatore, ha vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali in linea del 1995, un Giro d’Italia e un Tour de France nello stesso anno (il 1998, come lui solo Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Stephen Roche e Miguel Indurain).

La sua carriera, con 46 vittorie, e la sua vita sono state, però, segnate dall’uso di sostanze dopanti e stupefacenti e da uno stato depressivo. Un arresto cardiaco nel 2004 l’ha fermato per sempre.

Dal 2004, per ricordare a tutti gli appassionati delle due ruote il grande campione, il Giro d’Italia ha assegnato alla più significativa salita il titolo Montagna Pantani, riconoscimento concesso solo al mitico Fausto Coppi con la “Cima Coppi“, ovvero il passo più alto del percorso del Giro.

L’ultima salita è il titolo di una canzone che i Nomadi hanno dedicato a Marco Pantani.

Stefania Belmondo

data di nascita: lunedì 13 gennaio 1969 (52 anni fa)

Stefania Belmondo: Nata a Vinadio (in provincia di Cuneo), è un’ex fondista. Nella sua carriera ha vinto 10 medaglie olimpiche (di cui 2 d’oro), primato in campo femminile insieme con la russa Raisa Smetanina. Ai Mondiali di sci nordico ha conquistato 4 ori, 7 argenti e 2 bronzi. Ha avuto esperienze di commentatrice televisiva.

Mario Yepes

data di nascita: martedì 13 gennaio 1976 (45 anni fa)

Mario Yepes: Nato a Cali (Colombia) è un ex calciatore, già difensore dell’Atalanta e della Nazionale colombiana. Mario Alberto Yepes Díaz, questo è il nome completo, indossa le maglie di River Plate, Nantes, Paris SG, Chievo Verona e Milan. Con i rossoneri vince lo scudetto 2010/11 e la Supercoppa italiana 2011.

Dal settembre 2014 si trasferisce in Argentina per giocare nel San Lorenzo, squadra che nel successivo mese di dicembre perde la finale del Mondiale per club contro il Real Madrid. Annunciato il ritiro il 20 gennaio 2016, successivamente diventa l’allenatore del Deportivo Cali, società colombiana fino al 2017.

Eventi Sportivi

Jordan si ritira dal basket

mercoledì 13 gennaio 1999 (22 anni fa)

Jordan si ritira dal basket: La notizia scuote il mondo del basket, non solo statunitense. A quasi 36 anni Michael Jordan dei Chicago Bulls, un mito dell’NBA, annuncia il secondo ritiro dalla pallacanestro (il primo, per due stagioni, era stato nel 1993 per una depressione dopo la morte del padre).

Quasi due metri di classe e talento, anche fuori dal parquet, hanno lasciato un segno indelebile nella storia di questo sport e non solo; basti pensare ai sei titoli NBA e ai due ori olimpici (1984 e 1992). Nel 2001, però, tornerà a giocare per altre due stagioni prima del definitivo addio.

Angolo Lettura

“Una questione Privata” di Beppe Fenoglio

domenica 13 gennaio 2013 (8 anni fa)

“Una questione Privata” di Beppe Fenoglio: Questa settimana consigliamo il libro scritto da Beppe Fenoglio, pubblicato nel 1963, “Una questione Privata”. Una storia d’amore e di amicizia che ha come scenografia la resistenza partigiana italiana. Milton è un partigiano, uno studente universitario pensieroso e schivo, innamorato di Fulvia, una giovane ragazza torinese. Durante un’azione militare rivede la casa dove la ragazza viveva e dove passavano interi pomeriggi ad ascoltare musica e chiacchierare.

“La bocca socchiusa, le braccia abbandonate lungo i fianchi, Milton guardava la villa di Fulvia, solitaria sulla collina che degradava sulla città di Alba.
Il cuore non gli batteva, anzi sembrava latitante dentro il suo corpo.
Ecco i quattro ciliegi che fiancheggiavano il vialettone oltre il cancello appena accostato, ecco i due faggi che svettavano di molto oltre il tetto scuro e lucido. I muri erano sempre candidi, senza macchie né fumosità, non stinti dalle violente piogge degli ultimi giorni. Tutte le finestre erano chiuse, a catenella, visibilmente da lungo tempo.
«Quando la rivedrò? Prima della fine della guerra è impossibile. Non è nemmeno augurabile. Ma il giorno stesso che la guerra finisce correrò a Torino a cercarla. E’ lontana da me esattamente quanto la nostra vittoria».”

Milton divaga tra i ricordi e i luoghi del suo amore e scopre che Fulvia si è innamorata del suo migliore amico Giorgio, anche lui partigiano, e che, quest’ultimo, è stato catturato dai fascisti. La storia si snoda in due conflitti quello contro il regime fascista, nel quale Milton e Giorgio sono alleati, e quello privato nel quale Giorgio è il suo principale nemico, in quanto ama la stessa donna. Milton decide comunque di liberare Giorgio e lo può fare solo trovando un ostaggio con il quale scambiare l’amico/nemico.
Anche in questo libro Fenoglio rievoca, in modo secondario rispetto agli altri libri, la sua esperienza partigiana, la storia di amicizia e di amore si scontra con le cruente battaglie che rappresentano un legame di indissolubile alleanza tra il protagonista Milton e il suo antagonista/alleato Giorgio.

Scomparsi oggi

James Joyce

data di nascita: giovedì 2 febbraio 1882 (138 anni fa)
data morte: lunedì 13 gennaio 1941 (80 anni fa)

James Joyce: Tra i massimi scrittori del Novecento, con la sua rivoluzione stilistica aprì la strada al modernismo letterario.

Irlandese di Dublino, rimase sempre legato alla sua terra, pur viaggiando molto attraverso l’Europa. Studiò in Italia dove strinse una solida amicizia con Italo Svevo, che ebbe un ruolo importante nelle scelte letterarie di Joyce.

Nel 1914 pubblicò la prima opera, la raccolta di racconti “Gente di Dublino”, seguita a breve distanza dal romanzo “Ritratto dell’artista da giovane”, con cui cominciò la sua critica alla cultura cattolica e tradizionalista della sua terra. Nel 1922 diede alle stampe il suo capolavoro, Ulisse, rivoluzionando per sempre il romanzo europeo e introducendo la figura dell’eroe moderno, dell’uomo qualsiasi in lotta con le insidie della quotidianità.

Morto a Zurigo nel gennaio del 1941, lasciò in eredità alla letteratura successiva il suo linguaggio innovativo, denominato flusso di coscienza, modellato su quello del pensiero e in ciò riprodotto come un insieme confuso e sconnesso di frasi.

Fulvio Bernardini

data di nascita: giovedì 28 dicembre 1905 (115 anni fa)
data morte: venerdì 13 gennaio 1984 (37 anni fa)

Fulvio Bernardini: È stato un dirigente sportivo, allenatore di calcio e calciatore; prima portiere o attaccante e in seguito centrocampista. È ricordato dai più però per essere stato commissario tecnico della Nazionale dal 1974 al 1977, sostituendo Ferruccio Valcareggi.

Nato a Roma e qui morto nel gennaio del 1984, ha indossato la maglia di Lazio, Inter e Roma. Da allenatore ha vinto, sulle panchine di Fiorentina e Bologna, due scudetti (1955-1956 e 1963-1964) e, su quella della Lazio, una Coppa Italia nel 1958.
A lui è intitolato il Centro sportivo di Trigoria, sede ufficiale dell’A.S. Roma.

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