Almanacco Del 10 Febbraio

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E’ il 41° giorno dell’anno, 6ª settimana. Alla fine del 2021 mancano 324 giorni.

 Roma il sole sorge alle 07:12 e tramonta alle 17:37 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 07:32 e tramonta alle 17:42 (ora solare)
Luna: 6.41 (lev.) 16.05 (tram.)

Santi del Giorno

Santa Scolastica (Vergine)
San Protadio di Besancon (Vescovo)
San Troiano (Vescovo)
Santa Austreberta (Badessa di Pavilly)
Santi Caralampo, Porfirio e Bapto (Martiri)
Santi Zotico e Compagni (Martiri di Roma)

Santa Scolastica è la protettrice dell’Ordine benedettino e dei bambini che soffrono di convulsioni.

Etimologia

 Scolastica, deriva dal greco scholastikos, dal latino scolasticus ed assume il significato di “colei che insegna”.

Proverbio del giorno

Chi vuol di vena un granajo lo semini di febbraio.

Aforisma del giorno

Il più grande servizio sociale che chiunque possa rendere al Paese ed all’umanità è forse quello di allevare una famiglia. (George Bernard Shaw)

Sei nato oggi? 

Un eccesso di passionalità ed impulsività segna il tuo carattere e ti porta a volte a scelte azzardate. Per affermarti nel lavoro ed ottenere il successo (soprattutto in politica, arte in cui eccelli) dovrai costringerti alla riflessione e alla prudenza. In amore cerca di essere più tollerante, meno possessivo ed aggressivo e di lasciare più spazio al partner.

Oroscopo quotidiano

Oroscopo di Mercoledì 10 Febbraio 2021

Accadde Oggi

Il Giorno del Ricordo

10 febbraio 2005

Il 10 febbraio è stato scelto a partire dal 2005 dal Parlamento italiano come “il Giorno del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe e degli esuli istriano-dalmati, costretti ad abbandonare le loro case dopo la cessione di Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia, a seguito della sconfitta dell’Italia nella seconda guerra mondiale.

Le foibe sono grotte carsiche, con un ingresso a strapiombo, dove i partigiani comunisti titini gettarono, tra il 1943 e il 1945, più di 3000 italiani. Il totale complessivo delle vittime “infoibate” è di 80,000, per lo più croati e sloveni, considerati nemici del progetto perseguito da Tito di una federazione comunista jugoslava sotto la leadership di gruppi dirigenti di origine serba.

Scambio di prigionieri USA-URSS

10 febbraio 1962

Sono le 8.44 e due uomini si incrociano su quello che verrà ricordato come il “ponte delle spie”, tra Potsdam e Berlino Ovest. Uno è Gary Powers, pilota americano dell’U2 abbattuto durante un volo di perlustrazione in Siberia e catturato due anni prima dai sovietici; l’altro è Rudolf Abel, agente del KGB, arrestato dagli americani nel ’57, per aver passato segreti nucleari ai russi. Siamo in piena guerra fredda e questa è sicuramente una delle più spettacolari missioni portate a termine.

Carnera mette KO Schaaff

10 febbraio 1933

Primo Carnera, il gigante italiano più forte del mondo, il più grande pugile italiano del Novecento, mette KO, al Madison Square Garden di New York, l’avversario Ernie Schaaff. Un dramma: il pugile americano, alla tredicesima ripresa, riceve un colpo fatale e, dopo una decina di giorni, muore per una emorragia cerebrale.

Da quel giorno, Carnera diventa anche “il gigante che uccide con un pugno”. Leggendaria la sua amicizia con l’erede al trono, il principe Umberto di Savoia.

Inizia il Maxiprocesso di Palermo

lunedì 10 febbraio 1986 (35 anni fa)

Inizia il Maxiprocesso di Palermo«La corte!». Si apre così a Palermo il processo che mette per la prima volta alla sbarra la mafia, come organizzazione dotata di una gerarchia e di una strategia d’azione ben definite. Dietro questo risultato c’è la tenacia e il coraggio di uomini che pagheranno con la vita il loro essere, senza compromessi, al servizio dello Stato e della Legge.

Una seconda guerra di mafia (la prima risale al 1962) aveva insanguinato la Sicilia all’inizio degli anni Ottanta. Gran parte delle famiglie era stata decimata dalla furia omicida dei Corleonesi, capeggiati dal boss Salvatore Riina, e in questa mattanza erano stati coinvolti anche uomini di legge e delle istituzioni che avevano cercato di contrastare il fenomeno. In particolare, l’uccisione del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, nel 1982, aveva generato grande sdegno nell’opinione pubblica, motivando l’azione di alcuni magistrati riuniti nel pool antimafia dal giudice Antonino Caponnetto.

Tra questi, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano impegnati a tentare un nuovo approccio nelle indagini. Lo scenario in cui si muovevano era contraddistinto dalla totale negazione del fenomeno mafioso o, nel migliore dei casi, di una sottovalutazione di esso. Un’inversione di tendenza c’era stata con la legge 646/1982 che introduceva il reato di associazione mafiosa, approvata otto mesi dopo il brutale assassinio del suo promotore, Pio La Torre.

Di qui si arriva alla preparazione del processo. A mettere sulla strada giusta il giudice istruttore Falcone sono i “pentiti”, uno in particolare e il primo della storia: Tommaso Buscetta. Soprannominato il “boss dei due mondi” per la sua lunga permanenza negli Usa, Buscetta è stato per 40 anni in contatto con tutti i vertici delle famiglie mafiose, pagando a caro prezzo il suo allontanamento (due figli uccisi insieme ad altri familiari). Le sue rivelazioni, raccolte in 400 pagine di interrogatorio, svelano al magistrato ramificazioni e segreti della cupola siciliana.

Le richieste di rinvio a giudizio sono oltre 400 e per far fronte a questo numero si decide la costruzione di un’aula bunker a ridosso del carcere palermitano dell’Ucciardone. Viene realizzata una fortezza inespugnabile, con porte blindate e vetri antiproiettile. E’ qui che la mattina di lunedì 10 febbraio si apre il più grande processo che sia mai stato realizzato contro la criminalità organizzata.

I numeri sono impressionanti: 474 imputati, di cui 221 detenuti, 59 a piede libero e 194 giudicati in contumacia, perché latitanti. Ad essi si aggiungono oltre 900 tra testimoni e parti lese e 180 difensori, senza contare i 600 giornalisti che seguono l’evento. Motivo per cui vengono adottate misure di sicurezza eccezionali, in primis l’impiego di tremila agenti a presidiare l’area, al fine di evitare attentati e fughe.

Tutto è stato studiato nei minimi dettagli per evitare che il procedimento si blocchi. In particolare, per scongiurare il rischio di defezioni, vengono nominati due pubblici ministeri, due presidenti di corte, due giudici a latere, mentre i giudici popolari sono sedici. Di fronte a loro centinaia di imputati seduti tra i banchi o rinchiusi dietro le sbarre, cui vengono contestati: 120 omicidi, traffico di droga, estorsione e il nuovo reato di associazione mafiosa.

La tensione regna fin dalle prime battute e da parte degli accusati ogni pretesto è buono per contestare e rallentare il dibattimento. Gli osservatori studiano i loro comportamenti e dalle loro reazioni s’intuisce il peso “politico” dei personaggi chiamati a rispondere: in religioso silenzio quando parlano i boss che contano; urla e contestazioni di fronte ai collaboratori di giustizia, ritenuti dei “traditori”. Lo scenario muta profondamente all’annuncio dell’ingresso di Buscetta.

Per decisione del presidente di lui viene ammessa solo la ripresa televisiva di spalle e delle mani, procedura estesa anche agli altri pentiti. Comincia a parlare confermando quanto rivelato in precedenza al giudice Falcone, e pronunciando per la prima volta in un tribunale l’espressione «Cosa nostra». E’ così che gli affiliati chiamano l’organizzazione, suddivisa in famiglie, ognuna con il nome del rione palermitano o del comune della provincia posti sotto il proprio controllo. Al vertice della piramide c’è la «commissione», formata dai «capimandamenti» espressi da tre famiglie.

La sua deposizione va avanti per una settimana e tra i punti salienti toccati, c’è l’escalation di violenza imputabile alla crescente tensione tra Corleonesi e vecchie famiglie del capoluogo siciliano. Messi con le spalle al muro, boss come Pippo Calò, Luciano Liggio e Michele Greco passano al contrattacco, cercando di screditare Buscetta ma senza fortuna. Altrettanto preziose sono le rivelazioni di altri due pentiti, Salvatore Contorno e Vincenzo Sinagra, grazie ai quali si viene a sapere che molte delle persone scomparse sono state assassinate dalla mafia e sciolte nell’acido per cancellare ogni traccia.

Particolari macabri che colpiscono i presenti e l’opinione pubblica nazionale. Il processo va avanti per due anni circa e il 16 dicembre 1987 arriva la sentenza. Su 474 imputati, 360 vengono condannati e tra questi ci sono pericolosi boss latitanti, come Riina e Bernardo Provenzano, catturati rispettivamente nel 1993 e nel 2006. In appello e in Cassazione le condanne si riducono a 60, tra la delusione di Falcone e Borsellino che cominciano a sentirsi abbandonati nella loro lotta.

Gli attentati di Capaci e via D’Amelio nel 1992 non riescono a cancellare i risultati delle loro inchieste e del conseguente Maxiprocesso che vanno ben oltre le condanne effettive: da qui in avanti nessuno può più ignorare l’esistenza di “Cosa nostra” e sottovalutarne la forza pervasiva nel tessuto politico, economico e sociale.

Crane brevetta il primo sistema antincendio

martedì 10 febbraio 1863 (158 anni fa)

Crane brevetta il primo sistema antincendio: Il nome del brevetto, fire extinguisher (in italiano “estintore”), potrebbe trarre in inganno e far pensare all’apparecchio portatile, inventato all’inizio dell’Ottocento dal capitano inglese George William Manby.

In realtà, il fire extinguisher brevettato il 10 febbraio del 1863 da Alanson Crane, inventore originario della Virginia, altro non era che il primo sistema antincendio per edifici. Strutturato in una rete di tubazioni e rubinetti, poteva gettare acqua nei locali dei diversi piani garantendo un rapido spegnimento del rogo.

Nati in questo giorno

Piero Pelù

data di nascita: sabato 10 febbraio 1962 (59 anni fa)

Piero Pelù: È il Diablo del rock italiano, che con la potente voce da baritono lo vede protagonista da oltre trent’anni, sia come solista che come frontman dei Litfiba.

Toscano di Firenze, si accosta al mondo delle 7 note nel mito del rock anni ’70, in particolare i “Black Sabbath”, e del punk inglese. Il 1980 è l’anno della svolta: incontra Antonio Aiazzi, Federico “Ghigo” Renzulli, Gianni Maroccolo e Francesco Calamai e fonda i Liftiba, unendo le sonorità del “new wave” al tema del rifiuto del totalitarismo.

Gli anni Novanta consacrano il gruppo con album come “El diablo”, “Terremoto” e Spirito, spaziando dall’hard rock al pop-rock elettronico e vendendo tre milioni di dischi. Dopo la separazione nel 1999, vive un decennio da solista, pubblicando il libro autobiografico “Perfetto difettoso”.

Tornato in gruppo nel 2009, quattro anni dopo partecipa come coach al talent show The Voice of Italy. Nello stesso anno, a novembre, esce l’album “Identikit”, anticipato dal singolo “Mille uragani”. Nel 2015 firma, per Rizzoli, la sua autobiografia Identikit di un ribelle, l’anno seguente riceve il Premio De André alla carriera e pubblica Eutòpia, quattordicesimo album della band. Nel 2020 gareggia per la prima volta al Festival di Sanremo, classificandosi al quinto posto. Il 21 febbraio 2020 arriva il sesto album in studio Pugili fragili. Tra i brani Picnic all’inferno, uscito nell’ottobre 2019 e dedicato a Greta Thunberg.

Francesca Neri

data di nascita: lunedì 10 febbraio 1964 (57 anni fa)

Francesca Neri: Nata a Trento, è una delle attrici italiane più quotate del cinema d’autore, apprezzata anche per il suo fascino etereo.

Dopo l’esordio con “Il grande Blek” nel 1987, fa parlare di sé prima con il film erotico “Le età di Lulù” (1990) e poi con la commedia Pensavo fosse amore… invece era un calesse di Massimo Troisi, che le regala il Nastro d’Argento e la prima nomination per il David di Donatello.

Inizia una lunga carriera, recitando per celebri registi italiani (Verdone, Carlos Saura e Gabriele Salvatores), e stranieri, come Pedro Almodóvar (in Carne tremula, che le regala il secondo Nastro d’argento) e Ridley Scott (in Hannibal).

Ad esaltarne le doti recitative sono le pellicole drammatiche, come Il papà di Giovanna di Pupi Avati, che nel 2009 le vale il terzo Nastro, e “Una famiglia perfetta” del 2012. Come produttrice debutta nel 2006, lanciando “Melissa P.”.

Nasce Boris Pasternak

10 febbraio 1890

Nasce a Mosca Boris Leonidovic Pasternak, poeta e scrittore, universalmente noto per il romanzo Il dottor Zivago. Il libro, che verrà poi tradotto in ventinove lingue e venduto in milioni di copie, viene all’inizio osteggiato dalle autorità sovietiche per il suo contenuto critico nei confronti della rivoluzione di ottobre, causando enormi problemi e persecuzioni al suo autore.

“Il dottor Zivago” vede la luce nel 1957 fuori dai confini sovietici, grazie alla casa editrice Feltrinelli. L’anno dopo a Pasternak viene annunciato il premio Nobel per la letteratura, premio che l’autore sarà costretto a rifiutare per non rischiare l’espulsione dal suo paese, minacciata dal regime comunista sovietico. Muore in povertà nel 1960.

Nati… sportivi

Mark Spitz

data di nascita: venerdì 10 febbraio 1950 (71 anni fa)

Mark Spitz: Nato a Modesto (in California, USA), è stato un nuotatore. Alle Olimpiadi di Città del Messico 1968 ha vinto solo due medaglie d’oro in due staffette. Nelle successive di Monaco 1972 ha vinto sette medaglie d’oro, stabilendo altrettanti primati mondiali.

Questo record di medaglie d’oro vinte in un’Olimpiade ha resistito fino a Pechino 2008, quando il connazionale Michael Phelps ne ha vinte otto. Mark Spitz, il cui nome negli anni Settanta è stato legato ad una linea di costumi, dopo l’exploit olimpico si è ritirato dall’attività agonistica, pur avendo solo ventidue anni.

Francesco Acerbi

data di nascita: mercoledì 10 febbraio 1988 (33 anni fa)

Francesco Acerbi: Nato a Vizzolo Predabissi (in provincia di Milano) è un calciatore, dal luglio 2013 al luglio 2018 difensore del Sassuolo, con una carriera segnata da gravi problemi di salute. In precedenza indossa le maglie di Reggina, Milan e Chievo.
Nell’estate 2018 si trasferisce alla Lazio.
Vanta undici presenze in Nazionale, dal novembre 2014 al novembre 2020.

Eventi Sportivi

Iniziano le Olimpiadi di Torino

venerdì 10 febbraio 2006 (15 anni fa)

Iniziano le Olimpiadi di Torino: Fino al 26 febbraio, Torino ed altre otto località piemontesi sono al centro dell’attenzione mediatica planetaria e degli appassionati di tutto il mondo per i XX Giochi Olimpici invernali.

Uno dei momenti principali della cerimonia di apertura (avvenuta allo Stadio Olimpico di Torino) è quando il presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, con la tradizionale formula di rito, dichiara ufficialmente “aperta, a Torino, la celebrazione dei XX Giochi Olimpici invernali“.

La diffusione televisiva della cerimonia sarà la trasmissione più vista del 2006, con ben 1,8 miliardi di contatti. Il giuramento olimpico è pronunciato dallo sciatore alpino Giorgio Rocca (a nome degli atleti) e da Fabio Bianchetti (a nome dei giudici). L’ultimo tedoforo, con il compito di accendere il braciere olimpico, è la fondista Stefania Belmondo, l’atleta italiana che ha vinto il maggior numero di medaglie olimpiche (10). Conclude la cerimonia il maestro Luciano Pavarotti (è la sua ultima esibizione in pubblico!).

I numeri sono importanti, a testimoniare la diffusione degli sport invernali: 2.508 atleti provenienti da 80 paesi per 84 competizioni in 13 sport (nel 1956 a Cortina d’Ampezzo erano 821 da 32 nazioni per 24 gare).

Angolo Lettura

Mosca più balena

domenica 10 febbraio 2013 (8 anni fa)

Mosca più balena: Questa settimana suggeriamo il libro di esordio di Valeria Parrella “Mosca più Balena”, con il quale l’autrice ha vinto il Premio Campiello nel 2004. Sei racconti che descrivono una Napoli di periferia, vivace, frenetica, smaniosa. Storie che descrivono donne e uomini forti, eccezionali nella loro, a volte, banale quotidianità.
Non ci sono stereotipi in questi racconti, a tratti comici a tratti sensuali, affiora una Napoli colorata, intensa nel bene e nel male, una Napoli che ha speranza. Eccone un breve brano: «Quando avevo sei anni ci fu il terremoto. Ero figlia unica, scappai a piedi nudi sotto l’arco di una porta, tra i miei genitori.
“Questa è la trave portante”, disse mio padre con l’aria da architetto, “qui è tranquillo”.
Stavamo al buio, il giorno seguente scoprimmo che l’unica crepa veramente profonda della casa era in quella trave.
Tre mesi dopo, una famosa maga del quartiere indicò alla popolazione il giorno e l’ora della prossima scossa. La gente dormiva con la valigia sotto il letto, e sulla maga non c’era da sbagliarsi, così quando arrivò il giorno x tutti cominciarono a scendere in strada. Accesero i falò.
I miei genitori non si erano sposati in chiesa, quando ero nata avevano comprato il manuale del dottor Spock, e si sforzavano di descrivere tutti gli eventi della vita su assi cartesiani. Io avevo sentito della profezia a scuola e vedevo dal balcone i falò accesi.
“Mamma, perché non scappiamo?”
“Ma che scemenza: i maghi non esistono, la magia non esiste, nessuno può prevedere niente, perché quello che deve ancora succedere non si sa come succederà”.
Io vidi Katia scendere nel cortile.
“Mamma, Katia è scesa, c’ha anche la cartella”.
“Non le serve a niente quella cartella se i genitori le fanno credere in quello che non esiste: tutto ciò in cui possiamo credere è quello che si tocca e si vede”.
Io guardai la trave tagliata a metà dalla crepa e mi andai a preparare la cartella; contai le penne, i quaderni, ci infilai una mutandina con ricamato sopra Martedì, e presi il mio pupazzo più potente: quello che sconfiggeva il buio di notte, e Voltaire di giorno.
La signora Russo con un completino da rifugio antiaereo ci venne a bussare.
“Signò vi volete muovere?”
“Ma signora, per favore non diciamo sciocchezze, sedetevi che vi faccio un caffé”.
“Ma quale caffé? Voi dovete scappare!”
“Signora, ragioniamo: che probabilità c’è che venga una scossa mo’? Allora dovremmo stare sempre in mezzo alla strada?”
“Ma la maga ha detto mo’, tra mezz’ora”.
“E voi credete alla maga? Siete una donna così coraggiosa, faticate dalla mattina alla sera, e credete a questi buffoni che si vogliono fare i soldi con la vostra superstizione?”
“Signò, ma che c’azzecca?… vabbuò, fate come volete, ma almeno questa povera creatura me la dovete dare a me”.
Io seguivo la conversazione, quando disse povera creatura capii che parlava di me, e andai nella stanzetta a prendere la cartella. Mia madre vedendomi allontanare disse:
“Avete visto? l’avete fatta spaventare!”
Tornai nell’ingresso e tesi la mano verso la signora Russo.
Mia madre aveva la tristezza del fallimento negli occhi e l’attesa della rivincita nel cuore.»

Scomparsi oggi

Wilhelm Röntgen

data di nascita: giovedì 27 marzo 1845 (175 anni fa)
data morte: sabato 10 febbraio 1923 (98 anni fa)

Wilhelm Röntgen: Illustre fisico tedesco, il suo nome è entrato nella storia della ricerca scientifica per la scoperta dei raggi X.

Nato a Remscheid, nella Germania occidentale, e morto a Monaco di Baviera nel febbraio del 1923, studiò ad Utrecht, in Olanda, ed ottenne il dottorato di ricerca all’Università di Zurigo. Ottenuta la cattedra in Fisica all’ateneo tedesco di Würzburg, qui si dedicò allo studio dei raggi catodici.

Affetto da daltonismo, eseguiva i suoi esperimenti completamente al buio e ciò fu determinante per la sensazionale scoperta che fece la sera dell’8 novembre 1895: un foglio divenuto d’improvviso fluorescente gli rivelò l’esistenza di una radiazione elettromagnetica, da lui definita “X” perché sconosciuta. Fu lui a realizzare la prima radiografia della storia, esponendo ai raggi la mano della moglie e verificando così la trasparenza del corpo umano ai raggi X.

Insignito del Nobel per la Fisica nel 1901, con le sue ricerche diede un prezioso contributo allo studio della radioattività.

Shirley Temple

data di nascita: lunedì 23 aprile 1928 (92 anni fa)
data morte: lunedì 10 febbraio 2014 (7 anni fa)

Shirley Temple: L’enfant prodige del cinema per antonomasia, Riccioli d’oro entrò, a colpi di tip tap e con il suo luminoso sorriso, nel mito della settima arte.

Californiana di Santa Monica, Shirley Jane Temple Black aveva appena imparato a camminare quando la madre, ballerina mancata, l’avviò alla danza. L’ingresso ad Hollywood segnò la trasformazione del suo stile: da castana scura e liscia passò, su suggerimento dei produttori, a biondissima e con i boccoli. Nacque così un personaggio che fin dalle prime battute sul set manifestò una totale confidenza con la cinepresa, recitando come una diva navigata e destreggiandosi egregiamente tra ballo e canto.

Fu così che a soli sei anni, e con già circa 30 film alle spalle, arrivò a conquistare l’Oscar giovanile, ideato apposta per lei e assegnatole per lo strappalacrime “La mascotte dell’aeroporto”. Ritiratasi dalle scene a soli 22 anni, nel 1950 iniziò la carriera diplomatica come ambasciatrice degli Stati Uniti in diversi paesi. Si spense nella sua residenza californiana, a Woodside, nel febbraio del 2014.

Arthur Miller

data di nascita: domenica 17 ottobre 1915 (105 anni fa)
data morte: giovedì 10 febbraio 2005 (16 anni fa)

Arthur Miller: Stimato come il maggior drammaturgo americano, attraverso le sue opere portò avanti un’idea di teatro impegnato e perfettamente calato nel contesto storico, offrendo una lettura critica del “sogno americano”.

Nato a New York da famiglia benestante, di origine ebraiche, scoprì la vena di scrittore negli anni Trenta, durante gli studi universitari, esordendo come autore a Broadway nel 1944. I primi consensi li strappò con Erano tutti miei figli (1947), in cui denunciava il cinico affarismo di guerra.

Nel 1949 firmò il suo capolavoro riconosciuto, Morte di un commesso viaggiatore, che gli valse un “Premio Pulitzer” e prestigiosi riconoscimenti in tutto il mondo. Il dramma in due atti racconta il fallimento di una classica famiglia americana, dietro cui si cela la crisi del “mito americano” del benessere a tutti i costi.

Apprezzato anche per altre opere come Il crogiuolo (1953), ispirato alla personale disavventura di vittima del maccartismo, per le sue idee socialiste, e Uno sguardo dal ponte (1955), sulla condizione degli immigrati, fu per molto tempo protagonista delle cronache rosa per la lunga relazione con Marilyn Monroe.

Per quest’ultima scrisse la sceneggiatura de Gli spostati (1961), ultimo film recitato dalla Monroe prima della tragica e misteriosa fine. Autore di diversi racconti e reportage di viaggio, Miller scomparve nel febbraio del 2005.