All’Università Cattolica di Milano arriva LGBcatT, il primo collettivo LGBTI

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Cifre inaspettate quelle che hanno visto protagonista la raccolta firme per la nascita del primo collettivo LGBTI (cioè a supporto dei diritti e della cultura della comunità omo, bi, trans e intersessuale) all’interno dell’Università Cattolica di Milano. Quattrocento firme raccolte (su duecento minime previste per la corretta registrazione presso l’Università Cattolica) in un mese per far nascere legalmente LGBcatT, gruppo studentesco ideato dalla studentessa di filosofia Ylenia Baldanza.

L’idea è nata da un post anonimo sul profilo Instagram Spotted Unicatt Milano, dove studenti e studentesse, si incontrano virtualmente per aumentare le loro conoscenze. Il testo del post dell’8 maggio, che recitava “spotto ogni gay, lesbica, bisessuale, trans, asessuale, queer e alleato del reame: stiamo raccogliendo firme per fondare un collettivo LGBT all’interno dell’università che sia non orientato politicamente, inclusivo e propositivo!”, dopo aver ottenuto 130 like ha convinto Ylenia e altri attivisti e attiviste dell’istituto universitario a organizzare un banchetto di raccolta firme, raggiungendo un risultato molto soddisfacente e di stampo progressista per un’università che nasce con uno stampo prettamente religioso.

Il nome del collettivo, LGBcatT, deriva da un gioco di parole tra “cat” (gatto in inglese) e il modo con il quale studenti e studentesse chiamano in maniera informale Unicat, l’Università Cattolica di Milano.

Ora non rimane che augurare buon lavoro alla giovane Ylenia Baldanza e ai suoi e sue colleghe di battaglia e rivendicazioni.

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