ALLISON-HONJO: VINCITORI DEL PREMIO NOBEL PER LA MEDICINA 2018, SCOPRITORI DELLA TERAPIA CONTRO LE CELLULE TUMORALI

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STOCCOLMA: Premio Nobel per la medicina assegnato ai due scopritori di una terapia anti-tumore

In Europa il tumore uccide circa 1,3 milioni di persone all’anno, ogni giorno si scoprono 1.000 nuovi casi. Sembra uno sterminio senza fine e senza soluzione, tuttavia un barlume di speranza è stato dato al mondo da parte dall’americano James P. Allison ed il giapponese Tasuko Honjo, insignito nel 2014 del Tang Prize, la versione asiatica del Nobel.
Essi sono i vincitori del Premio Nobel per la Medicina 2018, assegnato loro per il merito di aver introdotto una terapia anti-cancro attraverso l’inibizione della regolazione immuno-negativa. Il meccansimo consiste nel rendere potenziale l’aggressività del sistema immunitario contro le cellule tumorali. Allison ha rintracciato la capacità di innescare un “freno naturale” capace di bloccare l’avanzata del tumore. Un metodo di ricerca differente, ma con analogo risultato, è stato perseguito da Honjo: entrambi sono arrivati alla scoperta di due proteine ciascuno, aventi la facoltà di accendere il sistema immunitario contro le cellule affette da tumore, sulla base dell’immunoterapia.
Quest’ultimaè già usata nella lotta contro alcuni tumori, sia solidi che del sangue, da diversi anni, accanto alle altre terapie tradizionali, con risultati promettenti. Nel 2013 l’immunoterapia aveva una posizione di predominio tra le più importanti svolte scientifiche dell’anno.
«È importante che abbiano dato il premio e entrambi perché con la scoperta di questi circuiti negativi hanno aperto la strada all’identificazione di molecole cruciali per il progresso nelle terapie contro i tumori» spiega il professor Michele Maio, direttore del Centro di Immunoncologia dell’azienda ospedaliera universitaria Senese, uno dei maggiori esperti italiani in questo campo.

James P. Allison, 70 anni, è immunologo americano e dal 2004 ha condotto le sue ricerche nel Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York. Nato negli Stati Uniti il 7 agosto 1948, ha cominciato la sua carriera scientifica negli anni ’80, prima nell’università del Texas e poi in quella californiana di Berkeley.(ANSA)
Tasuku Honjo, 76 anni, è di origini giapponesi e ha lavorato a lungo fra Giappone e Stati Uniti, tra le università di Kyoto e Osaka, la Carnegie Institution di Washington e i National Institutes of Health. Immunologo di formazione, è nato il 27 gennaio 1942 a Kyoto e nella sua città ha lavorato a lungo a partire dagli anni ’70, tranne brevi parentesi negli Stati Uniti e a Osaka.(ANSA)

IN TERMINI TECNICI:

«I due ricercatori hanno sostanzialmente intuito che esistono circuiti regolatori negativi da parte del sistema immunitario. Quando il sistema si attiva per eliminare per esempio virus o batteri, esprime proteine sulle membrane dei linfociti (Ctla-4) che si legano a un recettore che spegne l’attivazione dei linfociti T. Apparentemente non ha senso ma invece è importantissimo perché altrimenti avremmo linfociti continuamento attivati anche quando non c’è n’è più alcuna ragione. Si tratta di un meccanismo che ci evita un’infiammazione permanente. Da questa premessa Allison è partito per ipotizzare che bloccando l’interazione fra la proteina Ctla-4 e il suo recettore si sarebbe potuto de-attivare questo segnale di deattivazione del sistema immunitario. Lo ha fatto con un anticorpo monoclonale dimostrando che era effettivamente possibile mantenere un’attivazione del sistema immunitario per distruggere il tumore. Da qui si è arrivati ai primi farmaci usati a questo scopo nell’uomo nel 2011. Honjo, dal canto suo ha dimostrato la presenza di un’altra proteina, la Pd-1, e ha dimostrato che è in grado di mandare segnali negativi»

I vincitori potranno ritirare, a Stoccolma, il 10 dicembre 2018, una somma totale di 9mila corone svedesi, l’equivalente di 870.000 euro.

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