Allenare la mente: come mantenere la costanza in palestra

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Anche se esercitiamo il nostro corpo costantemente, può capitare di sentirci stanchi o demotivati. Il segreto è allenare anche la mente: ecco come.

Come allenare la mente insieme al corpo?

La scienza può venirci in aiuto, agendo in questo modo direttamente sulla nostra mente. Di seguito troveremo cinque semplici consigli per allenare la mente prima del corpo.


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Accendere la musica

Che la musica aiuti a sopportare meglio un allenamento non è una novità. Sembra però che ci siano anche dei benefici fisici: la musica ad alto volume infatti aumenterebbe la nostra “eccitazione fisiologica”, determinando una frequenza cardiaca più rapida. Questa fornirebbe più ossigeno ai nostri muscoli. Oltre a questo, il professore di fisiologia dello sport Costas Karageorgis ha dimostrato che sincronizziamo naturalmente il movimento del nostro corpo con quello sottostante. Tutto questo riduce le irregolarità, traducendosi in un uso più efficiente dei nostri muscoli. Infine, sarà una buona idea sintonizzare la nostra musica al tipo di esercizio che stiamo eseguendo.

Stare lontani dai post #fitspo

Se siamo fruitori dei social, potrà capitarci di trovare dei post pubblicati da account #fitsinspiration. Possiamo pensare che le foto di addominali perfetti che li accompagnano possano aiutarci a trovare la motivazione: nella realtà è proprio l’opposto. Così almeno sostiene uno studio eseguito dalla professoressa Ivanka Prichard, della Flinders University, in Australia. I partecipanti, divisi in due gruppi, hanno prima visionato una serie di 18 immagini. Il primo ha osservato solo foto relative al fitness, il secondo immagini di paesaggi. Successivamente entrambi i gruppi sono saliti sul tapis roulant per 10 minuti: chi aveva visionato immagini di fitness ha visto peggiorare il proprio umore, e aumentare la percezione delle fatica.

Ridimensionare il dolore

A tutti noi sarà capitato, durante un allenamento, di sentire dolore ed essere certi di essere arrivati al limite. Le sensazioni di stanchezza possono arrivare ad innescare cicli di pensiero catastrofici: ma possiamo evitarlo. Si chiama “valutazione cognitiva”: provare ad osservare le nostre sensazioni in maniera passiva, senza giudicarle. Secondo gli studi, questo semplice cambiamento di prospettiva può attenuare il senso di stress fisico e lo sforzo percepito. Lo dimostra anche un esperimento condotto dal professor Fabrizio Benedetti, dell’Università di Torino. Riformulare il dolore muscolare come un segnale positivo può aumentare la produzione di cannabinoidi e oppioidi endogeni del cervello: sono questi analgesici naturali, che “mascherano” lo sforzo.

Mettere in moto l’immaginazione

Utilizzare l’immaginazione è un trucco di molti atleti. Uno di questi è Michael Phelps, che lo ha rivelato nella sua autobiografia, No limits. “Posso vedere l’inizio, i colpi, i muri, le svolte, il traguardo, la strategia, tutto. Visualizzare in questo modo è come programmare la gara nella mia testa, e quella programmazione a volte sembra realizzarsi proprio come l’avevo immaginata”. Anche la scienza dello sport la pensa allo stesso modo: pare che questo sistema aiuti a migliorare la precisione dei movimenti e la forza complessiva. Le prove mentali, si pensa, aumentano i segnali nervosi inviati dal cervello ai muscoli, aumentando così la forza da esercitare durante l’allenamento.

Usare il raggruppamento di tentazioni

Nella nostra vita così frenetica e piena di scadenze, la prima sfida può essere proprio raggiungere la palestra. Anche per questo c’è rimedio: la tecnica è stata sviluppata dalla professoressa Katy Milkman, dell’Università della Pennsylvania. Milkman ha caricato sugli iPod di alcune persone quattro audiolibri avvincenti, da ascoltare durante l’allenamento. La frequenza in palestra di questi ultimi è aumentata del 29% nelle sette settimane successive.