Alleati di Trump hanno offerto la grazia ad Assange se avesse nascosto i collegamenti con la Russia

Il membro del Congresso repubblicano, Dana Rohrabacher, ha offerto l'accordo ad Assange nel 2017 quando lo ha incontrato nell'ambasciata ecuadoriana a Londra

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Alleati di Trump

Due alleati del presidente Trump hanno offerto a Julian Assange un accordo “vantaggioso per tutti”. Durante una visita all’ambasciata ecuadoriana nel 2017 hanno offerto la grazia ad Assange se avesse rivelato le fonti dell’hackeraggio del partito democratico nascondendo però i collegamenti con la Russia.

Alleati di Trump offrono la grazia a Julian Assange

Gli avvocati che rappresentano gli USA al processo per l’estradizione di Julian Assange hanno affermato che al fondatore di WikiLeaks è stata offerta la grazia presidenziale da un membro del Congresso. La grazia sarebbe stata concessa a condizione che aiutasse a coprire il coinvolgimento della Russia nell’hackeraggio delle e-mail del Comitato Nazionale Democratico.

Il membro del Congresso repubblicano, Dana Rohrabacher, e l’associato di Trump, Charles Johnson, hanno incontrato Assange il 15 agosto 2015 presso l’ambasciata ecuadoriana a Londra. Presente all’incontro vi era anche l’avvocato di Assange, Jennifer Robinson.

La Robinson ha dichiarato che i due americani hanno affermato di essere emissari di Washington e di agire per contro del Presidente. Ha anche detto: “La proposta avanzata dal membro del Congresso Rohrabacher era che Assange identificasse le fonti della pubblicazione elettorali del 2016 in cambio di una sorta di grazia. Questa grazia-accordo sarebbe vantaggioso sia per Trumpche per Assange”.

Ha inoltre asserito: “Rohrabacher ha affermato che il presidente Trump era a conoscenza e aveva approvato il loro incontro con il signor Assange per discutere della proposta e che avrebbe avuto un’udienza con il Presidente per discutere la questione al loro ritorno a Washington”.


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La reazione della Casa Bianca

La Casa Bianca ha negato che Trump abbia preso parte a un simile piano. Il portavoce ha affermato: “Il Presidente conosce a mala pena Dana Rohrabacher. Inoltre è un ex membro del Congresso. Non hanno mai discusso di dell’argomento Assange o di qualsiasi altro argomento. E’ una fabbricazione completa e una totale bugia. Questa è probabilmente un’altra bufala del Comitato Nazionale Democratico”.

Rohrabacher è nota come il membro del Congresso preferito del presidente russo Vladimir Putin. Dopo le dichiarazioni dell’avvocato di Assange ha parzialmente confermato le affermazioni. Ha detto di aver chiamato l’allora capo dello staff della Casa Bianca, John Kelly, per discutere della grazia. Tuttavia afferma di non aver mai parlato con Trump.

Gli avvocati del fondatore di WikiLeaks hanno sottolineato che il loro cliente ha però rifiutato l’offerta.

Assagne, qualora dovesse essere estradato negli USA, dovrebbe affrontare 18 accuse, inclusa la cospirazione per commettere intrusione informatica, che potrebbe portare ad una pena detentiva di 175 anni.

Durante la campagna presidenziale del 2016 WikiLeaks ha pubblicato una serie di e-mail DNC dannose per la candidata democratica Hillary Clinton. L’Intelligence statunitense afferma che tali mail hanno subito una hackeraggio dalla Russia come parte dello sforzo per influenzare le elezioni.

Il presidente Trump ha sempre negato che la sua campagna sia coinvolta con la Russia e continua affermare che l’inchiesta Russiagate è solo una caccia alle streghe.

Tuttavia se si confermasse che l’incontro tra Assange e gli alleati di Trump ha avuto effettivamente la benedizione del Presidente sarebbe l’ultimo di una serie di interventi del presidente americano per screditare le indagini sulle interferenze russe in USA 2016.

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