domenica, Luglio 21, 2024

Alleati di Navalny intenzionati a protestare in primavera

Gli alleati di Aleksej Navalny hanno annunciato martedì l’intenzione di organizzare la più grande protesta anti-Cremlino nella storia della Russia moderna per chiedere la scarcerazione dell’oppositore. E manifestazioni si dovrebbero tenere questa primavera. L’oppositore sta scontando una pena detentiva di quasi tre anni per accuse che lui stesso ha definito “fabbricate”.

Alleati di Navalny programmano delle manifestazioni per questa primavera

Gli alleati di Aleksej Navalny si sono detti intenzionati a organizzare una protesta a favore della scarcerazione dell’oppositore del Cremlino questa primavera. Quella che hanno in programma avrebbe lo scopo di essere la più grande manifestazione anti-Cremlino nella storia della Russia moderna. Navalny sta attualmente scontando una pena detentiva di due anni e otto mesi per accuse di frode che lo stesso oppositore definisce fabbricate e politicamente motivate. Le autorità russe lo hanno arrestato agli inizi di febbraio al ritorno dalla Germania, dove stava concludendo la convalescenza dopo un avvelenamento.

Si tratterebbe della più grande protesta nella storia della Russia moderna

Nella giornata di martedì, gli alleati di Navalny hanno lanciato una campagna tramite il sito web “Free Navalny”. Hanno anche aggiunto che rilasceranno la data della manifestazione non appena si saranno registrate 500 mila persone per la partecipazione. Secondo quanto riportato da Reuters, Ivan Zhdanov, capo della Fondazione anticorruzione di Aleksej Navalny, ha detto: “Una protesta con 500 mila partecipanti sarà la più grande nella storia della Russia moderna”.

Diverse proteste pro-Navalny hanno avuto luogo quest’anno

I sostenitori dell’oppositore del Cremlino hanno già organizzato tre proteste quest’anno, finalizzate a chiedere la scarcerazione di Aleksej Navalny. Le autorità russe hanno sostenuto che le proteste fossero illegali, e ciò aveva portato l’opposizione a dichiarare una moratoria. Anche l’Unione Europea ha deciso di sanzionare diversi funzionari russi ritenuti responsabili dell’avvelenamento e dell’incarcerazione dell’oppositore. Una mossa simile si è vista anche negli USA, dove l’amministrazione Biden ha imposto delle sanzioni al governo di Mosca. Le autorità però continuano a ribattere, sostenendo che non ci siano prove concrete che Navalny sia stato avvelenato lo scorso agosto. Hanno anche accusato lo stesso oppositore di essere una sorta di fantoccio delle potenze occidentali. Secondo la tesi pro-Cremlino, Navalny sarebbe tornato in Russia per conto dell’Occidente per destabilizzare a situazioni politica.


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