Allarme privacy: le app che diffondono dati personali per scopi pubblicitari

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Norvegia: nuovo allarme privacy per utenti delle app.

Giunge dalla Norvegia un nuovo allarme privacy per gli utenti di numerose applicazioni, alcune delle quali sono anche piuttosto note. È quanto si apprende da una relazione stilata dal Norwegian Consumer Council (consiglio dei consumatori norvegese), dal titolo «Out of Control-How consumers are exploited by the online advertising industry», che nelle sue 186 pagine ha passato in rassegna le modalità con cui alcune famose app incamerano e gestiscono i dati personali degli utenti che ricorrono al sistema operativo Android.

Nello specifico, è stato segnalato che alcune piattaforme, non rispettando i termini di legge in merito alla tutela della privacy, diffondono informazioni riservate a società terze per finalità legate alla pubblicità e al marketing. In particolare, sul banco degli imputati sono finite le cosiddette dating app (applicazioni per incontri) tra le quali figurano soprattutto Tinder, Grindr e OkCupid.

Privacy e Cookie Policy nei siti web: cosa sono e perché sono necessarie

Dal documento si apprende ad esempio che Grindr – social network rivolto soprattutto a gay, bisex, trans e queer – spesso condivide età, genere sessuale, indirizzi IP e addirittura orientamento sessuale dei propri iscritti con delle aziende che si occupano di marketing. Tutto ciò senza chiedere alcuna autorizzazione al trattamento dei dati personali con società terze. Inoltre, pare che Grindr faccia riferimento ad un software pubblicitario gestito da Twitter, in grado di incamerare numerose notizie sugli utenti, che sarebbe controllato da una società di nome MoPub.

Grindr: app di incontri per gay, bisex e trans.

Il social network ideato da Joel Simkhai nel suo regolamento menziona MoPub come partner ufficiale pubblicitario, invitando i propri utenti ad informarsi sulle linee guida dell’azienda per quanto concerne la gestione dei dati sensibili. In realtà, stando a quanto riportato dall’associazione norvegese, quest’elenco sarebbe composto da più di 160 aziende di marketing, dunque risulterebbe impossibile per gli iscritti controllare scrupolosamente il regolamento ed effettuare una selezione tra le informazioni da divulgare o meno.

Allarme privacy: anche Tinder e OkCupid nel mirino di NCC

La NCC norvegese ha menzionato nel suo rapporto sull’allarme privacy anche altre due app di incontri: Tinder e OkCupid. Entrambe sono state poste sullo stesso piano perché di proprietà della statunitense Match Group, e anche in questo caso ci sarebbe una condivisione dei dati con altre società del gruppo e, al contempo, con partner terzi di difficile identificazione per i consumatori. Addirittura, sembra che OkCupid faccia circolare informazioni sulla sessualità, sull’eventuale ricorso a sostanze stupefacenti da parte degli iscritti, nonché sugli orientamenti politici che finirebbero ad una società di analisi e ricerca, ossia Braze.

Ci sono altre realtà menzionate dall’associazione no-profit norvegese che non rispetterebbero le normative dell’Unione Europea sulla tutela della privacy. Tra queste ci sarebbe Perfect365, incentrata sul trucco virtuale, che avrebbe fatto sorgere dei dubbi innanzitutto sul sistema di geolocalizzazione, per la raccolta di dati in background e soprattutto per la loro diffusione a circa 70 aziende terze che garantirebbero una serie di sconti e vantaggi. Discorso simile si può fare per MyDays e Clue (che vengono utilizzate per monitorare il ciclo femminile) le quali non garantirebbero all’utenza il diritto di opposizione al trattamento di alcune info private da parte di altre aziende a scopi pubblicitari.

Tinder: dubbi sulla gestione dei dati personali.

Di conseguenza, il rapporto di NCC rivela che di tutte le applicazioni prese in considerazione, non ce n’è nemmeno una che rispetti appieno le normative UE sulla privacy. Infatti le varie piattaforme sarebbero solite realizzare dei profili completi dei rispettivi iscritti per fargli arrivare delle pubblicità mirate e non richieste esplicitamente, ma l’aspetto più inquietante è che questi dati potrebbero anche essere utilizzati per: «discriminazione, manipolazione e sfruttamento».

Gli esiti della ricerca sono già stati comunicati alla Consumer Authority della Norvegia che, dopo aver valutato attentamente la questione, potrà prendere dei provvedimenti oppure rivolgersi all’Unione Europea per fare in modo che ci sia una pronta reazione comunitaria.

Le reazioni delle app chiamate in causa

Dopo aver appreso della relazione stilata dall’associazione dei consumatori norvegese sull’allarme privacy, le aziende chiamate in causa sono intervenute per chiarire le rispettive posizioni. Twitter ha comunicato di aver subito bloccato l’account MoPub di Grindr, aggiungendo che è stata avviata un’indagine interna per capire meglio il funzionamento del sistema di adesione al consenso applicato da Grindr stessa.

Allarme privacy: la replica di Twitter.

Da parte sua, il social network di incontri rivolto a bisessuali, gay e trans, ha chiarito che fin dall’inizio della sua attività: «La privacy degli utenti e la sicurezza dei dati sono e saranno sempre una priorità». Inoltre ha rispedito al mittente gran parte dei sospetti e delle accuse presenti nel documento di NCC, sottolineando che l’azienda è pronta ad avviare un’ampia collaborazione per migliorare il sistema relativo alla gestione dei dati sensibili e per continuare ad offrire un servizio gratuito ai propri clienti.

MatchGroup – proprietario di OkCupid e Tinder – a sua volta ha rimarcato il proprio interesse nel tutelare le informazioni personali degli iscritti. Inoltre, distaccandosi da altre applicazioni che si fondano sulla «vendita di informazioni personali», ha ricordato che siccome i servizi proposti dalle piattaforme gestite dalla società vengono forniti in abbonamento, è inevitabile che ciò avvenga instaurando un rapporto di fiducia con la clientela. Dunque, sia Tinder che OkCupid ricorrono a terze parti esclusivamente per fornire assistenza tecnica o servizi generali come fanno tante altre applicazioni che sono attive online.

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