Allarme morbillo nel mondo lanciato dall’OMS

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Il mondo sta facendo marcia indietro nella lotta contro il morbillo.

Nei primi 7 mesi del 2019 i casi di malati accertati a livello globale sono triplicati rispetto allo stesso periodo del 2018. Lo dice un rapporto dell’organizzazione mondiale della sanità che è stato presentato dalla direttrice del dipartimento di vaccinazione Kate O’Brien.

“Quello che stiamo cercando di comunicare al mondo” ha detto O’Brien “è che siamo sulla strada sbagliata”.

Negli ultimi mesi 4 paesi europei hanno perso il loro status di nazioni senza morbillo: Gran Bretagna, Grecia, Repubblica Ceca e Albania.

Sempre secondo lo stesso rapporto i più grandi focolai della malattia si stanno registrando nella Repubblica Democratica del Congo, nel Madagascar e in Ucraina. Anche gli Stati Uniti non sono immuni con più di mille casi registrati, il dato più alto dal 2006.

“Ci sono paesi con una bassa copertura vaccinale che contribuiscono alla diffusione del morbillo” ha spiegato ancora la dottoressa O’Brien “ma ci sono anche paesi che hanno una copertura vaccinale molto elevata in cui si stanno registrando dei focolai, e la ragione è che, anche in un contesto nazionale in cui la copertura vaccinale è molto elevata, possono esserci piccole comunità di persone, dove la copertura è bassa e insufficiente per prevenire un’epidemia”.

Tra le cause dell’impennata di casi ci sono sistemi sanitari deboli, mancanza fisica dei vaccini, soprattuto nei paesi poveri, ma anche lo scetticismo nei confronti delle vaccinazioni che si registra in particolare nei paesi ricchi.

Sempre secondo lo stesso rapporto i più grandi focolai della malattia si stanno registrando nella Repubblica Democratica del Congo, nel Madagascar e in Ucraina. Anche gli Stati Uniti non sono immuni con più di mille casi registrati, il dato più alto dal 2006. 

“Ci sono paesi con una bassa copertura vaccinale che contribuiscono alla diffusione del morbillo” ha spiegato ancora la dottoressa O’Brien “ma ci sono anche paesi che hanno una copertura vaccinale molto elevata in cui si stanno registrando dei focolai, e la ragione è che, anche in un contesto nazionale in cui la copertura vaccinale è molto elevata, possono esserci piccole comunità di persone, dove la copertura è bassa e insufficiente per prevenire un’epidemia”.

Tra le cause dell’impennata di casi ci sono sistemi sanitari deboli, mancanza fisica dei vaccini, soprattuto nei paesi poveri, ma anche lo scetticismo nei confronti delle vaccinazioni che si registra in particolare nei paesi ricchi

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