Allarme estinzione: sono più di 28mila le specie a rischio

0
234
Animali a rischio estinzione: l'aggiornamento della lista rossa.

È un vero e proprio allarme estinzione quello lanciato dall’ultimo rapporto dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). L’ente ha aggiornato non solo l’elenco generale, ma anche e soprattutto la cosiddetta lista rossa, quella che comprende i nomi delle specie che rischiano seriamente di sparire per sempre dal nostro pianeta. La cifra aggiornata supera di poco le 28mila unità, e nello specifico si parla di quasi un anfibio su due e di circa un mammifero su quattro la cui sopravvivenza è in serio pericolo.

Gli studiosi in quest’occasione hanno portato a 106mila il numero degli animali studiati in questo periodo, e questo rappresenta il computo più alto mai raggiunto fino ad ora, poiché nelle rilevazioni precedenti ci si era fermati a 100mila. I risultati del recente studio hanno costretto gli esperti a diramare l’allarme estinzione, ricordando che la scomparsa di determinate specie non solo andrebbe a limitare pesantemente la biodiversità, ma metterebbe in pericolo anche la conservazione di tutto l’ecosistema.

Le preoccupazioni manifestate dallo IUCN sono state ulteriormente confermate da quanto rilevato dall’IPBES, l’organizzazione introdotta dall’ONU proprio per monitorare la condizione e lo stato delle biodiversità. In tal caso si parla addirittura di circa un milione di animali a rischio estinzione ma, facendo le dovute proporzioni, questa cifra va a collimare con quanto riportato dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Quest’ultima, infatti, nell’aggiornare la lista rossa, vi inserisce gli esemplari che con certezza potrebbero scomparire dalla Terra, e la proporzione di 28mila su 106mila analizzate non contrasta con il rapporto dell’IPBES.

Lista rossa IUCN: l’aggiornamento del 2019.

Tutto ciò è stato confermato da Jane Smart, direttrice generale del Gruppo che si occupa di conservazione della biodiversità presso lo IUCN, la quale ha dichiarato che i risultati degli ultimi studi sono in linea con la precedente ricerca dell’ente gestito dalle Nazioni Unite. La dirigente ha anche avuto modo di ricordare con un bel po’ di preoccupazione che: «La natura si sta perdendo con una velocità senza precedenti».

Allarme estinzione per pesci e primati

Il documento dello IUCN rileva come, attualmente, tra gli esemplari la cui sopravvivenza è minacciata ci sono il 40% degli anfibi e il 25% dei mammiferi. Da non sottovalutare nemmeno la percentuale del 14% di uccelli, mentre salgono al 30% squali e razze, e lo stesso dato riguarda pure crostacei, conifere e coralli. Gli scienziati ritengono che questo generalizzato allarme estinzione sia causato principalmente dalle scelleratezze delle attività umane sul pianeta. Ad esempio, il ricorso alla pesca selvaggia e senza alcun limite sta per decretare la fine di due specie di razze, mentre la caccia fuori controllo di selvaggina sta minacciando pericolosamente ben sette tipi di primati.

Scendendo negli dettaglio degli animali a rischio estinzione, è stato notato come sia crollata vertiginosamente la popolazione dei cosiddetti pesci chitarra o violino, giacché su 16 specie valutate ben 15 a breve potrebbero non esserci più. Stesso discorso viene fatto per il false shark kay che si trova prevalentemente in Mauritania, nell’Africa Occidentale, e che nel giro di appena 45 anni avrebbe perduto addirittura l’80% degli esemplari. Lo IUCN denuncia che questa drammatica situazione è legata principalmente ad una continua e incontrollata pesca costiera, tendente alla vendita e al consumo della carne di questi animali. Dunque, per provare a salvarli, sarebbe necessario realizzare delle aree marine protette e bloccare questa piaga omicida.

Il pesce chitarra a rischio estinzione.

Anche diversi pesci d’acqua dolce sono in serio pericolo in particolar modo in Giappone e in Messico, dove per il riscaldamento globale la portata dei fiumi si sta riducendo sensibilmente, a fronte di un’eccessiva estensione delle attività agricole, per non parlare dell’inquinamento urbano in continuo aumento.

La lista rossa aggiornata in queste settimane ha visto purtroppo il suo ingresso di sette specie di primati. Ben sei si trovano nell’Africa Occidentale, e ad oggi si ha una percentuale del 40% del rischio di scomparsa per questi animali. Anche qui i maggiori responsabili sono gli esseri umani che hanno provocato un’eccessiva deforestazione, per non parlare della caccia selvaggia. Ad esempio è davvero allarmante il riscontro inerente il cercolopiteco che dalla precedente categoria «a rischio di estinzione», è passato adesso a quella ancor più preoccupante «a rischio critico di estinzione». Questi animali si trovano prevalentemente in Costa d’Avorio e in Ghana, e al momento ce ne sarebbero in vita appena 2.000. La drastica riduzione della popolazione è dovuta all’opera dei bracconieri, attirati dalle carni pregiate di questi primati.

Infine non si deve sottovalutare l’allarme estinzione anche per le piante che, a conti fatti, stanno sparendo con una rapidità ancora maggiore rispetto agli animali. Lo IUCN ha dovuto inserire nella lista rossa addirittura 5.000 specie di alberi di Paesi diversi e 79 tipi di funghi. I dirigenti dell’ente hanno invitato caldamente le istituzioni, le imprese e la società civile a limitare questo «sovrasfruttamento della natura», invitando ad approntare una serie di interventi per garantire alle popolazioni locali tutti i mezzi di sussistenza possibili.

Annunci

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here