Alla Stazione di Napoli il murales di Pino Daniele: resistenze e divieti

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NAPOLI CENTRALE- L’omaggio di Jorit a Pino Daniele: il murales tra divieti e resistenze

Resistenze e divieti alla Stazione Centrale di Napoli per il murales di Pino Daniele, omaggio del celebre urban- artist Jorit. L’emblematico artista partenopeo dovrebbe dare il benvenuto agli innumerevoli turisti che ogni anno si affollano nella città. La Pino Daniele Trust Onlus insieme con Jorit vorrebbero dedicare un grande murale sulla facciata del “Palazzo Alto” delle Ferrovie dello Stato. I lavori sarebbero completi per settembre 2020.

Alex Daniele, figlio di Pino e Presidente dell’Ente no profit  Pino Daniele Trust Onlus, vorrebbe in questo modo celebrare l’arte, dimostrando la vena artistica della famiglia, esaltando il ricordo del cantautore che occupa un posto speciale nel cuore di tutti i napoletani e degli italiani.

 “Il nostro supporto per la realizzazione del murale va al di là di un’attività di valorizzazione della figura artistica di mio padre. Promuovere l’arte in questo periodo storico è fondamentale per il processo di sviluppo e rigenerazione sociale. Insieme a Fondazione Jorit, FS Sistemi Urbani e Grandi Stazioni Immobiliare (Gruppo FS Italiane) è in via di definizione un protocollo per coniugare la realizzazione dell’opera ad una finalità benefica a supporto degli operatori dello spettacolo e di progetti di carattere culturale e didattico.”

Il murales di Jorit: omaggio a Pino Daniele

Un’anteprima del murales è immaginabile ma non conoscibile, difatti seguirà la stessa prassi di tutte le opere di Jorit: l’artista l’avrebbe svelata durante la realizzazione su 630 tasselli di forma esagonale di Palazzo Alto.

Senza dubbio non sarebbe mancato il marchio di Jorit: le due strisce rosse sulle guance, che svela un senso di appartenenza, che ogni individuo possiede, all’”Human Tirbe”. La tribù esaltata da Jorit, che comprende l’intera umanità e non conosce differenze di etnia, genere, razza, religione e di alcun tipo.

«Pino Daniele fa parte del patrimonio non solo artistico ma anche culturale e per così dire ‘umano’ di Napoli» – aveva affermato Jorit –  «Grazie a questo progetto, in rappresentanza del popolo napoletano ci sarà proprio lui a salutare e accogliere quanti ogni giorno arrivano e partono dall’hub ferroviario di piazza Garibaldi»

Opposizioni e resistenze

Il progetto ha già subito un primo freno: l’opposizione degli architetti napoletani in difesa della struttura di Palazzo Alto, realizzato dallo studio Keller. L’architetto fondatore dello studio Keller, Antonio Martinello ha affermato:

“Questo non ha nulla a che fare con l’artista ma solo con la scelta del luogo. Di solito la street art attira l’attenzione su zone di degrado di cui la città facilmente si dimentica. È un efficace strumento di rigenerazione urbana”.

Favorevole all’idea del murales, contrario al luogo prescelto: “Un artista contemporaneo, per quanto bravo, non si mette a dipingere su una statua del Canova!”

Borrelli e Simioli hanno manifestato il loro disappunti, minacciando un flash-mob sotto la sede scelta, con la musica di Pino Daniele: «Siamo basiti. Davvero non capiamo il motivo di questo diniego. Forse su quel palazzo vanno bene le pubblicità ma non la rappresentazione di chi ha contribuito a rendere Napoli grande nel mondo?»

Il limite più grande e il compromesso da raggiungere

Il disappunto è però avvallato da un limite maggiore: il blocco amministrativo che pone il grattacielo sotto il vincolo della sovrintendenza del Palazzo Reale. L’opera architettonica di Palazzo Alto vanta, infatti, un merito storico-culturale inestimabile.

Tale motivazione ha spinto il figlio di Pino Daniele, Alex Daniele, ha cercare un compresso valido, dopo la scoperta del reale vincolo di realizzazione. Egli ha affermato: È assurdo che le Ferrovie dello Stato non sapessero di non poter dare il permesso per la realizzazione dell’opera senza l’OK della soprintendenza. Vorrà dire che troveremo un altro posto.”

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