Alla Saatchi Gallery di Londra scatti dell’oppressione nera

Zora J. Murff è il fotografo che descrive nei suoi scatti la violenza contro le genti di colore

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Il lavoro fotografico di Zora J. Murff, che affronta la rappresentazione nera negli Stati Uniti, è esposto alla Saatchi Gallery di Londra. L’artista partecipa alla mostra “America in crisis”, visitabile fino al 3 aprile.


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Come nasce la mostra alla Saatchi Gallery di Londra?

Da un concetto fotografico omonimo del 1960 che esplorava il sogno americano e un periodo di grandi cambiamenti. Sono gli anni della corsa all’elezione di Richard Nixon a Presidente degli Usa. Cinque decenni dopo, gli scatti di allora sono giustapposti a immagini recenti, creando un dialogo contemporaneo. La battaglia per l’uguaglianza è uno dei dibattiti nazionali esplorati nella mostra. L’esposizione tratta anche il tema del controllo delle armi, la crisi climatica e la rivoluzione digitale.

“Oppressione anti-nera”

La mostra presenta un corpus del lavoro di Murff in cui si nota l’influenza del razzismo nella sua formazione umana e artistica. Le ingiustizie sopportate per generazioni hanno plasmato anche le infrastrutture e la vita quotidiana nel quartiere storicamente nero di North Omaha in Nebraska. Una delle immagini del creativo si intitola “Flagging”. Rappresenta una bandiera americana sul portico anteriore di una casa, oscurata dal fogliame di siepi davanti all’obiettivo. Un lavoro realizzato per rivendicazione, per trovare uno spazio per me.

Murff e la fotografia

Murff è attualmente professore di fotografia all’Università dell’Arkansas. Con una laurea in Psicologia, ha iniziato nel lavoro sociale prima di diventare artista e insegnante. Intende la fotografia come un “atto intrinsecamente sociale” e la usa per “minare il razzismo sistemico. Incoraggia una lettura più profonda delle immagini e dei contesti per comprende le dinamiche che portano all’esclusione.

L’oppressione nera alla Saatchi Gallery di Londra

L’artista si oppone alla violenza verso i neri in America, quindi esprime il suo dissenso verso gli assassini del 2020. Pensa che siano spettacoli per l’opinione pubblica, mentre le condizioni in cui soffrono le persone di colore rimangono invariate. Le sue immagini mostrano diversi tipi di oppressione razziale. Ci sono: il linciaggio dello spettacolo, l’omicidio della polizia di persone di colore e il redlining, la segregazione approvata dal Governo. Ritratti e fotografie portano l’attenzione sulle esperienze delle comunità nell’America centrale. La mostra alla Saatchi gallery è curata da: Sophie Wright, Gregory Harris dell’High Museum of Art di Atlanta e l’accademica Tara Pixley.