Alla personale di Italo Zuffi opere create per l’evento

L'artista ha creato le opere "Civilizzarsi" e una nuova versione di "Gli ignavi"

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Italo Zuffi, Il sotto, 2016, performance, Istituto Svizzero di Milano. Performer Matteo Lanfranchi. Foto Ivan Grianti. Courtesy l'artista.

In occasione di ART CITY Bologna, Banca di Bologna presenta nella Sala Convegni di Palazzo De’ Toschi, Fronte e retro, personale di Italo Zuffi. L’esposizione completa il progetto espositivo inaugurato lo scorso gennaio al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. La mostra inaugura mercoledì 11 maggio alle 18.30 e sarà visitabile dal 12 al 29 maggio.


“Fronte e retro”: Italo Zuffi e l’arte dei contrasti


Come si inserisce la personale di Italo Zuffi nel progetto allestito al MAMbo?

La mostra, a cura di Lorenzo Balbi e Davide Ferri, si colloca in continuità temporale e concettuale con l’evento in corso al MAMbo. Costituisce quindi un unico progetto articolato in due spazi. La prima parte getta uno sguardo retrospettivo sul lavoro di Zuffi, attraverso uno spettro di opere compreso tra la metà degli anni Novanta e il 2020. A Palazzo De’ Toschi invece una serie di nuove produzioni tocca alcuni degli aspetti nodali della sua ricerca più recente. Questo passaggio di testimone fa sì che la proposta espositiva sia interamente focalizzata su un artista italiano. L’esposizione permette così di approfondire il lavoro di uno tra i più importanti talenti nati alla fine degli anni Sessanta.

Fronte e retro

Le mostre ruotano attorno a alcuni nuclei tematici che da sempre sottendono il lavoro di Zuffi e si traducono in contrasti e opposizioni. Sono antitesi che possono agire sul corpo, talvolta quello dell’artista stesso, come sulla forma scultorea. Sono idee di costruzione e al contempo di distruzione/caduta, lavoro e, insieme, di dispersione di energia, mollezza e rigidità. Fronte e retro a Palazzo De’ Toschi propone una serie di opere realizzate appositamente e in risposta alle caratteristiche dello spazio espositivo. Il percorso si concentra sulla pratica scultorea, configurata come fedele riproduzione di una forma e messa in discussione della stessa, attraverso intrusioni e frammentazioni. La seconda mostra evidenzia uno degli aspetti fondamentali della ricerca di Zuffi degli ultimi anni, l’indagine attorno alla parola. I termini sono usati in forma poetica, come in Poesie Doppie, raccolta di brevi testi poetici dell’artista. Poi sono un elemento da cui si genera la forma scultorea.

Le opere realizzate per la personale di Italo Zuffi

L’allestimento, che ogni anno reinterpreta in maniera nuova lo spazio della Sala Convegni Banca di Bologna di Palazzo De’ Toschi, ha uno dei suoi baricentri nel dialogo tra due opere. Civilizzarsi è un lavoro che si sviluppa a partire dalla parola, usata come strumento di descrizione di azioni semplici e quotidiane, che generano processi di azione, reazione e sintesi. Poi ha preparato una nuova versione de Gli ignari. Quindi una serie di nature morte in ceramica accompagnate dal suono prodotto da un affastellamento di fischi, in questo caso reinterpretato in un’inedita partitura. Ciascuna delle due opere è installata sulle pareti di una struttura triangolare che ha una forte presenza scultorea all’interno dello spazio. I due poli, veri e propri dispositivi fruibili su ogni lato, sono dotati di un’illuminazione autonoma. Permettono al visitatore di creare un proprio percorso nell’oscurità della sala.

Installazione sulla scultura

Infine, in uno spazio adiacente al salone principale, verrà presentato un terzo lavoro installativo come ulteriore momento di riflessione sulla scultura. Una serie di carrelli su cui poggiano dei frutti, mostrano possibili combinazioni di elementi recanti le tracce di una alterazione. Sembra tradurre l’idea di un contrasto e un desiderio di ridefinire la loro stessa forma.

Immagine da cartella stampa.