Alla Fondazione Antonio Dalle Nogare “Things/Thoughts”

Per tutto il 2022 l'Istituzione artistica di Bolzano presenta un riallestimento di parte della collezione

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Fondazione Antonio Dalle Nogare
Un nuovo allestimento per una selezione delle opere della collezione

Inaugurata alla Fondazione Antonio Dalle Nogare la mostra THINGS/THOUGHTS che presenta un nuovo allestimento della collezione. Il percorso è curato da Eva Brioschi.


Antonio Dalle Nogare: ripensato il percorso della collezione


Com’è pensato l’allestimento delle opere conservate alla Fondazione Antonio Dalle Nogare?

Col nuovo allestimento l’Istituzione mette in mostra opere che veicolano forme e pensieri che hanno caratterizzato la nascita dell’arte. Un’interpretazione dell’espressione che i curatori desiderano condividere nei nostri spazi. Il percorso presenta lavori dagli anni ’60 che rappresentano l’inizio dell’arte concettuale in America e in Europa, ai giorni nostri. Ci sono creazioni realizzate utilizzando materiali industriali, poveri, comuni e oggetti di uso quotidiano. La ricollocazione di una parte della collezione Antonio Dalle Nogare accompagna il visitatore alla scoperta della meraviglia dell’ordinario.

La mostra di Charlotte Posenenske

Fino al 28 maggio nella sede della Fondazione di Bolzano è visitabile la mostra “From B to E and more” di Charlotte Posenenske. Artista di fama internazionale e figura centrale del movimento minimal tedesco, ha lavorato prevalentemente con la scultura. Ha ottenuto ampi riconoscimenti in Germania fino alla decisione, nel 1968, di dedicarsi alla sociologia.
La sua prima retrospettiva in Italia ripercorre l’evoluzione della pratica di un talento scomparso prematuramente. Il percorso è infatti incentrato su una serie di opere realizzate in poco più di dieci anni.

Arte e strutture economiche

Il lavoro di Posenenske si distingue per la propria natura radicalmente aperta. Insistendo sui concetti di ripetizione e fabbricazione industriale, l’artista ha sviluppato una propria forma di minimalismo. A differenza dei suoi contemporanei americani, affrontava le
preoccupazioni socioeconomiche e politiche del ’68 per ripensare lo status quo
del mercato dell’arte. Rifiuta anche le gerarchie culturali prestabilite. La mostra è allestita in un periodo di pandemia e proteste sociali derivanti dalla preoccupazione sempre
crescente alla polarizzazione economica. L’obiettivo è aprirsi a un confronto necessario sulle dinamiche che governano le strutture economiche mondiali, e il sistema dell’arte contemporanea. L’artista ha lavorato alle tematiche oltre cinquant’anni fa. Testimonia quindi che nonostante i progressi, ciclicamente ci confrontiamo con le stesse preoccupazioni. Però i problemi sono generate da eventi di natura profondamente diversa.