Alla Biblioteca universitaria di Genova il talento ligure

Aperta al pubblico dal 3 al 28 marzo, l’esposizione è organizzata da EventidAmare e comprende trentaquattro opere di diciassette artisti liguri e ungheresi

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Biblioteca universitaria di Genova
Termini Lucia. GUARDANDO LONTANO, acrilico su tela 60 x 80 cm (2020)

Inaugura giovedì 3 marzo alle 17 la mostra Tra segno e colore, esposizione di trentaquattro opere di diciassette artisti liguri. Il percorso è allestito all’interno dell’ex Sala di ristorazione dell’attuale Biblioteca universitaria di Genova e curato da Daniele Grosso Ferrando. L’esposizione sarà visitabile fino a lunedì 28 marzo.


“Magica Liguria” a Genova le opere di Aurora Bafico


Chi sono gli artisti che espongono alla Biblioteca universitaria di Genova?

All’interno della rassegna sono presenti opere di: Aurora Bafico, Rosa Brocato, Gianni Carrea, Ida Fattori, Fulvia Fermi Steardo. Anche Teresa Fior, Caterina Grisanzio, Giuliano Lo Pinto, Teresa Maggiore, Arianna Mariano, Enrico Merli, Claudia Nicchio partecipano all’evento Vincenzo Rossi. Espongono pure Lucia Termini, Judit Torok, Ondina Unida e Agnese Valle. Tra Segno e Colore è organizzata da EventidAmare, associazione culturale Liguria-Ungheria, Consolato Onorario ungherese per la Liguria. Ha il patrocinio di Regione Liguria, Città Metropolitana di Genova, Comune di Genova e Camera di Commercio di Genova.

Appuntamento rimandato

L’esposizione era prevista il 10 novembre 2020 ma l’organizzazione ha modificato la programmazione per le restrizioni dovute alla pandemia. Prima infatti era accessibile unicamente in tour virtuale fruibile su Facebook e YouTube. Spiega l’evento Pietro Bellantone, Presidente delle Associazioni culturali EventidAmare e Liguria. «Dopo quasi un anno e mezzo il pubblico può visitare la mostra dal vivo e apprezzare le trentaquattro opere, in un viaggio tra il figurativo e l’informale». All’inaugurazione partecipano Pietro Bellantone, Presidente di EventidAmare e Liguria Ungheria, Paolo Giannone, Direttore della Biblioteca universitaria. Intervengono anche Laura Repetto, Consigliera delegata della Città Metropolitana di Genova, e Daniele Grosso Ferrando, curatore della mostra. Il critico commenta la mostra. «Gli artisti confermano la ricchezza e la vitalità della ricerca artistica a Genova e in Liguria. La creatività è testimoniata da opere di vario genere che spaziano dal figurativo all’informale in una molteplicità di soluzioni e di esiti stilistici».

La mostra alla Biblioteca universitaria di Genova

Tra segno e colore si aggiunge alle esposizioni organizzate da Eventidamare nell’ultimo periodo. La personale dell’artista padovana Claudia Nicchio, le mostre di Aurora Bafico, Gianni Carrea e Enrico Merli. Il sodalizio propone anche La multiforme carriera fotografica di F. K. Fuerst da Budapest alla Riviera Ligure in programma dal 17 marzo all’8 aprile. Paolo Giannone e Mariangela Bruno della Biblioteca Universitaria di Genova commentano così l’iniziativa. «L’esposizione costituisce un ponte fra persone, luoghi e visioni diversi e è la dimostrazione viva di un impegno volto a far emergere il lavoro di artisti contemporanei». Dopo lo stop dalla situazione pandemica il pubblico torna di presenza a godere delle bellezze artistiche. Laura Repetto, Consigliera delegata della Città Metropolitana, considera l’appuntamento un modo per promuovere il territorio. «Sono convinta che il nostro marketing territoriale debba contribuire a rendere palazzi storici, istituzionali della città e patrimonio di tutti». 

Artisti liguri e linguaggio pittorico

Le opere degli artisti indicano un ritorno alla pittura e alla “manualità” dell’arte. Un percorso iniziato con Transavanguardia e Neo-espressionismo dopo le sperimentazioni concettuali degli anni ’60 e ’70.

Aurora Bafico alla Biblioteca universitaria di Genova

La città è la protagonista assoluta delle vedute urbane di Aurora Bafico che sono una dichiarazione d’amore. Spaziano dai monumenti famosi agli angoli pittoreschi, resi con sincera commozione, in cui il ricordo si fa luce, emozione e colore. In Campetto l’atmosfera solitaria ricorda gli scorci urbani di Ottone Rosai, abitati da personaggi umili e silenziosi. La composizione è dominata dallo sviluppo ascensionale della fontana che diventa il fulcro visivo della scena. Resti dell’acquedotto è, invece, una riflessione sulle memorie storiche, mute testimonianze di un passato glorioso, minacciato dall’inesorabile fluire del tempo.

Rosa Brocato

L’artista usa una pittura di oggetti in cui la realtà si frantuma, evocando visioni simultanee e moltiplicazione dinamica delle immagini. I violini si scompongono in più parti, il colore, steso in velature blu e violette contribuisce a sospendere gli strumenti in una dimensione atemporale di grande suggestione visiva. Gli oggetti perdono, così, la loro consistenza reale e si trasformano in immagini oniriche che fluttuano in una spazialità evocativa. Il contesto è percorso da improvvisi fasci di luce.

Gianni Carrea

L’Africa, oltre a essere il “sogno d’amore” di Gianni Carrea, è anche la principale fonte di ispirazione delle sue opere. L’artista ha strabiliante perizia tecnica, eseguendo a mano le opere con pennello e spatola, e capacità di trasfigurare l’immagine reale in potenti sensazioni cromatiche. La pittura gareggia con la fotografia per la sua precisione mimetica. In Mirare in alto la pelliccia del leopardo diventa un puzzle cromatico bilanciato nei suoi valori tonali. In Incrocio il ricordo va agli animali di Franz Marc. Le zebre dallo sguardo umanizzato si scambiano un gesto affettuoso e le strisce dei loro mantelli ritmano la composizione in modo armonioso.

Ida Fattori

Le opere di Ida Fattori fondono motivi astratti a intonazioni simboliste. Il violento contrasto fra la luce e l’ombra denota una dimensione cosmico/esistenziale e provoca una forte tensione emotiva. Alla geometria delle forme astratte si contrappongono le radiazioni luminose dello sfondo che crea una vibrazione chiaroscurale che sottolinea l’eterno conflitto fra il bene e il male. In Chiaro-Scuro la sagoma triangolare nera attraversa drammaticamente lo spazio, sovrapponendosi agli squarci di luce che emergono dalle profondità cosmiche. Lo stesso avviene in Attraverso dove il confronto luce/colore/buio si dilata in una dimensione universale con la visione dall’alto.

Fulvia Fermi Steardo espone alla Biblioteca universitaria di Genova

Il colore è protagonista dei lavori di Fulvia Fermi Steardo che ricreano in forme astratte immagini della realtà. Seguendo Kandinsky, il colore diventa veicolo di una profonda spiritualità che trasfigura gli stimoli esterni in emozioni cromatiche. Fuoco dentro è un viaggio nel mondo interiore dell’artista che è evocato da un universo di colori. Lo caratterizzano il contrasto fra toni caldi e toni freddi, portatori di opposte sensazioni. New York è il ricordo visivo delle luci e delle tinte della metropoli americana che rivive sulla tela come pura sensazione cromatica.

Teresa Fior

La pittura di Teresa Fior ci introduce a un mondo sospeso e intimista, fatto di spazi silenziosi e di atmosfere metafisiche. Il pastello coi suoi toni morbidi e sfumati, accentua l’evanescenza delle immagini che non si svelano mai completamente come fossero sogni o ricordi. In Attimo colto protagonista è lo spazio, chiuso e segreto, pieno di silenzio che sembra imprigionare la bambina. Luce di primavera mostra lo spazio angusto della stanza dialoga con la luce del sole che ravviva il vaso di fiori.

Caterina Grisanzio

Nelle opere di Caterina Grisanzio la realtà è filtrata e interpretata mediante il colore, steso con impeto gestuale. Satura la tela e esplode con forza e energia, ammassandosi in stratificazioni dinamiche, così da dare corposità e vitalità all’immagine pittorica. Puglia è un atto d’amore per la sua terra d’origine in cui l’esuberanza cromatica del giallo si stempera nel blu profondo del mare. Frammenti di sé è, invece, un’indagine introspettiva dove il volto dell’artista si dissolve in una struttura cromatica violenta e mescolata fatta di pennellate intense e rabbiose. Spiccano gli occhi infuocati che si rivolgono allo spettatore come lo specchio di un’anima inquieta.

Giuliano Lo Pinto

La passione per la fotografia è ben testimoniata dalle due opere in mostra. Lo Pinto, animato da una sincera forza emotiva, ottiene un equilibrio fra risultato estetico e contenuto che documenta la realtà sociale del Senegal odierno. I soggetti invitano a interrogarsi sul senso della storia. Isola di Gorée-Senegal ricorda il drammatico passato del paese quando era il principale punto di vendita degli schiavi africani ai mercanti europei. Tuttavia l’immagine della donna col bambino contrappone la forza irresistibile della vita a ogni dichiarazione di morte. Saint Louis-Senegal oppone l’amore di una mamma alla povertà della sua vita materiale, mentre lo sguardo è rivolto alla speranza di un futuro migliore.

Teresa Maggiore alla Biblioteca universitaria di Genova

Con un occhio rivolto a Mondrian, Lichtenstein, Bruno Munari e Mario Radice, le tele di Teresa Maggiore offrono un’interpretazione dell’arte pop declinata in chiave post-moderna. Affascinano per l’inedita combinazione fra il rigore geometrico delle superfici colorate, l’armoniosa razionalità astratta. Degna di nota anche l’esuberante vitalità cromatica affidata principalmente ai colori primari. In Cittadino del mondo al dinamico labirinto cromatico si contrappone la misteriosa silhouette nera di Charlot. Free Jumping ribalta il senso dell’opera precedente. Lo slancio dinamico dell’imprevedibile sagoma nera infrange, infatti, la statica ortogonalità della scacchiera cromatica. Crea quindi un inedito rapporto dialettico fra movimento e immobilità.

Arianna Mariano

La ricerca artistica di Arianna Mariano si muove fra Espressionismo astratto e Informale materico. Il colore è di volta in volta principio costruttivo e esigenza interiore. La sua è un’indagine introspettiva che tende alla spiritualizzazione del colore, veicolo di emozioni che da personali diventano universali. In Comunione la potenza espressionista della tinta provoca un forte impatto emozionale e trasfigura la realtà in un mondo di sensazioni cromatiche. Sovrapposizioni è, invece, un universo caotico di emozioni, fatto di stratificazioni e di colature. Lo stimolo esterno si soggettivizza in un motivo astratto ricco di risonanze interiori.

Enrico Merli

La pittura di Enrico Merli mostra un sincero interesse verso la realtà trasfigurata con la magia della luce. Evoca dunque gli esiti migliori del Realismo magico. Il mondo visibile, con le sue infinite sfaccettature, diventa così un immenso campo di indagine da cui estrarre frammenti di vita. Concerto racconta un momento di estasi musicale fissato per sempre dall’occhio dell’artista e quindi sottratto all’inesauribile fluire del tempo. La composizione trova il suo equilibrio nelle variazioni tonali del blu ravvivate dalla luce incandescente nello sfondo. Omaggio a Serge Lido ricorda uno dei più grandi fotografi che hanno immortalato la danza nel XX secolo. Riprendendo Degas, il pittore crea un magico gioco di riflessi e trasparenze con la sapiente modulazione della luce. L’audace inquadratura fotografica esalta i movimenti delle ballerine.

Claudia Nicchio

Claudia Nicchio esplora il mondo dell’inconscio rendendo visibile ciò che è invisibile. Si ispira all’immaginario figurativo di Dalì, Magritte e Delvaux. I suoi lavori si popolano di figure mitiche e fiabesche che affascinano chi le guarda trasportandolo in un universo misterioso e segreto. l’artista trasforma l’ordinario in straordinario dato che la normalità delle cose è contraddetta da strane e imprevedibili combinazioni tali da disorientare l’osservatore. Gli occhi del bosco raffigurano il bosco che sembra avere mille occhi e mille voci, animandosi di inquietanti presenze che circondano la ragazza. In Le forbici dell’acqua la composizione è giocata su ritmi curvi e flessuosi. Una ninfa acquatica sta recidendo i suoi capelli, resi vivi dalla catena di occhi, che si trasformano in una cascata, fonte di vita e di speranza.

Biblioteca universitaria di Genova e Vincenzo Rossi

Il fascino del paesaggio ligure e delle testimonianze artistiche è il filo conduttore che lega le opere di Vincenzo Rossi. L’artista è mosso dal desiderio di fissare sulla tela un’emozione, un attimo della nostra esistenza. I paesaggi sono concepiti come dei fermo immagine e calati in una dimensione atemporale ed eterna in cui dominano solitudini metafisiche e magie luministiche. La chiesa di Santa Margherita e il castello di Noli combina due diversi momenti percettivi caratterizzati da severità formale e rigoroso ordine geometrico. Il castello di Noli e la chiesa di Santa Margherita presenta soggetti ribaltati come in un sorprendente gioco metafisico.

Lucia Termini

La ricerca artistica di Lucia Termini si concentra principalmente sul ritratto e, in particolar modo, sul volto femminile. Il paradigma di una bellezza senza tempo, ma anche specchio di un’indagine interiore. In Guardando al futuro il viso emerge dallo sfondo bianco come un’apparizione improvvisa e misteriosa. Lo sguardo malinconico sembra perdersi nella contemplazione di un futuro ignoto o di un pensiero lontano. Con 2020 Lucia Termini dialoga col ponte “San Giorgio”, di recente realizzazione, e “La Nascita di Venere” di Sandro Botticelli. Il dipinto del Quattrocento è drammaticamente calato ai giorni nostri mediante l’aggiunta della mascherina.

Judit Török

L’artista dimostra di essere una degna erede della Secessione viennese e dell’arte simbolista. Le sue opere, ricche di citazioni letterarie e artistiche, si caratterizzano per una notevole complessità iconografica e concettuale. Usa poi sapientemente materiali differenti in cui le immagini e le parole si combinano con coerenza. In Cadavre exquis, la Török riprende il gioco combinatorio dei Surrealisti basato sull’associazione casuale degli elementi. Però aggiunge un’amara e dolente riflessione sul valore dell’arte nel mondo contemporaneo. Il suo spirito visionario è, invece, testimoniato da Libertà quale. L’eleganza del disegno di matrice secessionista maschera una sofferta meditazione sul tramonto degli ideali e sul nichilismo dei nostri tempi.

Ondina Unida

Le sperimentazioni polimateriche (acrilico, resina e ceramica) generano sulla tela una consistenza tattile. In I colori della vita la magica fioritura in primo piano si proietta in uno spazio cosmico da cui proviene una cascata di luce, fonte di vita e di speranza. Il mistero della vita ritorna in Estasi Cosmica dove l’universo floreale si dilata in una dimensione spaziale cromaticamente. Colori vivaci e accesi dialogano con le misteriose profondità celesti in un anelito di speranza e di rinascita.

Agnese Valle alla Biblioteca universitaria di Genova

I paesaggi di Agnese Valle sono una festa di colori luminosi e vivaci che ci proiettano in un universo fiabesco. Collegandosi idealmente a Klee e a Mirò, riscrive in maniera molto personale il paesaggio, caratterizzato dalla semplicità bidimensionale delle immagini. S. Maria Maggiore a Bergamo alta è, così, trasformata in un mosaico di colori che non riflette la realtà ma che nasce dall’inesauribile fantasia dell’artista. Palazzo Spelladi a Pordenone è quindi ricreato con toni da favola. La mostra sarà aperta martedì e giovedì dalle 9 alle 18.30, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 14.30. Lunedì, sabato e domenica invece è chiusa.