Alice Ronchi e la voce del borgo di Montemarcello

L'artista ha intervistato gli abitanti per conoscere il loro rapporto con la frazione e poi realizzato un'insegna che rappresenta il sentimento per il territorio

0
414
Alice Ronchi
Alice Ronchi, Montemarcello. Ph Nuvola Ravera

A Montemarcello, dove la poesia satura l’aria, Alice Ronchi ha deciso di conoscere il luogo del suo progetto intervistando proprio gli abitanti. Dagli incontri sono emersi racconti, sentimenti contrastanti e riflessioni che hanno portato l’artista a chiedere alla comunità di scrivere una lettera aperta al proprio paese, per raccontarne l’intimo legame. Le parole diffuse nell’aria e sulla carta, hanno abbracciato ricordi e emozioni, talvolta stratificati nel tempo come le case, talora impreziositi da un velo nostalgico. Un lavoro realizzato per Una boccata d’arte.


Itinerario artistico nelle regioni: Una boccata d’arte


Cosa ha indagato Alice Ronchi nel progetto per Montemarcello?

Ci sono paesi la cui voce rischia di svanire nel tempo, tra sentieri gonfi di rugiada, terreni impervi, lunghe notti stellate e storie lontane. Suoni di antiche borgate adagiate sulle colline, in cui sembra non ci siano che pietre, come scrisse Italo Calvino. L’arsura estiva e il gelo invernale infliggono le loro pene ai murinudi e ai tetti di cotto, senza tuttavia consumarne mai l’essenza, la vera anima. Chi ha tempo di ascoltare, infatti, sa che il silenzio della materia può essere rotto dalle parole di chi resta con tenacia, facendo riecheggiare vicende di fatti remoti. Gli abitanti, narratori dei luoghi, guidano la fantasia dei “foresti” verso angoli senza età, dal sapore dolce e raffinato.

L’idea dell’artista

Caro Montermarcello è il progetto che racconta il sentimento d’amore autentico e genuino emerso dalle interviste. Presenta il senso di comunità e appartenenza al proprio borgo, terra del possibile e monumento alla diversità. L’opera principale dell’intervento, una scritta arcuata in acciaio lavorato a mano con la frase È amore, è posta sul portale delle mura difensive. Un indizio per svelare ai passanti cosa troveranno tra i viottoli arroccati: emozione, comunità, bellezza. Delle lettere anonime raccolte nei numerosi sopralluoghi, lette dall’artista nella piazza principale, rimarranno delle tracce, non solo nella memoria dei presenti. Infatti, la creazione le custodisce dalla fortificazione da cui si diffondono l’immaginazione e le parole degli abitanti, vera anima del luogo.

Alice Ronchi

Classe 1989, è nata a Ponte dell’Olio, Piacenza. Ha conseguito un MFA a Sandberg Instituut di Amsterdam nel 2015 dopo una Laurea nel 2012 a NABA di Milano, città dove attualmente vive e lavora. Nel 2013 ha iniziato la sua collaborazione con la Galleria Francesca Minini dove espone con due mostre personali, Breakfast on the grass (2014) e Majestic solitude (2018). Collabora con istituzioni, scuole e musei per la progettazione di laboratori per bambini. Attualmente insegna Sculpturing, corso di inglese internazionale. Nelle sue opere gli oggetti di uso quotidiano incontrano il mondo dell’invenzione e della fantasia. La ricerca della meraviglia è un tema costante nel suo lavoro, popolato da figure familiari ma enigmatiche, frutto di una rielaborazione astratta. A metà tra il giocoso e il minimale, il suo lavoro è una sintesi perfetta tra la semplicità dell’espressione e la complessità delle forme e dei significati.

Mostre e collaborazioni

Il suo lavoro è esposto in gallerie e musei internazionali tra cui: Palazzo Reale (Milano IT), FonsWelters Gallery (Amsterdam NL), La Triennale (Milano, IT), Macro (Roma IT). Anche a Stadgalerie (Kiel DE), MamBo (Bologna IT), MAXXI (Roma IT), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino IT), Galleria civica di Trento (Trento IT). Nel 2021 Ronchi ha disegnato il trofeo di Formula 1 per il Gran Premio di Imola, commissionato da Pirelli in collaborazione con Hangar Bicocca. Il progetto di Alice Ronchi a Montemarcello è coordinato da Andrea Daffra.

Montemarcello

Montemarcello è un piccolo borgo storico del Comune di Ameglia, situato all’altitudine di 266 metri sul livello del mare. Avvolto da una cinta di mura ancora leggibile, si snoda tra stradine e vicoli a formare un compatto abitato di case sul crinale del Promontorio del Caprione. Quindi è affacciato sul mar Ligure all’esterno e sulla foce del fiume Magra all’interno. Il suo territorio è compreso nel Parco di Montemarcello Magra–Vara istituito nel 1985 e è annoverato dal 2006 tra i “Borghi più belli d’Italia”. Da Montemarcello si possono godere le potenti viste panoramiche sulle Apuane da un lato, e sul ‘Golfo di Venere’ con le isole Palmaria e Tino dall’altro.

L’origine del nome

Si narra che l’origine del nome derivi dalla vittoria del console Marco Claudio Marcello sul popolo dei Liguri al tempo dell’insediamento della colonia di Luni. Tuttavia la sua definizione costruttiva mostra i caratteri del basso medioevo sia per la costruzione di opere di difesa, sia per le strutture abitative. All’interno della chiesa di San Pietro risalente al XV secolo, si conserva un trittico attribuito al Maestro di Borsigliana e una pregevole ancona marmorea del 1529. Il lavoro è commissionato dalla comunità del borgo e attribuita allo scultore francese Domenico Gare, detto il franzosino. L’unica attuale piazza del Paese non è frutto della storia insediativa, ma l’esito di un bombardamento aereo, avvenuto il 13 dicembre del 1944.

Immagine da cartella stampa.