Freddato con un colpo di pistola che l’avrebbe trapassato tra il petto e il collo. Così sarebbe morto Alberto Melone, un diciannovenne di Alghero assassinato mentre si trovava presumibilmente nell’appartamento di un amico situato nel centro storico della cittadina della Sardegna nord-occidentale. Stando agli ultimi aggiornamenti diffusi da TgCom24, i carabinieri in queste ore avrebbero arrestato un ragazzo per l’omicidio.

Il barista sardo nella serata di ieri, 5 aprile, pare si trovasse in casa di un amico insieme anche ad una terza persona. L’assassino avrebbe suonato alla porta della residenza di Piazza del Teatro, e a quel punto avrebbe aperto il fuoco sul ragazzo, non lasciandogli alcuna via di scampo, per poi darsi alla fuga. Gli uomini del 118 e i carabinieri sarebbero stati avvisati da un vicino di casa, insospettitosi dopo aver udito un certo trambusto seguito da uno sparo. Quando il personale medico è giunto sul luogo indicato, avrebbe trovato il giovane ancora agonizzante: purtroppo, però, tutti i tentativi di rianimarlo sono risultati vani, giacché Alberto Melone è spirato poco dopo l’arrivo dei soccorritori.

I carabinieri hanno immediatamente aperto le indagini, portando in caserma e ascoltando i due amici della vittima in evidente stato di shock. Nel frattempo è partita una vera e propria caccia all’uomo per individuare l’omicida. Nel cuore della notte, gli investigatori sarebbero riusciti a rintracciare e a fermare un ragazzo di 18 anni. Questi, sottoposto ad un lungo interrogatorio, in un primo momento avrebbe provato a mettere gli inquirenti su una falsa pista, dichiarando che il responsabile dell’assassinio era stato un terzo uomo, piombato improvvisamente nella casa al centro di Alghero. Dopo alcune ore, però, pressato dalle forze dell’ordine, il ragazzo avrebbe confessato di essere lui il responsabile dell’omicidio.

Alghero: arrestato presunto assassino del barista.

Al momento non si conosce ancora il movente che avrebbe spinto il diciottenne a togliere la vita a Melone. Intanto, l’intera comunità di Alghero è sconvolta per quanto accaduto, poiché la vittima era ben nota in città, giacché lavorava come barista nel locale di proprietà dei genitori.

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