Alfredo Müller e i lavori grafici di fine Ottocento

In mostra stampe e incisioni che presentano il simbolismo dell'epoca e opere che raffigurano Parigi

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Alfredo Müller
Alfredo Müller, "La Place Blanche o Le Moulin Rouge (effet de nuit)", 1899, acquaforte e acquatinta mm. 660 x 415

Alfredo Müller. Il trionfo della grafica nella Parigi della Belle Époque è a cura di Emanuele Bardazzi e Hélène Koehl, Presidente dell’associazione amici dell’artista di Strasburgo. Presenta la più vasta raccolta di opere grafiche del talento finora esposta in Italia e all’estero, leggendo la sua produzione nel contesto dell’epoca. Affianca le sue opere a quelle dei più grandi protagonisti dell’età d’oro della stampa d’arte in Francia. L’esposizione è in programma dall’11 settembre al 27 novembre.


Il Moulin Rouge apre a Parigi il 6 ottobre 1889


Dove sarà allestita la mostra di Alfredo Müller?

Il progetto espositivo è strutturato in tre sedi. Al Rifugio Gualdo (ex chiesa di San Giusto) alle pendici del Monte Morello a Sesto Fiorentino, dove aprirà in anteprima domenica 11 settembre alle 11 la sezione della grafica parigina tra ‘800 e ‘900. Ci sono oltre cento opere su carta di vari autori. Poi al Centro espositivo Antonio Berti, galleria comunale ed ex-studio dell’omonimo scultore il percorso introdurrà la figura e l’operato di Alfredo Müller. Sarà infatti proposta una selezione di opere sul tema del paesaggio in gran parte realizzate durante la sua permanenza a Osny. Quindi la Soffitta Spazio delle Arti, al circolo Arci dove verranno predisposte, divise in sei sezioni tematiche, le opere realizzate negli anni di Montmartre. Le due mostre inaugureranno domenica 16 ottobre alle 11.

L’artista

Il pittore livornese Alfredo Müller, emigrato con la famiglia a Parigi nel 1895 a seguito del crac finanziario del padre, fu per circa un decennio un abile incisore parigino. Diventa presto un capofila del rinnovamento dell’acquaforte a colori nella capitale della Belle Époque.

L’esposizione al rifugio Gualdo

All’ex chiesa di San Giusto, oggi divenuta il Rifugio Gualdo, è presentata un’ampia rassegna di oltre cento opere su carta, in cornici prevalentemente d’epoca. I materiali raccontano il mondo della grafica parigina tra ‘800 e ‘900: dalle affiches alle riviste illustrate, dalle incisioni d’élite alle popolari, realizzate dai migliori artisti attivi nel periodo. Un viaggio nella straordinaria e irripetibile fioritura della stampa fin-de-siècle. L’intento è offrire un’immersione totale nel mondo della grafica e della pubblicità, toccando i suoi aspetti più effervescenti e gioiosi e i più inquietanti e oscuri.

Il simbolismo e la stravaganza di Alfredo Müller

Nel comporre il caleidoscopio, una precisa scelta di campo è non limitarsi a offrire della Belle Époque solo il lato superficiale e festaiolo dei balli al Moulin Rouge. I curatori non vogliono nemmeno mettere in luce soprattutto gli aspetti più modernisti della rivoluzione grafica come è avvenuto in mostre allestite all’estero negli ultimi anni. Esplorano anche lati che rimanevano più all’ombra e pertanto meno noti oggi all’immaginario collettivo. Dunque l’attenzione è rivolta a un certo filone simbolista e decadente legato al gusto per le sensazioni rare tipico degli esteti ultra-raffinati, Huysmans e Lorrain. Anche al concetto di bellezza irregolare e stravagante di filiazione baudelairiana che seguiva l’assunto le beau est toujours bizarre. Saranno esposte opere di Albert Besnard con il suo capolavoro Les morphinomanes, Louis Legrand con Prostitution. Infine, Georges de Feure con L’amour libre e Marcel Lenoir con Le Monstre e L’Éducation.

Alfredo Müller al Centro Espositivo Antonio Berti

La mostra entra nel vivo della produzione dell’artista, presentando una selezione di opere legate al tema del paesaggio. Ci sono scene di campagna e vedute cittadine eseguite a acquaforte in nero e a colori soprattutto tra il 1902 e il 1903, quando si trasferì da Parigi a Osny. Risalta la scenografica serie di sei grandi litografie decorative a colori dette Frises e destinate all’arredo delle case secondo i principi di William Morris. Les Paons e Les Cygnes, manifestano pienamente l’adesione allo stile Art Nouveau. Furono commissionate dal famoso mercante di stampe parigino Edmond Sagot e vengono esposte per la prima volta nella loro completezza.

La Vie heureuse de Dante Alighieri

Esposta per la prima volta completa è anche la suite, di straordinaria rarità e importanza, de La Vie heureuse de Dante Alighieri ispirata alla Vita Nuova. Costituita da sei soggetti danteschi incisi ad acquaforte e acquatinta, pubblicati a Parigi nel 1898 in soli 12 esemplari dal gallerista e editore Ambroise Vollard, famoso per i legami con Impressionisti e Nabis. La serie, ispirata liberamente ai quadri di Dante Gabriel Rossetti, ne offre un’interpretazione molto originale, prossima al Simbolismo esoterico di marca rosacrociana. Pubblicizzata sulle pagine dell’Almanach du Père Ubu del 1901, annuario illustrato d’avanguardia creato dalla poetica sovversiva di Alfred Jarry, in collaborazione con Pierre Bonnard per la parte grafica. L’evento del 23 ottobre con brani di musica-lettura dall’opera è un approfondimento delle incisioni che la compongono.

Alfredo Müller a Montmartre

Si prosegue alla Soffitta Spazio delle Arti, dove una panoramica di opere ricca e affascinante illustra l’attività incisoria di Müller quando viveva a Montmartre. Infatti, l’incisore si lascia catturare dalla culla artistica parigina per eccellenza, frequentata dagli artisti più importanti e innovativi del tempo. Il percorso è divisa in sei sezioni: Sguardo sul palco, Musica, Letture, Scene infantili, Scene femminili, Visioni simboliste. Presenta i ritratti di Paul Verlaine, delle stelle della danza e del teatro Jane Avril, Cléo de Mérode, Sada Yacco, Sarah Bernhardt, Edouard De Max, Marthe Mellot e Suzanne Desprès. C’è anche il porfolio coi grandi musicisti Johann Sebastian Bach, Christoph Gluck, Ludwig van Beethoven, Richard Wagner.

Ritratti e bagnanti

Altre incisioni ritraggono la piccola Colette, la figlia dell’amico collega Steinlen e giocava spesso nel giardino con i gatti. Il padre li disegnava in ogni dove a partire dal celeberrimo manifesto del cabaret Le Chat Noir. La bambina era praticamente di casa anche da Müller che di lei fece la sua modella preferita, anche moltiplicandone l’immagine per due e per tre nelle scene infantili. Le due amiche inseparabili Stéphanie Nantas e Marguerite Thomann, futura sposa di Alfredo, sono le protagoniste di varie lastre che le raffigurano separatamente o insieme. Oltre ai ritratti, figurano alla “Soffitta” altri soggetti come le bagnanti, tipico tema francese dell’epoca interpretato da Müller nella propria maniera soave e malinconica. Alcune visioni simboliste tra cui L’Île heureuse, un paesaggio di sogno alla maniera di Puvis de Chavannes.

Stampe post-impressioniste

A completare l’exursus ricco e vario di soggetti con soluzioni grafiche post-impressioniste, giapponiste è una sezione complementare. Una scelta mirata di fogli eseguiti dagli artisti particolarmente vicini, amici e sodali, insieme ad altri legati all’ambiente della danza e del teatro a partire dalla diva più iconica in assoluto, Sarah Bernhardt. Propone anche programmi teatrali d’avanguardia, editoria e bibliofilia con alcuni libri illustrati di Octave Uzanne, il manifesto de La Revue blanche. CI sono pure le pubbicità dell’editore Edmond Sagot con incisioni di Paul Berthon, Pierre Bonnard, Leonetto Cappiello, Jules Chéret, Eugène Delâtre, Maxime Dethomas, Marie-Charles Dulac, Maurice Dumont. Eugène Grasset, Francis Jourdain, Alexandre Lunois, Gustave Marie, Alfons Mucha, Manuel Robbe, Théophile-Alexandre Steinlen, Jan Toorop, Henri de Toulouse-Lautrec e Félix Vallotton.

Alfredo Müller

Nasce a Livorno il 30 giugno 1869 in una famiglia benestante dedita al commercio originaria del Canton Appenzello Esterno, in Svizzera. Dopo gli anni del collegio, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 1886 espone assieme a Giovanni Fattori e Silvestro Lega alla Prima Esposizione di Belle Arti citadina. Trascorre gli anni 1888-1890 a Parigi e con due tele partecipa alla mostra di Belle Arti dell’Esposizione Universale del 1889. Scopre quindi la pittura impressionista e la voga del Giapponismo. Al suo ritorno in Italia dopo il crac della Banca di Livorno che rovina la ditta Müller, dipinge tele alla Monet che suscitano un ampio dibattito tra la critica e i pittori avversari per il carattere “filo-francese”.

Gli anni parigini

Nel 1895, con la famiglia, emigra a Parigi e vive per un periodo a Montmartre con la compagna Marguerite Thomann. Diventa amico del disegnatore Théophile Alexandre Steinlen e ha stretti legami con Camille Pissarro, Pierre Auguste Renoir, Paul Cézanne e Henri de Toulouse-Lautrec. Trova inoltre un accogliente gruppo di artisti innovativi nello studio di Eugène Delâtre, dove si applica all’incisione a colori. Diventa presto un capofila della tecnica tornata di moda in Francia sull’onda dell’Art Nouveau e del Giapponismo. La sua prima mostra personale parigina si tiene nel 1898 nella galleria dell’editore Ambroise Vollard che pubblica un’edizione limitata a dodici esemplari di una serie di incisioni ispirate alla Vita Nuova.

Fregi murali in stile Art Nouveau

Müller rende immortali luoghi d’eccellenza della Parigi montmartroise come Place Blanche, Moulin Rouge o La Rue Saint-Vincent. Mostra i legami col mondo del teatro si esprimono attraverso i suoi eccellenti ritratti del palcoscenico parigino, con le effigi dei grandi artisti del tempo che vengono pubblicati. Dal 1901 al 1903, la coppia Müller si trasferisce al Petit-Moulin di Osny, vicino a Pontoise, dove Alfredo concepisce, litografa e stampa per Edmond Sagot sei grandi motivi di fregi murali in pieno stile Art Nouveau. Poi, sollecitato da Jean François Raffaëlli, diventa uno dei fondatori della Società della Stampa originale a colori che espone le opere dei suoi membri alla galleria Georges Petit nel novembre 1904. La prima mostra riceve un’accoglienza entusiastica e una prima acquaforte di Müller è acquisita dallo Stato Francese per il Museo del Lussemburgo.

Alfredo Müller e le Arlecchinate con pantomime di maschere

Dal 1907 al 1911 si trasferisce con Marguerite a Vernouillet, in una casa dove Alfredo ritorna a dipingere. Dopo essersi sposati, per decreto del 21 aprile 1910, Müller diventa il cittadino francese Alfred Muller. Ritorna a Firenze all’inizio del 1913 e viaggia in Sicilia dove realizza grandi tele che all’inizio del 1914 espone nella sezione francese della Seconda mostra della Secessione di Roma. Poi si stabilisce per più di due decenni a Settignano, nella villa Colombaia.

Gli ultimi anni

Ritrova gli amici Libero Andreotti, Gino Carlo Sensani, Umberto Brunelleschi, Gian Gualberto Parenti, coi quali si dedica alle arti decorative. Sono famose le sue Arlecchinate con pantomime di maschere in cui si esprime un fascino paragonabile al teatro kabuki ammirato a Parigi vent’anni prima. Nel 1930 tiene una personale alla Saletta Gonnelli nel capoluogo toscano prima di lasciare l’Italia e trascorrere in Francia gli ultimi anni di vita. Muore a Parigi il 7 febbraio 1939.

Immagine da cartella stampa.