Alfred Binet: lo psicologo che inventò il test QI

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Alfred Binet

Nato Alfredo Binetti, Alfred Binet fu uno psicologo francese. Inventò il primo test in grado di valutare l’intelligenza. Altri, dopo di lui, lo useranno come base di partenza per sviluppare l’odierno test QI.

Alfred Binet: primi passi

Nato a Nizza nel 1857, il giovane Alfred Binet si trasferì a Parigi con la madre, artista e pittrice. Studiò dapprima legge, medicina e scienze naturali alla Sorbona con l’embriologo Édouard-Gérard Balbiani. Indirizzò in un secondo momento i propri studi verso la psicologia. Lavorò con Jean-Martin Charcot all’ospedale della Salpêtrière, dove ebbe un primo approccio con le pratiche dell’ipnosi e della suggestione. Nel 1892 incontrò Théodore Simon, psichiatra, che si occupava di bambini anormali. Con lui Binet collaborò allo sviluppo di un test moderno in grado di misurare l’intelligenza: la cosiddetta Scala Binet-Simon. La scala comprendeva trenta brevissime prove di difficoltà crescente, finalizzate a classificare la capacità dei bambini di giudicare, comprendere e ragionare.

Età mentale

Uno dei concetti fondamentali che Binet introdusse è quello di età mentale. Il ragionamento per la valutazione dei risultati che lo psicologo concepì è il seguente: ogni bambino è dotato di un’intelligenza corrispondente ai tre anni se risolve la metà dei test concepiti per i bambini di quell’età. L’intelligenza corrisponde a quattro anni se il bambino supera almeno la metà dei test preparati per un’età corrispondente ai quattro anni, e così via.

Con Simon, Binet pubblicò versioni successive della sua scala di intelligenza fra il 1908 e il 1911, l’ultima appena prima di morire per emorragia cerebrale. Nel 1916 Lewis Tarman, psicologo tedesco della Stanford University, pubblicò un ulteriore perfezionamento della scala Binet-Simon. Tarman si basò su un’idea dello psicologo tedesco William Stern. Stern riteneva che l’intelligenza individuale si potesse misurare come quoziente di intelligenza (QI). Il test di Terman, conosciuto come Stanford-Binet Intelligence Scale, offrì spunti per il perfezionamento di uno dei moderni test di intelligenza: il test QI.

Gli scacchi

Nel 1894 Binet condusse uno dei primi studi psicologici sul gioco degli scacchi. Binet ipotizzò che l’abilità del giocare agli scacchi dipendesse dalle qualità fenomenologiche della memoria visiva. Dopo aver studiato i risultati ottenuti osservando e studiando giocatori particolarmente abili, concluse che la memoria era solo una parte della catena cognitiva coinvolta nel processo.

L’esperimento messo in piedi da Alfred Binet era così concepito: i giocatori avevano gli occhi bendati e dovevano giocare a memoria. Nel corso dello studio, Binet si accorse che soltanto quei giocatori dotati di particolari capacità (e che eccellevano nel gioco) erano in grado di giocare efficacemente senza vedere la scacchiera. Gli amatori e i giocatori di livello intermedio erano invece in grande difficoltà. Una volta completato il ciclo di studi, Binet giunse alla conclusione che quei giocatori particolarmente abili avevano esperienza, immaginazione, memoria dell’astratto e varietà di approcci: tutte abilità che mancavano agli amatori ed ai giocatori di medio livello.

Il lavoro di Binet si basava su un preciso assunto: «Lo scopo della scienza è considerare ogni fenomeno come una grandezza e applicare una misura a questa grandezza. Ogni scienza progredisce più o meno rapidamente verso questo ideale matematico.»

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