Alexandre Diop autobiografico e la vita nel ghetto

Il vissuto dell'artista diventano opere su carta toccando anche problematiche sociali

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Alexandre Diop
Alexandre Diop, L’Ambivalent Fasciste, 2022 Mixed media on paper, 100 x 70 cm. Series: Symphony of the Ghetto. Photo credit Jorit Aust Courtesy the Artist

Un concerto eterogeneo racconta di personaggi mitici ma anche reali alla ricerca della propria redenzione. Una narrazione profondamente legata alla storia autobiografica di Alexandre Diop (1995, Parigi) nato da madre francese e padre senegalese e cresciuto a Parigi. L’artista dall’8 giugno al 19 settembre porta in scena La Symphonie du Ghetto: Volume One. Natural Born Killer la sua prima mostra personale italiana negli spazi della Galleria Poggiali di Milano.


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Come utilizza i materiali Alexandre Diop per raccontare la sua storia?

Una pratica artistica che si muove tra pittura e scultura concentrandosi sulla presenza fisica di materiali, assemblati e amalgamati nei suoi collages. Usa legno, metallo, tessuto, lattice, catrame, tela, fibre naturali, paglia, perline, pastello, pelle, chiodi e viti. Frammenti già prodotti e scartati, stratificati sulla tela insieme alla vernice per creare un ambiente in cui esplorare il potere trasformativo degli oggetti quotidiani. Decostruisce così la struttura narrativa della rappresentazione tradizionale. Diop lavora su stralci autobiografici che ritornano costantemente nelle sue opere sotto forma di parole e, spesso, autoritratti. Sfrutta la sua arte come strumento utile a far comprendere all’altro ciò che prova.

La Symphonie du Ghetto: Volume One. Natural Born Killer

Il primo volume del racconto personale di Alexandre Diop del ghetto, un progetto che l’artista porterà avanti nel tempo. La serie di opere in mostra a Milano è composta da undici lavori su carta che rappresentano una sorta di flusso di coscienza. Diop risponde alle domande che più lo angosciano e, al tempo stesso, stimolano la sua ricerca. Le sue opere sono reazioni al contesto sociale nel quale vive, dovute spesso alla sua condizione di artista afrodiscendente e alla sua esperienza di ragazzo cresciuto a Parigi. Poi si è trasferito a Berlino e a Vienna, una città che lo ha profondamente segnato e dove attualmente vive e lavora.

La creazione

L’opera che apre la serie in mostra raffigura una donna in gravidanza come una sorta di icona simbolo di vita e di maternità. L’artista, almeno in parte, trasfigura se stesso ragionando sul senso di avere un figlio nella società odierna che chiede continuamente di scendere a compromessi. Ogni essere vivente, al di là della minoranza alla quale appartiene, deve aspirare alla libertà e rifuggire le repressioni. Una riflessione su cosa significhi essere nati, o meno, con privilegi ai quali altri non avranno mai accesso perché nati in un differente contesto.

I lavori in mostra

Nelle opere successive si susseguono figure storiche, Lucy, la primate più antica che colloca l’origine della vita umana in Africa. Sono intervallate da raffigurazioni di personaggi provenienti dal ghetto una sorta di omaggio dell’artista a persone che ogni giorno debbano affrontare una vita di miseria e pericoli costanti. A chiudere il ciclo esposto alla Galleria Poggiali un autoritratto di gruppo che rappresenta Le Mouton Noir, un collettivo artistico fondato da Diop diramato in diverse città europee. Aveva lo scopo di supportare progetti inediti nello spazio pubblico.

Alexandre Diop

Artista franco-senegalese che costruisce le sue opere con materiali che si trovano comunemente nel suo ambiente quotidiano. Attualmente Diop studia all’Accademia di Belle Arti a Vienna sotto la guida di Daniel Richter. Nel 2022 ha esposto alle mostre: There Must Be Some Kind Of Way Outta Here, Galerie Crone, Berlin, There Must Be Some Kind Of Way Outta Here, Galerie Crone, Vienna. Risalgono allo scorso anno: Amendments Group show con Dominic Chambers e Wangari Mathenge, Roberts Projects, Los Angeles, Idols by Alexandre Diop Salon94, New York. Anche Surface is Only a Material Vehicle for Spirit, a cura di Kennedy Yanko, Kavi Gupta, Chicago. A novembre Alexandre Diop aprirà la sua prima mostra in un’istituzione pubblica, The New African Portraiture, a cura di Ekow Eshun alla Kunsthalle Krems, in Austria. Sarà anche impegnato alla personale negli Stati Uniti al Rubell Museum di Miami.

Immagine da cartella stampa.