Alessia Morani ci ripensa e si candida: il cupio dissolvi del PD

Dopo Monica Cirinnà anche Alessia Morani ci ripensa, e accetta la candidatura offerta dal Partito democratico.

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Alessia Morani ci ripensa

Alessia Morani ci ripensa e si candida nel collegio uninominale di Pesaro. Dopo le polemiche sulla collocazione, a sua “insaputa”, da parte del segretario nazionale Enrico Letta.

Alessia Morani ci ripensa?

Dopo Monica Cirinnà anche Alessia Morani ci ripensa, e accetta la candidatura offerta dal Partito democratico. La quale in un post sul proprio profilo Facebook spiega: “Sono francamente molto colpita da questa mobilitazione e non posso rimanere indifferente all’appello che mi viene rivolto. Tutti mi hanno detto che non posso rimanere in panchina nella partita più importante che dobbiamo giocare per il nostro Paese. Sono una che combatte e non si spaventa anche di fronte alle battaglie difficili. Sono, perciò, a disposizione della nostra comunità politica“. Dunque, il primo e più importante effetto, forse il solo degno di nota, è l’esplosione dei “fuochi artificiali” all’interno del PD. L’effetto prodotto dal dietrofront della deputata dem ha generato una corsa ad occupare il collegio di Pesaro. Con Gianluca Carrabas che aveva reclamato per sè quel collegio, poi ceduto all’esponente di +Europa, Giordano Masini. Un cambio di rotta che mette in difficoltà il suo partito. Perchè ora ne sono due, i candidati nel collegio uninominale della Camera di Pesaro per il centrosinistra. In questo strampalato scenario, cosa farà quindi il PD?

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Il cupio dissolvi del PD

Come nell’opera pirandelliana “Uno, Nessuno Centomila”, il noto romanzo della scomposizione della personalità, appaiono i personaggi che costellano il partito del PD. I quali si accorgeranno che la realtà non è unica. E la loro realtà non è l’unica realtà possibile. E che in realtà sono costretti dentro una maschera con la quale ingannano anche loro stessi. Tuttavia sono “fotografie” che ci mettono di fronte ad un dato di rilievo. Che la presa di coscienza di non essere “nessuno” può avere effetti catastrofici. Quindi, lo dico subito e con chiarezza. Io credo che il Partito Democratico e la sinistra italiana, cose non del tutto coincidenti, siano arrivate al game over. In poco più di tre anni hanno sprecato un’occasione straordinaria per cambiare la propria storia politica e il futuro del Paese. Ed è per questo che si avviano ad un drammatico declino. Le macerie della sinistra si mischiano con le macerie della società che abbiamo di fronte. Che da inclusiva che era, si è trasformata in esclusiva. Una società dove le diseguaglianze diventano sempre più accentuate mentre il denaro governa sempre di più la politica, invece che esserne governato. E dove il welfare è considerato un problema più grande dell’evasione fiscale e dell’economia sommersa, forse perché più facilmente aggredibile. Non possiamo pensare dem dei personaggi che vogliono imporre a tutti la loro realtà, disprezzando ogni interpretazione diversa dalla loro.