All’ennesima lite scoppiata con il figlio che pretendeva ancora del denaro per comprare la droga, un uomo di 68 anni della provincia di Alessandria, al culmine della sopportazione, ha perso il controllo delle sue azioni. E così mercoledì 17 aprile ha impugnato la sua pistola (regolarmente detenuta per uso sportivo) e ha aperto il fuoco nei confronti del figlio 39enne, colpendolo a morte. La tragedia si è consumata a Rivalta Bormida, un paesino di circa 1.400 abitanti.

Rivalta Bormida: la cittadina in cui si è consumata la tragedia.

Luciano Assandri, arrestato dai carabinieri con l’accusa di omicidio volontario aggravato, durante l’interrogatorio avrebbe detto agli inquirenti di essere crollato in seguito all’ennesimo scontro con Diego che, ancora una volta, gli aveva chiesto dei soldi per poter acquistare l’ennesima dose di droga. Il 68enne, proprietario di un centro assistenza pneumatici presso Acqui Terme (provincia di Alessandria), avrebbe raccontato che ormai già da un po’ di tempo i rapporti con il figlio erano molto tesi, giacché quest’ultimo, finito ormai nel tunnel della dipendenza da sostanze stupefacenti, spesso voleva con insistenza dei soldi dal genitore.

La situazione pare fosse peggiorata dopo che la sorella della vittima aveva deciso di lasciare la casa di famiglia per trasferirsi altrove. Rimasti da soli nell’appartamento di via Don Garbarino, Luciano e Diego Assandri si sarebbero ritrovati ad avere di frequente delle vivaci e dure discussioni sempre per lo stesso motivo: il 39enne pretendeva denaro per la droga. E proprio nelle scorse ore, al culmine di un’ulteriore lite, il padre avrebbe sparato al figlio togliendogli la vita. Subito dopo aver commesso il delitto, l’uomo avrebbe cominciato a urlare dalla finestra del suo appartamento, mettendo in allerta i vicini di casa che, a quel punto, avrebbero richiesto l’intervento dei carabinieri. Le forze dell’ordine, una volta giunti nel luogo indicato, avrebbero arrestato il 68enne che, dopo essere stato portato in caserma, avrebbe riportato la terribile verità.

Come riporta Il Messaggero, molti conoscenti del signor Assandri si sono detti sorpresi per quanto accaduto, poiché l’avevano sempre visto come una persona tranquilla che, ad ogni modo, aveva pesantemente risentito della morte della moglie. La donna, infatti, è deceduta circa un anno fa, quando il marito l’aveva trovata sul letto senza vita, probabilmente colta da un improvviso e fatale malore. Altri concittadini hanno raccontato al quotidiano romano di conoscere solo di vista il presunto assassino, sottolineando che anche loro sapevano comunque di qualche difficoltà in famiglia sorta dopo la dipartita della consorte del 68enne, anche se non avrebbero mai pensato che potesse verificarsi “una simile tragedia”.

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