Alessandra Guanzani: l’istruzione per gli adulti

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Nessuno è escluso dalle scuole italiane della Repubblica. Abbiamo incontrato a proposito Alessandra Guanzani, una docente molto appassionata dei percorsi educativi riservati alle persone in varie situazioni di disagio. “Dopo la mia esperienza di insegnante presso le scuole carcerarie e ospedaliere, ora lavoro presso un centro Provinciale di Istruzione per Adulti, C P I A.  Si tratta di scuole statali istituite dal Ministero della Pubblica Istruzione con DPR 29 0ttobre 2014”.

Organizzazione

I CPIA offrono attività e servizi per l’istruzione in età adulta e si rivolgono a cittadini italiani e stranieri di età superiore ai 16 anni e a giovani che abbiano compiuto 15 anni e sono sottoposti a provvedimenti penali da parte dell’Autorità Giudiziaria. Possono iscriversi adulti, anche stranieri che non hanno assolto l’obbligo di istruzione e che intendono conseguire il titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione (licenza di Scuola Media). Si possono iscrivere anche adulti stranieri ai percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana. I CPIA provinciali sono in collegamento con le scuole superiori che ospitano corsi serali per giovani e adulti, allo scopo di condividere progettazioni, sperimentazioni, percorsi didattici, offerta formativa a distanza.

Le strategie metodologiche

Sono sempre molto complessi i vissuti di ogni corsista e per questo motivo è importante creare, come presupposto innegabile, un clima di vera accoglienza fondato sulle dinamiche di valorizzazione della diversità e dell’unicità di ciascuno” ci racconta Alessandra Guanzani. Molti ragazzi stranieri minorenni sono ospiti di comunità e sono proprio loro i soggetti più fragili in quanto hanno raggiunto l’Italia, nella maggior parte dei casi, dopo una lunga odissea tra la terra e il mare. L’attenzione da parte di docenti dei CPIA è sì finalizzata all’apprendimento della lingua italiana da parte del corsista ma non può prescindere da un costante ascolto del suo mondo interiore, dove il disagio non è causato solo dalla mancata conoscenza della lingua ma dalla corsa ad un’integrazione favorevole alla propria crescita.

Il linguaggio poetico di Alessandra Guanzani

Sempre Alessandra ci racconta: “Si cerca di avvicinare i corsisti a diverse modalità di espressione: progettazione del calendario della scuola, realizzato con disegni e poesia, raccolte di testi…Quest’anno noi docenti del CPIA di Rho , in provincia di Milano,  abbiamo deciso di partecipare al Concorso Internazionale di Poesia “Letizia Chiarelli”, rivolto a poeti  dei paesi di tutto il mondo, con il regolamento tradotto in varie lingue, al fine di creare un ponte tra le varie differenze culturali. Il linguaggio poetico favorisce la rielaborazione dei vissuti personali in chiave metaforica e simbolica. Ciò offre agli studenti l’opportunità di dar voce alle emozioni più profonde del cuore”.

Le tecniche poetiche

Le tecniche utilizzate da Alessandra per il suo progetto riguardano: giochi di parole, brainstorming e facilitano l’approccio di ciascuno studente al mondo della poesia, un mondo dove la parola diventa alleata di sensazioni, paure, speranze e l’attesa di un mondo migliore. A volte sono le parole, a volte le immagini ad evocare nel cuore di chi scrive ricordi, affetti familiari lontani, nostalgie e attese. “E’ molto importante saper interagire adeguatamente ed in modo creativo sul piano linguistico in un’ampia gamma di contesti culturali e sociali quali istruzione, lavoro, vita domestica e tempo libero” continua la docente del CPIA di Rho. Tali iniziative contribuiscono ad arginare i fenomeni di emarginazione, devianza sociale e ad attribuire alla cultura ancora un grande valore.