Aleksej Navalny spostato in un carcere fuori Mosca

L’avvocato dell’oppositore russo ha riferito che Navalny è stato trasferito da una prigione di Mosca ad un luogo sconosciuto

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Aleksej Navalny

L’oppositore russo Aleksej Navalny è stato spostato in un carcere fuori Mosca per scontare la sua pena. A dare l’annuncio è l’avvocato dell’oppositore, che però ha specificato di non sapere di quale prigione si tratti. La decisione arriva nonostante la richiesta di rilascio avanzata dalla Corte dei diritti umani. Intanto prosegue anche la polemica sulla decisone di Amnesty International di revocare lo status di prigioniero di coscienza a Navalny.

Aleksej Navalny è stato spostato in un carcere fuori Mosca?

L’oppositore russo Aleksej Navalny à stato trasferito da una prigione di Mosca a un luogo sconosciuto. A dare la notizia sono stati i suoi collaboratori e il suo avvocato, i quali affermano che questo è un chiaro segnale che Navalny sta per iniziare una pena detentiva basata su motivazioni politiche.  L’avvocato di Navalny, Olga Mikhailova, ha detto che la squadra di difesa non è a conoscenza di dove è stato portato Navalny. Tuttavia ha suggerito che potrebbe trovarsi in una colonia penale. Mikhailova ha dichiarato all’AFP: “Non hanno detto a nessuno dove è stato mandato”.  Il braccio destro di Navalny, Leonid Volkov, ha detto che la famiglia dell’oppositore non è stata informata dove si trovi. Ha quindi espresso preoccupazione per la mancanza di trasparenza.

Proseguono le critiche contro Amnesty

Intanto proseguono le critiche contro Amnesty International per la revoca di status di prigioniero di coscienza a Navalny. L’Organizzazione per i diritti umani, ha infatti deciso di revocare lo status all’oppositore russo solo un mese dopo averglielo concesso. Secondo Amnesty il passato nazionalista di Navlany sarebbe una violazione dello status di prigioniero di coscienza. Tuttavia i critici affermano che la decisione di revoca di quella designazione sia stata presa di fronte a quella che sembra essere una campagna orchestrata dai simpatizzanti del Cremlino, alcuni con collegamenti a RT, la TV di Stato russa. Inoltre sottolineano che l’improvvisa revoca dello status non farà altro che incoraggiare il Cremlino. E inolte potrà fungere da precedente per altri regimi autoritari che cercano di screditare la loro opposizione.

È vero che Navalny è apparso sulla scena politica russa con posizioni molto spesso discutibili, ad esempio facendo dichiarazioni dispregiative sui migranti dell’Asia centrale e sulle minoranze etniche russa. Ma è anche vero che queste sue posizioni non erano un mistero. Quindi è impossibile che Amnesty non fosse a conoscenza di quelle sue opinioni quando decisero di designare Navalny per la prima volta come prigioniero di coscienza.   

La revoca di status di prigioniero di coscienza a Navalny mostra il ruolo dei media russi

La revoca frettolosa e confusa dello status di prigioniero di coscienza a Navalny ha scioccato molti. Questo soprattutto perché mostra il ruolo potente dei nuovi media, in particolare dei giornalisti e collaboratori associati a RT.  Infatti la campagna di RT sembra concentrata per attirare l’attenzione fuori dalla Russia sui commenti razzisti e provocatori fatti da Navalny in passato e che questa campagna abbia avuto un effetto sulla decisione di Amnesty. Molti ora si chiedono se sia stato una sorta di “colpo di Stato” per mano dei media russi, o un errore impulsivo di una ONG con problemi di governance e obbiettivi contrastanti.

In ogni caso la decisione senza spiegazioni di Amnesty fa sembrare che sia un’organizzazione di sprovveduti. Infatti la decisione di revocare lo status a Navalny, sulla scia di una campagna denigratoria a malapena nascosta dal governo russo getta una luce negativa su Amnesty. Inoltre rischia di incoraggiare il governo russo e altri governi che cercano di screditare la loro opposizione.


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