Aldous Huxley: apri un varco nell’altra dimensione

lo scrittore della psichedelia Aldous Huxley apre la mente all'oltre.

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Aldous Huxley: apri un varco nell’altra dimensione

Aldous Huxley: apri un varco nell’altra dimensione . Tu sai che il giorno distrugge la notte e la notte divide il giorno, Ho cercato di correre, ho cercato di nascondermi, apri un varco nell’altra dimensione, sì apri un varco nell’altra dimensione. Queste sono le parole di Break on through (to the other side) cantate dal sacerdote di Huxley: Jim Morrison. Forse apriva veramente un varco su mondi lontanissimi o dentro ciascuno di noi. Sembra veramente un inno sacerdotale, con tanto di risposta da parte dei fedeli: “Aldous Huxley apri un varco nell’altra dimensione”.

Apri un varco nell’altra dimensione

Aldous Huxley: apri un varco nell’altra dimensione le porte della percezione

Aldous Leonard Huxley nato a Godalming il 26 luglio 1894 da famiglia benestante e soprattutto intellettuale, esprimeva già da bambino la sua immensa curiosità. Huxley completò il suo primo romanzo mai pubblicato all’età di diciassette anni, e iniziò a scrivere seriamente appena passati i vent’anni. Consegui una laurea in letteratura e si dedicò seriamente alla scrittura. Creò grandi romanzi sugli aspetti disumanizzanti del progresso scientifico, il più famoso è Il mondo nuovo.

Aldous Huxley e le droghe psichedeliche

Aldous Huxley e Jim Morrison aprono un varco nell’altra dimensione

Sono diventato induista e vegetariano nel ’38. Adoro stare tanto tempo in meditazione avvalendomi spesso dei viaggi mistici che la mescalina mi regala. Sono andato oltre il muro, quello stesso muro che veniva demonizzato dai Sir. avvampati dal fumo delle loro pipe e affamati di passioni inespresse. Ho scritto, ho scritto tanto sull’effetto delle droghe. Mescalina, LSD, Peyote. L’uomo che ritorna dalla Breccia nel Muro non sarà mai proprio lo stesso dell’ uomo che era andato: sarà più saggio ma meno presuntuoso, più felice, ma meno soddisfatto di sè, più umile nel riconoscere la sua ignoranza, eppure meglio attrezzato per capire il rapporto tra parole e cose, tra ragionamento sistematico e Mistero insondabile che egli cerca, sempre invano, di comprendere. Queste frasi così profonde e dal significato un po’ misterioso le scritte nel mio famoso libro Le porte della percezione. Sono orgoglioso di quello che ho sperimentato e scritto in questo libro. Ha influenzato generazioni di giovani in tutto il mondo.

Quello che non vi racconteranno mai

Sono stato uno dei primi o addirittura il primo, a far conoscere il rito sacro dell’uso del Peyote, Il fungo allucinogeno chiamato la carne degli dei. Chi lo ingerisce visita estasi e visioni, spalancando le porte più segrete e sconosciute della percezione umana e sovrumana. Tutto sembra possedere una luce interiore. Una torre gotica è sostituita da una montagna: un picco di inconcepibile altezza. Un colossale artiglio di uccello scolpito nella pietra e proiettato sull’abisso, alla fine la visione di onde verdi e purpuree che si infrangono su una spiaggia con miriadi di luci della stessa tinta delle onde. Atmosfera di luce preternaturale di colore preternaturale e di significato preternaturale, il materiale di cui sono fatti gli antipodi della mente. La percezione e la visione di ciò non può che riportare all’età dell’innocenza dell’uomo, all’epoca dei miti che spiegano il mondo terreno e ultraterreno: ad Adamo ed Eva nel Giardino dell’Eden prima di avere coscienza e conoscenza del Bene e del Male e alle mitica età dell’Oro di tutti i popoli del pianeta. Io sono andato oltre la porta!




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