Alberto Moravia: realismo, oppressioni e squilibri del 900

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Alberto Moravia (nome d’arte Alberto Pincherle) è un giornalista, scrittore, poeta, saggista del 1900. Inoltre, Moravia è anche un drammaturgo, critico cinematografico e reporter di viaggio. Di fatto, lo scrittore diviene tra i principali esponenti dello scenario letterario   italiano. Nel 1929, il realismo di Moravia esordisce con “Gli indifferenti”, in cui lo scrittore narra la caduta del ceto sociale borghese, durante l’occupazione fascista.

Alberto Moravia e la biografia

Alberto Moravia nasce a Roma il 28 novembre 1907 e decede nella sua città il 26 settembre 1990. I genitori sono Carlo Pincherle Moravia e Teresa Iginia De Marsanich. A fronte di ciò, il padre di origini ebraiche svolge la professione di architetto e pittore. Mentre la madre proviene da una famiglia della Dalmazia. All’età di nove anni, la malattia della tubercolosi colpisce Alberto, che lo condiziona sulla presenza scolastica, irregolare. Nel 1921, le cure mediche impongono al quattordicenne la degenza, presso la casa a Roma. Ciò nonostante, l’adolescente inizia la stesura di versi nelle lingue francese ed italiano. All’età di diciassette anni, Alberto entra per un anno di ricovero, nella struttura sanitaria “Codivilla”, a Cortina d’Ampezzo. In seguito, Alberto completa la guarigione a Bressanone.

Alberto Moravia e la vita privata

Nel 1936, Moravia conosce a Roma Elsa Morante, con la quale vive ad Anacapri. A fronte di ciò, la coppia arriva al matrimonio nell’aprile del 1941. In seguito, il nome di Moravia risulta tra le persone da arrestare per i nazisti e la coppia fugge a Vallecorsa. Di fatto, l’esercito alleato libera la coppia, che ritorna a Roma. Nel 1962, la coppia decide la separazione. Lo stesso anno, Moravia raggiunge la nuova compagna Dacia Maraini.

Alberto Moravia ed i primi lavori letterari

Nel 1927, esce il primo racconto di Moravia, dal nome “Lassitude de courtisane”, nella traduzione francese della rivista “900”. In realtà, Bontempelli, ovvero il proprietario della rivista, pubblica in seguito, la versione linguistica in italiano, come “Cortigiana stanca”. Dopo due anni, la casa editrice “Alpes” di Milano pubblica l’opera de “Gli indifferenti”.

La carriera letteraria

Moravia instaura diverse collaborazioni professionali, con più case editrici e riviste, con cui arriva a numerose pubblicazioni letterarie. Nel 1930, attraverso la rivista “Pegaso” di Ugo Ojetti nasce “Inverno di malato”. Tuttavia, segue la collaborazione con “Interplanetario” di Libero De Libero, con i racconti in “Villa Mercedes” e “Cinque sogni”. Negli anni successivi, Moravia collabora con le riviste “Oggi” e “Gazzetta del Popolo”. Tuttavia, le opere non ottengono un grande successo, poiché il regime fascista ostacola l’attenzione della critica. In seguito, Moravia collabora con Pannunzio e Delfini al mensile “Caratteri”. Nel 1937, lo scrittore pubblica i racconti “L’imbroglio” con Bompiani. Inoltre, seguono altre collaborazioni con giornali e riviste, come: “Il Corriere della Sera, L’Europeo, Il Mondo”.

Le sceneggiature

Nel 1937, Moravia diviene inviato della “Gazzetta del Popolo” dalla Cina, dove scrive numerosi articoli. Quando lo scrittore ritorna a Roma, la passione per le sceneggiature catapulta Moravia nell’ambiente cinematografico. A ragion per cui, nascono progetti di collaborazione, tra cui “Omnibus”, del produttore Leo Longanesi. Inoltre, Moravia con la direzione di Curzio Malaparte collabora in “Prospettive”. Di fatto, il regime fascista non gradisce gli scritti di Moravia e vieta all’autore di firmare le opere col suo nome originale. A fronte di ciò, lo scrittore utilizza diversi pseudonimi, per le leggi razziali vigenti. Nel 1955, Moravia conosce Pier Paolo Pasolini, con cui collabora come critico cinematografico per  “L’Espresso”.

Stile letterario

Moravia racconta la storia che vive nel suo tempo, in cui regna l’ingiustizia del nazismo, le differenze tra i ceti sociali, di oppressione e realtà. A fronte di ciò, Moravia, entra nella dimensione della scrittura, dove trova la sua identità, nonostante le difficoltà del XX secolo. Lo scrittore presenta una narrazione introspettiva, dove i protagonisti diventano tema di riflessione per il lettore. Inoltre, Moravia trova l’espressività in prosa, che corre sull’oggettività, mentre i dialoghi incuriosiscono il lettore con provocazioni realiste. Tema caldo dello scrittore è il sesso, che unito al concetto di esistenza esprime più volte nel romanzo “La ciociara”. Di fatto, dal romanzo nasce l’omonimo film di Vittorio De Sica, con Sofia Loren, che vince il Premio Oscar come migliore attrice protagonista.

Le opere dell’autore

Tra le principali opere dello scrittore figurano:
La mascherata,
Agostino,
La disubbidienza,
L’amore coniugale,
Romanzi e racconti I, II, III, IV, V,
Gli indifferenti,
Le ambizioni sbagliate,
La romana,
Il conformista,
La ciociara,
La noia,
Io e lui.

Inoltre, ha scritto
La donna leopardo,
L’uomo che guarda,
I due amici,
La bella vita,
I sogni del pigro,
La cetonia,
Due cortigiane
Serata di Don Giovanni,
I racconti,
Racconti romani.

Opere cinematografiche

Moravia come critico cinematografico esegue: “Al cinema. Centoquarantotto film d’autore, Cinema italiano. Recensioni ed interventi”. Tra i reportages di viaggi risultano: “Un mese in URSS, Un’idea dell’India, La rivoluzione culturale in Cina ovvero il Convitato di pietra, Lettere dal Sahara” ed altri.

La morte

Alberto Moravia decede a Roma il 26 settembre del 1990. Ecco una citazione popolare dello scrittore: “Quale debole sforzo basterebbe per essere sinceri, e invece si fa di tutto per andare nella direzione opposta”.

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