Gli olmi, 1981
Acquaforte su zinco, 639 x 347 mm.

Il Muse ospita la mostra “Arborea”, dedicata ai monumentali alberi incisi ad acquaforte da Federica Galli (1932-2009), esponente di spicco dell’arte incisoria italiana. La mostra, che nasce da un progetto della Fondazione Federica Galli di Milano vede dialogare monumentali alberi incisi ad acquaforte dalla Galli con i colossi naturali fotografati dalla Moon, che li rende eterni attraverso la particolare tecnica della stampa al platino palladio.

INCISIONI_666La quercia delle streghe, 1995
Acquaforte su zinco, 490 x 975 mm.
Raffaele Carrieri, da Epoca, 1968
“[…]Tutto inciso, tutto mosso, tutto variato, tutto scritto, tutto costruito, tutto coperto e tutto scoperto! Fu allora che formulai la qualifica della formica? L’umiltà, la pazienza, la resistenza, quell’essere nella più semplice e gremita natura come una foglia sul ramo, come un passero sotto la gronda, come un filo di erba che il piede massiccio del premuroso cacciatore può schiacciare, tutto ciò che vedevo e percepivo in quelle incisioni che andavo sfogliando in un pomeriggio invernale a Milano, mi autorizzavano a riconoscere nella Galli un simbolo a me caro: la formica, una formica![…]”.

La tecnica dell’acquaforte prende il nome dalla vecchia denominazione dell’acido nitrico necessario  per incidere chimicamente il solco. L’artista impiega una lastra (generalmente di rame o zinco) e la protegge con uno strato di cera, quindi, disegnando con una punta, asporta lo strato protettivo, aprendo così la via all’acido che, attraverso i segni intagliati, può raggiungere il metallo della lastra ed inciderlo.

Dino Buzzati, Corriere della Sera, 1969
“[…] Soltanto gli artisti possono risuscitare i rapimenti dell’infanzia. Qualche esempio? Tolstoj nella galoppata notturna in slitta dei ragazzi Rostov, Proust, Alain Fournier, il grande disegnatore inglese Arthur Rackam. Non so se vi ricordiate ma allora veniva da noi, dagli alberi, da certe stradette, da certi angoli della casa, una specie di misterioso bisbiglio che non si riusciva a decifrare eppure ci faceva confusamente tante meravigliose promesse. Ecco, proprio questo bisbiglio, col relativo incantesimo, viene anche dalle acqueforti di Federica Galli.[…]”.

Io meravigliosamente incantata di fronte alle sue opere, quasi mi fondo con esse. Si percepisce la realtà; respira la sua opera artistica. Reali così diventano i pensieri, e m’ immagino seduta sotto un albero o camminare per le strade. Un passo nell’immaginazione, un passo nella realtà, un passo nella poesia.

Dott.ssa Rosa Ferro

 

 

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