E’ iniziato intorno alle 6.30 di questa mattina lo sgombero dello spazio pubblico autogestito XM24 nel rione Bolognina di Bologna, ormai da mesi minacciato da parte del Comune di Bologna.

Gli agenti di Polizia e Carabinieri in tenuta antisommossa stanno controllando tutti gli accessi, chiudendo le vie adiacenti e fermando anche i passanti e le passanti di questa affollata zona, che ricordiamo essere a pochi passi dal centro città e soprattutto dalla stazione centrale (uscita “Carracci”).

Una parte degli attivisti del centro sociale stanno continuando ad opporsi allo sgombero, rimanendo seduti all’interno o sul tetto, sventolando le bandiere dell’XM24 (nelle scorse ore lo spazio pubblico autogestito aveva diffuso on line una piccola guida di cose da portare e utilizzare durante l’ipotetico sgombero, che non era sicuro avvenisse questa mattina).

Una ruspa, fatta entrare nel giardino, sta invece cominciando lentamente a demolire alcuni muri, portando i quasi duemila attivisti che ormai si sono riuniti intorno all’area a provare a spingere le reti che segnano il confine dell’area esterna dell’XM24.

Questo spazio pubblico autogestito occupava, senza nessun accordo formale con il Comune di Bologna, gli attuali spazi in via Fioravanti 24 dal 2002, spazi che precedentemente appartenevano all’ex mercato ortofrutticolo. La storia attuale di questo spazio però riguarda il sindaco Giorgio Guazzaloca (famoso di essere il primo sindaco di destra di Bologna) che trovò un accordo con vari collettivi indipendenti della città, proponendo loro il trasferimento nell’edificio attuale, per il quale si trovò una concessione temporanea.

La convenzione però ha visto la sua fine nel 2016 e non ha visto proposte di rinnovo da parte dell’attuale amministrazione bolognese, che ha concesso tempo fino allo scorso 25 luglio per sgomberare gli spazi. Gli attivisti e le attiviste del centro sociale non intenzionati a lasciare gli spazi, hanno qualche giorno fa, cancellato i murales (che affacciano sulla rotonda Alex Langer e via Fioravanti) sulla facciata dell’edificio, diventati ormai simbolo estetico del rione Bolognina, street art che il comune aveva deciso di tutelare e valorizzare.

Al via indagini della Digos, poiché i muri, essendo esempio di archeologia industriale, sono tutelati dalla locale Sopraintendenza

Il Comune di Bologna ha inoltre annunciato che negli dell’ex mercato ortofrutticolo, verranno costruiti 10 appartamenti destinati ad un cohousing. La notizia però non ha lasciato indifferenti gli attivisti e le attiviste del spazio pubblico autogestito che hanno organizzato in risposta, azioni di resistenza utilizzando lo slogan “il nulla che avanza“.

A Bologna si prevede non si fermerà così facilmente la polemica tra centri sociali e amministrazione comunale, in una situazione di conflitto ormai da anni, dopo lo sgombero di altri due spazi autogestiti nel centro di Bologna (Quartiere Santo Stefano), Atlantide e Làbas.

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