Al via la nuova rassegna teatrale del teatro stabile di Catania

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“I meravigliosi inganni”, la nuova rassegna teatrale del teatro stabile di Catania prende il via questa settimana  con l’Antigone di Sofocle, e continuerà per tutta la stagione 2019-2020 con un cartellone di 20 titoli di cui 13 in abbonamento e sette liberi.

Un percorso uditivo e visivo lungo un’intera stagione che accompagnerà lo spettatore in un vortice di emozioni.

Il primo spettacolo, che apre la stagione 2019-2020 del teatro stabile, Antigone di Sofocle con la regia di Lucia Sicignano, rimarrà in scena dal 15 al 27 ottobre presso il teatro Giovanni Verga di via Giuseppe Fava di Catania.

All’indomani di una guerra civile Creonte, Re di Tebe, deve riportare la pace tra le macerie attraverso un editto. Egli, come nuovo regnante, è consapevole che il suo dovere è sancire il confine tra vincitori e vinti, scrivendo la storia con la ragion di Stato e sradicando ogni possibile focolaio di ribellione. Si oppone a queste leggi una giovane, Antigone, in nome di una giustizia umana che supera le leggi.

Per la forza della sua ribellione femminile, che la spinge quasi all’anarchia, è lei a scatenare il conflitto irrisolvibile con Creonte.

Affrontare il mito in una terra che si è nutrita di grecità come la Sicilia, frutto di una stratificazione di popoli che si dibatte quotidianamente tra ribellione e anarchia, eroi del bene e del male, appare una scelta necessaria al fine di riflettere su questi temi per la regista Lucia Sicignano.

Sul palco attori concreti e creativi in grado di padroneggiare corpo e parola. L’azione e la relazione sono privilegiati rispetto alla dizione e la drammaturgia si intreccia con il suono e le musiche dal vivo.

La regista dell’opera, ha scelto, per interpretare i protagonisti della tragedia greca, due attori siciliani provenienti da una tradizione classica, ma che hanno preso parte a teatri di frontiera come Sebastiano Lomonaco nei panni di Creonte e Barbara Moselli nei panni di Antigone, che hanno impersonato i loro ruoli con maestria.

Adeguata la scelta dei costumi ad opera di Guido Fiorato, coinvolgenti le musiche di Edmondo Romano, ben disposte le luci di Gaetano La Mela.

Interessante il riadattamento che la regista ha dato al testo dell’opera di Sofocle che nel complesso risulta coinvolgente e  appassionante.

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