Al “The Perimeter” artisti neri e la memoria collettiva

In mostra opere che presentano l'identità nera dei talenti che espongono

0
326
The Perimeter
La mostra è in programma fino al 24 luglio (immagine da Facebook)

Sono accomunati dall’identità razziale e dall’esperienza nera gli artisti che espongono al “The Perimeter” di Londra. Fino al 24 luglio la galleria presenta le opere di sette creativi riunita in “Citizens of memory”.


Blackness di Okwui Enwezor: lutto e protesta neri


Cosa presenta la mostra al “The Perimeter”?

Sono le storie e il vissuto di africani che si confrontano con sé stessi e il resto del mondo. L’inserimento in comunità multietniche, il rapporto con la civiltà europea costituiscono un terreno fecondo per la ricerca artistica. Però è la memoria, il ricordo della patria e della famiglia d’origine a definire il percorso espositivo e il tema dell’evento. Il risultato è pertanto una mostra intima che esplora la vulnerabilità delle persone di colore.

Gli artisti di “Citizens of memory”

Cura la mostra Aindrea Emelife che utilizza gli spazi della galleria per mettere in risalto il messaggio delle opere. Gli artisti che partecipano all’evento sono: Walter Prince, Tunji Adeniyi-Jones, Cassi Namoda, Kudzanai-Violet Hwami, Ndidi Emefiele, Olivia Sterling, Rachel Jones.

Olivia Sterling e la questione Blackness

La mostra prende il nome da un’opera di Sterling che utilizza immagini di dolci per descrivere l’intolleranza mascherata da moralismo. Infatti, la violenza ai danni dei neri si cela dietro l’angolo e non bastano i discorsi contro il razzismo a combatterla. Il dipinto nasce dalla rielaborazione di ricordi d’infanzia che diventano quasi strisce di fumetti. Il tema dell’identità nera diventa quindi colore e linee in opere d’impatto emotivo. L’artista nasce a Petersborough nel 1996 epoi nel 2020 si laurea al Royal college of art di Londra.

Le altre opere in mostra al “The Perimeter”

Walter Price racconta la sua esperienza nella Marina statunitense, mentre Rachel Jones crea dittici in cui si analizza. Tunji Adeniyi utilizza geometrie turbinanti per descrivere l’Africa occidentale e il suo essere diventato britannico. Cassi Namoda descrive le storie “perdute” e le vicende dimenticate. Poi Kudzanai-Violet Hwami ricompone i legami familiari, partendo da una fotografia della zia e dei cugini. Ndidi Emefiele in “Sail me down deep river” rappresenta infine la morte della sorella nel 2019.